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Kacaronte

ha scritto una recensione su Fallout: New Vegas

Cover Fallout: New Vegas per PC

Ring-a-Ding-Ding Baby!

Di consegne curiose ne hai sempre fatte, ma queste le supera tutte. Non che ti dispiaccia il tuo lavoro, d’altronde hai girovagato per molte terre della zona contaminata. E pur essendo sempre in cammino, le voci girano più veloci del tuo passo, e così ti ritrovi a sentir parlare del Mojave. In quella terra, durante la sua espansione ad Est la Repubblica della Nuova California ha trovato una luce nell’oscurità: New Vegas, una città che è stata risparmiata da molti dei disastri della guerra atomica. Tutti nelle locande e negli hotel parlano della sua Strip, con enormi casinò che fanno impallidire quel letamaio malavitoso dii New Reno, tecnologià talmente all’avanguardia che Vaultcity al confronto è una macchinina giocattolo, e il suo misterioso capo che la comanda da una torre altissima. Ma poco più avanti, i soldati sotto l’emblema dell’orso a due teste trovarono qualcosa di ancora più grande ed importante: un lungo fiume che porta ad Hoover Dam, una enorme diga che fornisce tutta l’energia della città e anche di più, rendendola una risorsa di inestimabile valore. Quello che però non si aspettavano è quel grosso simbolo torreggiare al di là di questo fiume: una bandiera rossa con con un grosso toro, emblema di una fazione imperialista e totalitaria nata dall’assoggettamento di 87 tribù dell’Est, la legione di Caesar. Due realtà così opposte non potevano che scontrarsi, ed ecco che l’orso e il toro in un attimo divennero acerrimi nemici, con Hoover Dam come premio. Tu non te ne sei mai preoccupato molto, d’altronde sei solo un corriere, ma ecco che ti arriva un ordine fuori dal comune: un pacchetto, a vederlo così insignificante, da portare alla Strip di New Vegas, e malgrado la tua sorpresa non hai la minima idea di quanto questa consegna è destinata a cambiare drasticamente te e il destino del Mojave.

Obsidian ha preso la base del precedente capitolo e l’ha migliorato sotto tutti i punti di vista. New Vegas propone una mappa più piccola, ma la riempie di così tanti luoghi e punti di interesse che vale più di cento mappe grandi il doppio e vuote. Ovunque ti giri c’è qualcosa di particolare e unico che merita di essere esplorato e approfondito, dando un senso di appagamento enorme per il giocatore che viene spinto dalla curiosità ad curiosare in questo o quell’edificio, quella caverna scoperta a caso, quell’altopiano in lontanan- ah no cazzo c’è un Deathclaw lì meglio tornarci dopo.
Molto ampia è anche la scelta delle armi, che oltre a variare per tipologia e caratteristiche hanno anche la possibilità di essere modificate nel modo in cui più ci aggrada e si adatta al nostro personaggio. Anche il crafting è stato approfondito, finendo per dare molta più importanza ad oggetti che inizialmente trovavamo inutili o di porca importanza fino a farli diventare anche essenziali in certe occasioni.
Così come accadeva nei primi due capitoli, qua l’abito fa il monaco. Infatti indossare un vestito di una fazione riuscirà a farci infiltrare tra di loro indisturbati a patto di non attirare troppo l’attenzione, specialmente dei cani addestrati a scovare gli intrusi. Oppure potremmo essere presi di mira dai nemici della fazione di cui ci stiamo fingendo, a discapito delle nostre relazioni con essa.
A proposito di fazioni, in questo titolo avremo una libertà di agire molto più ampia di qualsiasi altro capitolo della saga, portandoci a farci amici e nemici tra i grossi e i piccoli gruppi che ci porterà vari tipi di vantaggi e svantaggi. Il roleplaying di questo titolo non lo troverete in nessun altro.
Per quanto riguarda le statistiche, i loro punti non influenzeranno più solo le azioni che possiamo fare con esse, ma anche le interazioni che possiamo avere con gli NPC. Magari non hai una buona eloquenza, ma la tua esperienza in materia di medicina, scienza o checchessia renderanno la tua opinione comunque rilevante. Hanno migliorato parecchio anche la fase shooting, rendendola una scelta molto più allettante e finalmente alternativa valida allo SPAV costante. Ottima anche la modalità duro, che per quanto poteva essere gestita meglio offre una bellissima alternativa alla classica esperienza di gioco.

Togliamoci la nota dolente: Fallout New Vegas è pieno di problemi a livello tecnico. Se nei precedenti capitoli ho consigliato di salvare spesso, qua dovete moltiplicare all’infinito questo consiglio. Non sapete davvero mai davanti a cosa potreste imbattervi in questo titolo che purtroppo non è mai riuscito ad essere completamente aggiustato. Ci sono stati miglioramenti, ma davvero a livello di bug è sempre su quel livello di oscenità che si porta questo engine improponibile e orribile che nemmeno qua si è potuto riscattare. Tuttavia voglio anche considerare il fatto che con 10 mesi di tempo, praticamente meno della metà del tempo messo da Bethesda per il 3, sono riusciti a fare un gioco enorme e dalla qualità altissima sotto tutti gli altri punti di vista, quindi pur dandogli l’insufficienza ho deciso di regalare un quarto di punto bonus per quello che sono riusciti a fare in così poco tempo.

La zona contaminata del Mojave è una delle ambientazioni più belle tra i giochi di ruolo. È una casa che ospita tante di quelle storie che meritano di essere raccontate che davvero c’è da perdere il conto. La sua scrittura e i suoi intrecci sono di una qualità di così alto livello che penso solo Avellone poteva raggiungere. Essa non si limita a metterci di fronte a scelte buone o cattive, ma si diverte a mischiarle, a colorare di grigio quello che ci pareva bianco o nero, ci vuole mettere in difficoltà di fronte a verità e opinioni che possono sconvolgere del tutto le nostre idee iniziali. Tutte queste fazioni che ci circondano combattono e si alleano tra di loro per i più disparati motivi, e a volte solo noi potremo fare da tramite tra di esse. Proprio come punto di incontro verremo a sapere le loro idee e motivazioni, e il risultato delle nostre ponderazioni ci porteranno a fare scelte che avranno conseguenze anche grosse sulle nostre future esperienze. Spesso dovremo anche scontrarci con le ideologia dei nostri companion, che potrebbero distaccarsi completamente con le nostre azioni. Altre volte potrebbero fare di testa loro e metterci in guai molto seri. Tutto questo perché ognuno ha le sue motivazioni per mettersi in viaggio e le sue idee più o meno radicate. Ed infine questo viaggio che ci porterà dai villaggi alle caverne, dalla strada ai casinò, dai territori della repubblica a quelli della legione, ci cambierà. Ci ritroveremo ad essere molto diversi dal corriere che quella notte a Goodspring si è preso in testa quelle pallottole che hanno dato il via alla nostra avventura. Questa è la massima espressione di New Vegas e la massima maturità della saga. Perché la guerra, la guerra non cambia mai… ma gli uomini cambiano, lungo la strada che percorrono.

Fallout è una saga storica, su questo non si può assolutamente discutere, che avuto alti e bassi sia a livello qualitativo che produttivo. Ha avuto la sfortuna di essere abbandonato durante lo sviluppo di Van Buren (nome in codice per il Fallout 3 che stava per essere sviluppato da Black Isle) per poi essere ripreso da Bethesda e vivere una nuova gloria che sembra essere crollata di nuovo negli ultimi tempi. Ma se tra tutti questi punti dovessi dirvi quale è il più alto qualitativamente, quello che proprio rappresenta la sua massima maturazione e quello che più ha il diritto di rappresentare la saga nella sua totalità, allora quel punto si concentra tutto su New Vegas. Non è proprio qualcosa da poterci discutere, è indubbiamente il miglior capitolo della saga e uno dei migliori giochi di ruolo mai sviluppati. Uno può avere tutte le preferenze che vuole, ma credetemi quando dico che nessun Fallout offre la stessa qualità di scelte, scrittura, evoluzione e personalizzazione del personaggio, ambientazione, caratterizzazione degli NPC e dei companion, missioni secondarie e principali, e serve altro? A Caesar quel che è di Caesar, l’unico punto che mi sento in diritto di riconoscere ad un altro capitolo è l’impatto e impersonificazione nel personaggio iniziale, che spetta al 3. Per il resto, New Vegas è Sua Maestà Fallout, e dubito che Bethesda sarà mai in grado di fare meglio di Obsidian.

Gameplay: ★ ★ ★ ★ .75
Lato Tecnico: ★ ★ .75 + ☆ .25 Bonus
Lato Artistico: ★ ★ ★ ★ ★

Kacaronte

ha scritto una recensione su Fallout 3

Cover Fallout 3 per Xbox 360

Ma certo: l'apocalisse. La finiremo come abbiamo cominciato.

Hai ricordi ovattati e confusi della tua infanzia, in fondo non è che succede niente di particolare in un Vault chiuso al mondo esterno. Tra tutti quelli che ti ricordi certamente più di tutti è la tua amicizia fin dalla più tenera età con Amata, la figlia del sovrintendente, tuo padre che a volte si assenta per ore e ore per via del suo lavoro, e una frase, l’unica cosa che ti è rimasta come testimonianza da tua madre, morta dandoti alla luce:

Apocalisse 21:6
Io sono l’Alpha e L’Omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua della vita.

Per anni hai cercato di venirne a capo, a capire come mai fosse entrata così tanto nel cuore della donna che ti ha messo al mondo, ma non ci sei mai riuscito. La verità è che non lo sapevi perché non potevi capire cosa significa vivere lì fuori, nella zona contaminata dura e selvaggia, e quando tuo padre scappa dal Vault e ti ritrovi costretto ad abbandonare quel luogo per poterti tener salda la vita, ti aspetti di poter finalmente rispondere a tutte le tue domande, e varcata la porta del Vault finalmente vedi la luce.

Di base Fallout 3 rappresenta una ottima trasposizione dal RPG puro all’Action RPG, riuscendo a portarsi dietro tutte le caratteristiche dei precedenti capitoli. Lo SPAV è implementato bene e in maniera interessante ed è l’alternativa migliore ad una componente shooter veramente ma veramente indietro (ma stiamo parlando di un RPG, non un FPS, quindi non ci do molto peso). Non potevano mancare anche gli S.P.E.C.I.A.L., le varie skill e le abilità, che a parte alcune troppo forti o troppo inutili danno comunque una buona possibilità di personalizzazione del pg. Mi piacciono molto anche i minigiochi per lo scassinamento e l’hackering, dando varietà al gameplay. Bethesda ha anche continuato con la sua tradizione degli Open World, che come già dissi rende meglio l’idea di desolazione rispetto alla mappa suddivisa in zone. Malgrado tutto queste premesse sulle fondamenta però Fallout 3 pecca per tutto quello che ha costruito sopra. Va bene che stiamo parlando di una zona contaminata, però la mappa di questo capitolo è praticamente vuota, con veramente pochi luoghi rispetto alla sua dimensione e ancora meno di interesse per il giocatore. Anche nel level design pecca molto, con una metropolitana che risulta essere la stessa mappa ripetuta più e più volte fino allo sfinimento, una serie di vault abbastanza ripetitivi e una Rivet City che è confusionaria e incasinata. Ho trovato parecchio deludente la qualità media delle secondarie, che eccettuati un paio molto carine sono molto sottotono rispetto ai predecessori.

Penso che tutti possano riconoscere che Fallout 3 è un gioco che a livello tecnico è scarno e di bassissimo livello, ma non è solo a livello estetico che pecca, ma anche per la presenza di bug allucinanti e spesso anche con conseguenze negative all’esperienza di gioco. Questo deriva anche da un motore grafico che ancora non si è capito il motivo per cui hanno usato per così tanto tempo e spero onestamente di non rivederlo mai più in nessuna futura produzione di qualsiasi SH. Certo anche Bethesda non ha mai dimostrato di essere una cima in programmazione, però anche loro si sono fatti male per anni e anni. Se poi aggiungiamo un sonoro abbastanza ridicolo e con errori tragicomici, proprio non riesco a dargli la sufficienza in questo punto.

Per c’è un fattore in cui Fallout 3 regna è assolutamente l’inizio, il migliore di tutta la serie e quello che più riesce a farti immedesimare nel personaggio. Sono riusciti perfettamente ad adeguare la scelta delle sue caratteristiche con l’entrare in confidenza con il mondo di gioco, dando un’ottima alternativa alla creazione del personaggio classica. Ottima anche l’atmosfera, specialmente nelle zone sotterranee, veramente ben riuscita e di gran effetto. Tuttavia risultano delle pecche enormi fin dal momento stesso in cui si lascia il nostro Vault. I personaggi più interessanti infatti si mostrano tutti all’inizio e quelli che incontreremo nella zona contaminata difficilmente riusciranno ad eccellere o a distinguersi. Mi viene giusto in mente Treccani, probabilmente il personaggio più carismatico incontrato post tutorial. Anche i companion soffrono di poca caratterizzazione, difetto che sotto un certo punto di vista colpiva anche quelli del primo capitolo, ma almeno lì ognuno aveva le sue motivazioni per seguirti nella tua avventura, mentre nel terzo si possono suddividere in 3 categorie:
- Sei un portatore di giustizia, mi piaci, verrò con te.
- Sei un bastardo figlio di puttana, mi piaci, verrò con te.
- Bau! (il migliore)
Nota molto dolente è anche la scrittura dei dialoghi per cui davvero faccio fatica a credere il writer abbia ricevuto un premio, a mio avviso del tutto immeritato visto che non vale un centesimo di quelli dei precedenti capitoli, ma non solo per il paragone in se in quanto proprio di base è di bassissimo livello. Se non fosse per l’impatto iniziale e l’atmosfera probabilmente anche questo punto sarebbe insufficiente.

Mentre Fallout 3 è riuscito a far risorgere una saga storica con il suo successo, e per questo gli sono altamente riconoscente, non è nemmeno l’ombra dei suoi predecessori. Stiamo certamente parlando di un capitolo apprezzabilissimo e che ho giocato molto volentieri, però è ben lontano dallo status di capolavoro a cui la gente ogni tanto lo innalza l’utenza. Le pecche ci sono e ad alcune proprio non si può passare sopra. So già che ci sono molti fan di questo titolo e se è un gioco che amate con tutto il cuore sono felice per voi, davvero, anche io amo giochi che hanno un sacco di problemi, però non apprezzo questo voler sempre forzare i propri gusti come superiori e definire capolavori oggettivi i titoli che si apprezzano quando non se lo meritano. Non preoccupatevi di giocare capolavori, giocate a titoli che vi piacciono indifferentemente dalla qualità. In fondo un voto è un numero, e ha molto più valore quello nelle vostre ore di gioco piuttosto che quello di un tizio qualunque a cui piace fare recensioni.

Gameplay: ★ ★ ★.75
Lato Tecnico: ★ ★ .75
Lato Artistico: ★ ★ ★ .50

Kacaronte

ha scritto una recensione su Fallout 2

Cover Fallout 2 per PC

"Sei un eroe, non tutti i gamer finiscono i giochi al giorno d'oggi"

Nato nel villaggio di Arroyo, casa della tribù fondata dal leggendario Vault Dweller, fin da subito ti hanno insegnato e raccontato le sue gesta e che tu, in quanto suo nipote, sei destinato a guidare il tuo popolo. Magari hai passato la gioventù in completa tranquillità sempre convinto che in un piccolo villaggio come il tuo non possa mai accadere niente di troppo grave o pericoloso, ma l’arrivo della siccità ha cambiato profondamente questa impressione: il bestiame muore, il raccolto secca, e la fame divora i tuoi compagni. Davanti a questa forza maggiore ti rendi conto che a niente possono le tue abilità con la lancia ne le conoscenze in medicina dello sciamano, e inizi a demoralizzarti. Ma ecco che l’anziana del villaggio rivela che c’è una speranza: nei suoi scritti, il Vault Dweller ha parlata del G.E.C.K., un dispositivo in grado di ricostruire le città a seguito della crisi nucleare presente in tutti i Vault. Con esso si possono risanare le terre e dare abitazioni più salde e sicure delle fragili tende. Come prossimo leader del villaggio sei tu il prescelto per riportare il G.E.C.K. e salvare la tua gente. E magari rischiare la pelle per essere andato a letto con la moglie di un pericolosissimo boss mafioso di New Reno.

Fallout 2 presenta dei grossi passi in avanti per la saga: la mappa è più grande, le missioni secondarie abbondano, la gestione dei companion è migliorata e hanno aggiunto delle piccole meccaniche in più che aiutano ad alleggerire l’esperienza di gioco. Anche nel bilanciamento risulta migliore, aumentando l’utilità delle varie abilità e dandoci ancora più opzioni per raggiungere i propri obiettivi. Di base ovviamente il Combat System rimane lo stesso identico del primo, di cui apprezzo la sua semplicità rispetto alla concorrenza del tempo. Se c’è una nota dolente che mi sento in dovere di esprimere è un classico effetto collaterale quando gli RPG si allargano: più luoghi, più missioni e più dialoghi sono elementi assolutamente da apprezzare e lodare se inseriti bene, ma che alla lunga tendono a rendere l’esperienza di gioco più dispersiva e meno mirata. Per carità, anche il primo Fallout aveva elementi totalmente secondari, però la mappa più piccola e la minor mole di contenuti lo rendevano più leggero sul lungo termine. In questo capitolo le differenze da una zona all’altra sono ancora più marcate sia per quanto riguarda la distanza sia per la forza dei nemici che incontreremo, dando quindi una maggior importanza al livellaggio tramite l’esperienza ottenuta tramite le quest secondarie. Per fortuna la maggior parte delle storyline secondarie in questo capitolo meritano di essere giocate, quindi non bisogna avere fretta di completare quella principale.

Ci sono anche meno bug anche se alcuni sono davvero fastidiosi. Conviene anche qui salvare spesso per evitare di imbattersi in qualcosa di troppo fastidioso. Ho rilevato la presenza di qualche exploit che, di nuovo, possono permetterci di rompere il gioco se abusati. Per il resto non mi è capitato niente di assurdo nel mio playthrough questa volta, a parte un companion che una volta per riuscire a starmi dietro è passato attraverso un muro. Ho anche sperimentato dei grossi cali di frame mentre entravo in una nuova zona, costringendomi a salvare e ricaricare per farlo smettere. In generale è sicuramente gestito meglio, ma c’è ancora un largo margine di miglioramento.

Se c’è una cosa che mi ha stupito molto nel 2 è il totale cambiamento per quanto riguarda l’atmosfera. Ve lo dirò diretto, senza troppi giri: Fallout 2 è un gioco estremamente cazzone. Ma non perché mancano totalmente momenti seri, che anzi quando ci sono sanno essere anche molto cupi, ma proprio per un’ironia costante e persistente per tutta l’esperienza di gioco. Ci ritroviamo con numerosi abbattimenti della quarta parete, momenti troll al massimo come mucche che ti esplodono in faccia, dialoghi al limite dell’assurdo e elementi simili che abbassano terribilmente la serietà media del titolo. Sia chiaro che non lo sto dicendo in senso negativo, ma inizialmente questo cambio potrebbe far storcere il naso a chi ha giocato prima il capitolo precedente. Se però si riesce a farsi trasportare dall’assurdo che ha da offrire allora questo titolo può risultare una delle esperienze più divertenti che si possono trovare, e in ogni caso offre una main quest davvero molto bella e più articolata del primo (pur non avendo un antagonista ai livelli di quello di Fallout, che è a mia opinione il migliore di tutta la saga).

Insomma, Fallout 2 è un gioco migliore sotto praticamente tutti i punti di vista rispetto al primo, che però dà un tipo di approccio completamente diverso al mondo di gioco. Naturalmente non è da imputare ad un utilizzo peggiore dell’ambientazione: entrambi i titoli riescono perfettamente nel loro intento. A questo gioco piace tanto prenderti alla sprovvista e anche un po’ in giro con momenti che sfiorano il genio e la follia. Una persona può giustamente rimanere più affezionato ai temi trattati nel primo capitolo, ma ciò non toglie il fatto che, a suo modo, il suo successore è allo stesso livello di qualità. Un tipo di giocatore può apprezzare di più la minore dispersività del primo, altri l’enorme mole di contenuti del secondo. Tuttavia questo discorso è da limitare alle preferenze di chi, mouse alla mano, decide di giocare i due titoli e infine sceglie il suo preferito, senza andare ad intaccare il fatto che il salto qualitativo è grande e indiscutibile, e per questo va premiato.

Gameplay: ★ ★ ★ ★ .50
Lato Tecnico: ★ ★ ★ .75
Lato Artistico: ★ ★ ★ ★ .50

8.5

Voto assegnato da Kacaronte
Media utenti: 9.1

Kacaronte

ha scritto una recensione su Mount & Blade: Warband

Cover Mount & Blade: Warband per PC

Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori...

Aaah, la bella Calradia, terra dalle mille possibilità. Un avventuriero non può riservarsi il diritto di dichiarare di averle viste tutte finché non ha visitato questa bella regione. In fondo è alla portata di tutti: basta prendere la prima carovana che porta alla capitale di uno dei suoi 6 regni, che da tempo immemore si contendono questi territori. Qui chiunque ha la possibilità di distinguersi, indifferentemente dal suo lignaggio. Puoi trovare valorosi guerrieri che brillano nella battaglia, banditi della steppa che saccheggiano le carovane, mercanti di spezie e stoffa che fanno del guadagno la loro ragion d’essere, Tiranni che sono ascesi al potere versando fiumi di sangue, donne d’armi che vanno contro ogni pregiudizio e difficoltà dettate dal loro sesso per impugnare il loro destino. E tu puoi essere tutte queste cose e anche di più. Chissà se magari sarai la carta vincente di qualche sovrano che intende unificare una volta per tutte questaregione… O magari quello è il tuo, di sogno?

Mount & Blade Warband è qualcosa di indescrivibilmente immenso. Si potrebbe stare per ore a parlare delle infinite possibilità che questo gioco ti dà. Partiamo dal principio: siamo di fronte ad un Action RPG con un combat system dalla struttura semplice ma efficace e di difficile padronanza. Il sistema corpo a corpo si basa tutto sulla direzione degli attacchi sia per quanto riguarda l’eseguirli che il pararli, a meno che non si usi uno scudo efficiente. Se si sale a cavallo, allora possiamo eseguire degli attacchi in corsa che otterranno danni bonus in base alla velocità, molto utile se si utilizza una lancia. Volendo abbiamo a disposizione anche archi, balestre e oggetti di lancio come coltelli, o persino i sassi. Tutto questo sistema lo adopereremo nelle battaglie: enormi campi che cambiano a seconda della regione in cui ci scontreremo contro i nostri nemici, che variano da piccoli gruppi di banditi in cerca di saccheggi a enormi eserciti delle fazioni nemiche.
Troverete incredibile come ogni città ha la sua economia, la sua produzione, i suoi pro e contro. Così come ogni Lord, dama, companion ha il proprio senso dell’onore, le proprie aspirazioni e caratteristiche. Vi può capitare come successe a me, dove il padre della dama che stavo corteggiando è stato cacciato dal regno a cui ero fedele ed è passato sotto la bandiera di uno nemico, costringendoci ad una relazione clandestina e segreta in nome di un amore impossibile a cui purtroppo abbiamo deciso di mettere fine per il bene di entrambi. Bisogna decidere bene con chi relazionarsi e come. Magari nel nostro party abbiamo un NPC che odia le ritirate e se continuiamo a scappare dalle battaglie ce lo farà pesare, arrivando a lasciare il gruppo. Un altro punto importante è la creazione del personaggio, dove verranno poste delle domande sul passato del nostro PG che decideranno le sue statistiche. Ma la vera caratteristica che influenzerà drasticamente il titolo è la scelta del genere di appartenenza. Sì, perché nella bella Calradia non mancano i pregiudizi sul genere femminile. Se il vostro personaggio è una donna, allora sarà più incline ad essere vittima dei pregiudizi, più facilmente insultata dai lord, e potrebbe anche capitare che il proprio sovrano si rifiuti di lasciare i feudi ad una donna, costringendo il giocatore a doversi sposare e far ottenere i feudi al proprio marito. Non importa se quella città l’avete catturata voi con le vostre sole forze, è molto probabile che non vi venga data come ricompensa dato il vostro sesso.

Se si considera la sua immensità, che la SH è un piccolo studio indie turco e che ormai è un titolo con più di 10 anni, non deve stupire troppo il fatto che M&B pecchi di molto dal lato grafico. Non c’è da girarci troppo intorno: da vedere è abbastanza bruttino e decisamente superato. Di certo questo difetto è una minuzia rispetto a quello che ha da offrire il titolo, però ha comunque il suo peso nel primo impatto. Di più importante peso è invece la presenza di imprevedibili bug durante l’esperienza di gioco, anche se sono per la maggior parte dovute all’aggiunta di Mod. Devo dire che non ho apprezzato molto quando alla texture del cielo si è sostituita quella di un enorme faccia, cosa che a quanto pare è accaduta anche ad altri giocatori. Consiglio sempre di salvare il più possibile per prevenire bug troppo invadenti, visto che al di fuori dei combattimenti ne avremo sempre la possibilità, ma sono comunque tutti evitabili.

Questo titolo dà un’infinità di modi per vivere la tua avventura nel regno di Calradia. Aspirate ad essere dei signori della guerra? Allora potete tirate su una banda di avventurieri arruolando i comuni paesani dai vari villaggi, cominciare a cacciare i banditi e guadagnarvi da vivere vendendo il bottino ottenuto, aiutare i vari lord con le loro faccende, farvi arruolare come mercenario di un Re, conquistarvi la sua fiducia e finalmente diventare un suo vassallo e ottenere feudi e gloria. Ma magari la vostra aspirazione è il guadagno? Potete creare una piccola carovana e viaggiare di città in città dove ogni bene ha un prezzo diverso, individuare dove poterli acquistare al minimo e dove poterli vendere anche al doppio del prezzo di acquisto. In un contesto del genere non ci si può di certo aspettare una caratterizzazione troppo approfondita per gli NPC visto che si parla di un gioco che deve funzionare su larga scala, ma vi assicuro che nel suo piccolo riesce perfettamente ad immergere il giocatore.

La magia di Mount & Blade sta nel non avere l’idea di fine o di obiettivo. Ovviamente, la ricompensa massima è essere incoronato Re di tutte le terre di Calradia, ma il gioco non te lo impone. Non c’è un limite di tempo, non ci sono quest principali, non ci sono regole che ci proibiscono di passare tutto il tempo a vendere grano se lo volessimo. Se crei 5 personaggi allora puoi ottenere 5 esperienze di gioco completamente diverse tra loro. Puoi fare tutto quello che ti diverte quanto vuoi, l’unico limite sono le tue scelte. Ovviamente per alcuni uno stile di gioco così può anche risultare monotono, ma chi si lascerà trasportare da M&B potrebbe benissimo vedersi portare vie ore e ore senza accorgersene. Di certo altri possono trovare il suo CS legnoso o un grezzo prototipo di un qualcosa di più grande, ma ad oggi nessun altro titolo propone lo stesso tipo di esperienza che si può trovare qui. È, nel suo, unico e difficilmente imitabile (in attesa di Mount & Blade II Bannerlord).

Gameplay: ★ ★ ★ ★ ★
Lato Tecnico: ★ ★ ★ .50
Lato Artistico: ★ ★ ★ .75

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