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Kessels

ha scritto una recensione su Red Dead Redemption 2

Cover Red Dead Redemption 2 per PS4

Iniziandolo non credevo mi sarebbe potuto piacere così tanto, essendo comunque così abituato ai giochi Rockstar.
Ed invece è uno dei giochi migliori che abbia mai giocato in vita mia: ha un'ambientazione stupenda, gigantesca e varia, si passa dalle montagne innevate, alle zone desertiche, a zone più paludose, a città più o meno grandi e più o meno sviluppate; per di più ci sono un sacco di attività secondarie da svolgere, dall'esser cacciatore di taglie, agli incontri con gli sconosciuti, all'andare a caccia/pesca, al rapinare case.
Il gameplay mi ha onestamente molto divertito, anche se forse alla lunga può stancare, perché nonostante sia anche questo vario, non lo è moltissimo, dato che avremo solo tre scelte nei confronti delle persone che incontriamo: “Rapina”, “Parla”, “Provoca”; inoltre avrei preferito ci fosse ancora il Dead Eye come nel primo (sebbene l’enorme quantità di armi e le varie munizioni che ogni arma può avere in parte attenua il problema).
Ciò che più stupisce di più però sono i personaggi, vivi e realistici. Ognuno di loro con un proprio carattere, una propria psicologia e una propria evoluzione durante il gioco; per me è stato quasi impossibile non empatizzare per loro; ciò che succede ad Hosea devo dire che mi è dispiaciuto non poco.
Ovviamente vengono prima in mente Arthur e Dutch, ma anche gli altri, come Micah e John sono assolutamente da ricordare: ognuno di loro si relaziona e si comporta in maniera unica col gruppo: Arthur col passare del tempo dà veramente tutto se stesso per gli altri, Micah invece bada veramente solo a come potersi salvare dalla situazione catastrofica in cui pian piano il gruppo va a cadere.
Arthur in particolare è uno dei migliori protagonisti di sempre nel mondo videoludico a mio parere, è un uomo complesso, che sa benissimo che il suo passato ha un peso enorme nel presente e, soprattutto, nel (non) futuro che lo aspetta, rispetto a Dutch è molto meno romantico sulla vita che la banda ha condotto ("Siamo ladri in un mondo che non ci vuole più").
Ma nonostante tutto ciò che ha fatto rimane un uomo, un uomo generoso e fondamentalmente buono, che si è ritrovato suo malgrado a vivere quel tipo di vita per non morire, in un mondo non sempre ospitale; in questo aiutano moltissimo alcune missioni secondarie/incontri con gli sconosciuti, che riescono ad approfondire benissimo la personalità del protagonista.
Sinceramente ci sarebbe ancora tantissimo da dire, ma questo videogioco è assolutamente un'esperienza che ognuno dovrebbe vivere, perché se vissuto nella maniera corretta non potrà non rimanervi nel cuore.
E sì, you're a good man, Arthur.