Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti adesso per iniziare.

Kiryu condivide alcuni suoi interventi solo con i suoi amici. Se vuoi conoscere Kiryu, aggiungilo agli amici adesso.

Kiryu

ha scritto una recensione su Persona 5

Cover Persona 5 per PS4

Thy Wings of Rebellion

Dopo un centinaio di ore, sono finalmente riuscito a vedere i titoli di coda dell'ultimo titolo di ATLUS. Allora, voglio subito precisare una cosa: questa non sarà una vera e propria recensione, ho intenzione piuttosto di scrivere una specie di confronto aspetto per aspetto dei 3 Persona moderni. Ovviamente parlerò per la maggior parte di questo capitolo, ma mi sembra giusto avvisare che se volete un parere solo sul 5 allora questa sarà probabilmente una rottura di coglioni da leggere. Per quanto controproducente, voglio esaminare nel dettaglio questa serie che negli ultimi 3 anni mi ha saputo regalare delle esperienze videoludiche fantastiche, chi più chi meno.

Sappiamo tutti che i trailer, come è giusto che sia, cercano di creare hype per qualcosa nascondendone il più possibile i difetti. Avere dubbi su un videogioco dopo qualche minuto di video è assolutamente normale e sensato. Eppure dal secondo in cui ho visto Persona 5 sapevo che mi sarebbe piaciuto. Lo spirito critico era andato a quel paese e aveva lasciato spazio al mio sesto senso, che di certo non è infallibile. Ma di solito ci prende giusto. E anche in questo caso c'ha preso in pieno. Penso di averlo detto in praticamente ogni recensione riguardante un loro titolo, ma non fa mai male ripeterlo: ATLUS ha stile, tanto stile. Così tanto che mi sento di definirli i migliori sotto questo aspetto, sul serio. E Persona 5 è probabilmente uno dei videogiochi stilisticamente più belli di sempre. A dire la verità, questo è un pregio enorme che la serie si porta dietro fin da P3 (e anche da prima ovviamente, ma rimaniamo nei confini di questa trilogia). Esteticamente, tutti quanti i personaggi, i Persona e le Shadow sono fantastici. Sia Kaneko prima che Soejima poi sono artisti mostruosamente bravi che hanno saputo dare una spinta enorme a questa serie. Da un punto di partenza altissimo col 3, è stato bello vedere il character design migliorare nel 4, con l'aggiunta di un design più simbolico per i boss principali, per poi raggiungere il picco col 5, che ha sicuramente i personaggi (principali e sopratutto secondari) migliori da un punto di vista estetico (Makoto vestita da Phantom Thief, Takemi, Chihaya e Sae sopratutto sono da galera maronn). P5 ha poi anche un punto in più, ovvero dei menù che presentano una cura per i dettagli a dir poco lodevole e che mi hanno fatto passare un bel po' di tempo a guardarli anche solo per apprezzarne lo stile. Quanti giochi ti fanno dire "che figata" mentre stai letteralmente cercando di salvare? Pochi, credo. Diciamo nessuno, va. Onestamente la vedo molto dura per ATLUS superare questo livello di stilosità, ma non si sa mai, dopotutto con ogni nuovo Persona hanno saputo sorprendermi. Se c'è una cosa che invece proprio non sorprende è il comparto puramente tecnico di questo capitolo, che non ho nessun problema a definire abbastanza arretrato e limitato. Ma ormai ho anche capito che la filosofia di ATLUS per quanto riguarda questo problema è dire "non ce ne frega un cazzo" e spararti addosso tutto quello che immagini e molto di più da un punto di vista stilistico. Stile sopra il tecnicismo. Mi piace, e funziona perché semplicemente loro possono, fine. C'è poco da fare, se lo possono permettere e alla gente va - giustamente - bene così. Personalmente, non potevo chiedere di meglio.

Altro grande pilastro della serie è la colonna sonora, orchestrata da quel genio di Shoji Meguro. Oh boi, da dove comincio. Persona 3 è a mio parere un miracolo musicale praticamente insuperato. L'idea di mischiare insieme Rap, Jazz, Pop, Rock ed Elettronica fu tanto improbabile quanto ben riuscita. P3 ha una delle migliori colonne sonore di sempre e sotto questo aspetto mi ha veramente segnato nel profondo. Col sequel, il range musicale è stato ristretto tantissimo: era rimasto infatti solo un mix di Pop e Rock. E non fraintendetemi, per quanto il sound fosse decisamente più limitato la musica del 4 mi è piaciuta comunque tantissimo. P5 mette un punto fermo alla questione ed assegna alla serie il premio come serie con la miglior musica. PUNTO. Posso contare su una sola mano altri esempi in grado di offrire tutta questa quantità E qualità di musica. In P5 l'offerta è un misto principalmente di Jazz e Funk unito all'onnipresente Rock, stavolta con delle sporadiche influenze Industrial in due o tre tracce che sono dei veri tocchi di classe. Nonostante un iniziale dubbio, devo dire che man mano che andavo avanti ho amato sempre di più le nuove ost. P3 ha dei capolavori assoluti (The Battle for Everyone's Soul, Deep Breath Deep Breath, Mass Destruction) che non dimenticherò mai, ma anche l'ultimo arrivato non scherza: Keeper of Lust, Whims of Fate e Beneath the Mask entrano tutte a mani basse tra le migliori ost dell'intera trilogia. Peccato che sotto questo aspetto P5 non mi abbia pienamente soddisfatto in due occasioni: la prima riguarda l'ost della città di giorno, Tokyo Daylight. Una ost carina, sì, ma le corrispondenti di P3/4 (When the Moon's Reaching Out Stars/Your Affetion) sono su un altro pianeta; la seconda riguarda Rivers in the Desert. Quella canzone è a dir poco meravigliosa, ma semplicemente non mi convince come ost per le boss battle. Devo dire che questo in particolare mi ha deluso molto, sentire una canzone così bella e rimanere con l'amaro in bocca fa male. Alla fine della fiera, comunque, P4 rimane ancora quello che preferisco di meno - e lo amo lo stesso -. Time to Make History, Heartbeat Heartbreak, Reach Out to the Truth e altre ancora sono tutte stupende, ma in generale le ritengo comunque un filino sotto quelle del 5 (anche se non escludo che possano guadagnare altri punti col tempo).

(ci ho messo 2 ore solo per arrivare fin qui, devo cominciare a tagliare corto rotfl )

Parliamo del gameplay. Beh, qui c'è poco da discutere: questo è il miglior Persona. Per P5, ATLUS ha deciso bene di riprendere vecchie meccaniche del franchise SMT che avevano levato le tende con l'inizio dei Persona moderni. Gli attacchi fisici sono rimasti reclusi ad un tipo soltando come nel 4, ma stavolta abbiamo a nostra disposizione anche le pistole, per non parlare di due tipi di magie che prima mancavano all'appello (attacchi psichici e nucleari). Hanno inoltre reinserito le conversazioni con i nemici, grazie alle quali potrete ottenere oggetti, soldi o il nemico stesso come compagno in caso gli rispondiate nel modo a lui più consono; ah, e a 'sto giro i nemici possono anche prendere i vostri compagni come ostaggi e chiedervi un riscatto. Vi conviene soddisfarli, fidatevi rotfl . Tutti questi elementi e altri ancora, uniti a delle animazioni davvero belle e ad un ritmo generale particolarmente serrato durante gli scontri, rendono i combattimenti di questo gioco tutto tranne che noiosi. E vi ricordo che stiamo parlando di un JRPG a turni, genere che sembra andare sempre più verso un mercato di nicchia fatta eccezione per il sempreverde Pokémon. Vi ricordo anche che questo gioco mi è durato 100 ore e non mi ha stancato. Non so voi, ma io lo trovo impressionante e lodevole. Onestamente qui non ha molto senso che mi perda in paragoni, è innegabile che P5 sia meglio dei predecessori e che offra un'esperienza decisamente più variegata, adrenalinica (sempre nel contesto dei titoli a turni) e divertente. Ciò su cui invece vale la pena spendere qualche parola è invece il level design dei dungeon, aspetto in cui la serie ha fortunatamente fatto enormi passi avanti. Lasciatemelo dire, P3 è tutto quello che uno sviluppatore di giochi di ruolo non dovrebbe fare in questo caso: esplorare un dungeon di circa 252 piani generati casualmente ed essenzialmente tutti uguali salvo un reskin di poco conto ogni tot piani fa cagare ed è detrimentale per la salute mentale dell'individuo. Questo è uno dei due ENORMI difetti che hanno distrutto la mia immersione in P3 (l'altro ve lo dico dopo). Col 4 si rimedia bene al problema dividendo tutto in piccoli dungeon da pochi piani l'uno, ognuno generato casualmente ma almeno ha uno stile solo suo e una ost apposita. Questa fu per me una manna dal cielo che mi permise di godere appieno di P4, che grazie a Dio è riuscito ad aggiudicarsi un posto tra i miei videogiochi preferiti nonostante la fedina penale sporca del predecessore. P5 fa un altro passo avanti...ma non senza compromessi. Per la prima volta i dungeon non sono generati a caso ma progettati al dettaglio. Fantastico, no? Nì. La notizia in sè è senza dubbio ottima, ma la realizzazione lascia a desiderare: per quanto tutti i dungeon esteticamente oscillino tra il "non è la cosa più originale del mondo, ma ci può stare dai" a "wow, questo sì che è figo!", il problema è che cosa bisogna fare per avanzare nei suddetti dungeon. I primi due sono assolutamente nella norma, né più né meno; il terzo compensa la musica e l'estetica da dungeon migliore fino a quel punto con degli enigmi davvero banali; il quarto è il primo dungeon veramente bello in tutto; il quinto ha una gran bella ost, ma un'estetica poco originale ed è letteralmente l'unica parte del gioco che mi ha annoiato tanto è sviluppata in modo pigro; per fortuna il sesto alza di nuovo l'asticella sotto ogni singolo aspetto ed è seguito da un settimo dungeon quasi altrettanto meritevole. Da lì in poi bisognerebbe fare un discorso a parte. Insomma, come penso abbiate capito ci sono tanti alti e bassi che purtroppo sono andati a minare un po' l'esperienza. Mi ritengo comunque soddisfatto nonostante qualche riserva in merito. Riserve che si sarebbero potute facilmente evitare, ma vabbè. E con questo mi riferisco al fatto che metà dei dungeon sono dei fottuti corridoi di merda grazie ai quali è praticamente impossibile evitare un combattimento. "Puoi scappar-" NO, perché ATLUS ha avuto la geniale idea di rendere i nemici dei fottuti radar a distanza e se provi ad entrare in battaglia e fuggire il nemico potrebbe respawnare ancora prima che tu abbia il tempo di allontanarti. Aaaaaaaaaaaaaaaaah.

OK, ultimo paragrafo perché qua sta uscendo la trilogia del Signore degli Anelli porca troia. Ma chi cazzo lo leggerà 'sto papiro poi? rotfl

Tramah. Personaggih. Uuuuuuuuuuuuuuuugh.
La trama, o meglio, la narrazione è l'altro enorme problema di P3. Sapete che P3 è stato adattato in 4 film anime? Beh, io li ho visti e mi sono reso conto di quanto mi sarebbe potuto piacere il gioco se non fosse stato per il dungeon e la narrazione osceni. Persona 3 tratta una tematica interessante, che riprenderò tra un attimo, ma la espone nel peggiore dei modi rallentando il più possibile la trama e generando un senso di noia e pesantezza enorme. Questo è dovuto in parte al fatto che Persona 3 non mi è sembrato particolarmente stimolante nella attività disponibili al di fuori dei combattimenti, cosa che per fortuna i sequel non condividono. ANCHE SE Persona 5 è una presa per il culo sotto questo aspetto: metà dei posti della città non sono visitabili liberamente ma solo per delle scenette durante le route dei personaggi. Che minchiata. Comunque, la narrazione di P3 non è l'unica cosa criticabile. In generale lo standard della trama per ogni capitolo della serie è veramente basso: sono tutte e tre delle shonenate giusto un attimo più elaborate, nulla di più e nulla di meno. Quella di P4 è probabilmente la più salvabile giusto perché mi piacciono i thriller. Tuttavia, da un punto di vista narrativo i tre giochi mi piacciono. Cosa intendo? Mi riferisco alla tematiche dei giochi: ogni capitolo ha degli elementi ricorrenti e affronta un tema ogni volta diverso che riesce a catturare l'attenzione nonostante le trame poco elaborate. Persona 3 ruota intorno al tema della morte ed è molto interessante, anche se è stato l'anime a farmelo veramente apprezzare. La parte finale concentra molto questo tema e lo fa esplodere all'improvviso, rendendo quindi il tutto epico man mano che ci si avvicina allo scontro decisivo; Persona 4 è forse il più debole della terna. Anche questo capitolo, che tratta come tema la verità (intesa come modo di vivere diciamo), mi è piaciuto un sacco ma ha senza dubbio la parte finale meno esplosiva. E poi c'è P5, che tratta il tema della Libertà/Ribellione (nel senso più grande possibile) in una maniera fantastica, sfruttando ogni risorsa a sua disposizione e giungendo alla parte finale più hypante dei tre giochi. Il tema dell'ultimo capitolo è il mio preferito, anche più di quello del 4, e ciò mi ha fatto veramente esplodere dall'esaltazione per tutte le ultime 5 ore di gioco circa.
...
...peccato solo che P5 abbia anche il cast di personaggi peggiore. Che rabbia cazzo rotfl . Allora, i personaggi di P5 sono un casino. Non ho idea di cosa volessero farne. In Persona 3 ogni singolo personaggio principale ha una sua storia tutto sommato ben scritta che li rende abbastanza maturi e memorabili da un punto di vista caratteriale. E' un caso in cui ogni singola parte ha una sua forza diciamo. Nel 4, dove il tema non è più quello della morte ma della verità raggiunta - anche - grazie al sostegno delle persone a te care che ti stanno intorno, i singoli personaggi sono decisamente meno complessi ma come gruppo sono perfetti. P4 è in grado di farti affezionare al cast in una maniera allucinante e ti fa sentire parte integrante di quel gruppo di amici, con il quale passi di tutto e di più, tra momenti pieni di risate e altri molto più tristi. E Persona 5? ...boh. Persona 5 ha un cast non così unito, ma nemmeno dei singoli personaggi così memorabili. Sta nel mezzo senza farne una giusta. Sarò onesto, questo è il motivo per cui non ho dato a P5 mezzo voto (o di più) extra: come gruppo, il cast di P5 fa schifo. Sono amici ma non parlano altro che della loro missione, ogni volta che c'è un evento particolare (e per la cronaca, in P3/4 ce n'erano decisamente di più) finisce in un modo che definire del cazzo è un complimento. Non scherzo, il cast di P5 è a tratti deprimente e sotto questo aspetto sono rimasto delusissimo. Anche come singoli personaggi sono mediocrissimi! Ann è il nulla totale, Yusuke è divertente in certe occasioni ma finisce lì, Makoto non è male ma mi piace per lo stesso motivo di Futaba in scala minore, Haru è il nulla, Pancakes è scritto in modo troppo poco convincente per piacermi seriamente. Le uniche due eccezioni a questo disastro di cast sono Futaba e Ryuji. Ryuji però lo conto a metà perché, per quanto FUCKING BRO sia, è una via di mezzo tra Yosuke e Kanji di Persona 4 e la cosa si vede in modo anche troppo evidente. Futaba è l'unica salvezza. Lei è un personaggio così perfettamente per me da farmi quasi paura onestamente: estetica, carattere, personalità, lore del suo Persona, la sua cristo di storia. TUTTO quello che riguarda Futaba mi ha colpito profondamente ed è diventata uno dei miei personaggi videoludici preferiti. Questo è anche l'unico caso in cui ho dovuto spegnere un gioco perché mi stavo sentendo male a giocarlo. Non scherzo quando dico che quel personaggio mi ha colpito, davvero. Ah, ed è anche l'unica che si sforza un attimo a fare amicizia con gli altri, cosa non da poco in un gruppo del genere.

Insomma, finiamola qui. Allora, in generale posso dire di aver apprezzato P3 gioco/amato P3 anime e di essere uscito pazzo per P4. In tutto questo, Persona 5 si colloca molto più vicino al 4 che non al 3 nonostante abbia dei difetti in più rispetto a Persona 4. Se dovessi guardare i singoli aspetti, il confronto sarebbe:

ESTETICA: P5 > P4 > P3
MUSICA: P3 > P5 > P4
GAMEPLAY: P5 > P4 > P3
TRAMA: P5 > P4 > P3 (anche se P3 è meglio se guardiamo il climax finale)
PERSONAGGI: P4 = P3 (dipende se li si guarda come gruppo o singolarmente) > P5

Alla fine dei conti, questa trilogia dei nuovi Persona mi ha lasciato tantissimo e mi ha regalato centinaia di ore di divertimento. Non mi pento di aver speso tutto questo tempo su questa serie e non vedo l'ora di approfondire i vecchi Persona/Shin Megami Tensei. Persona 5, nonostante tutto, ha comunque fatto breccia nel mio cuore e l'ho amato tanto quanto il 4. Contentissimo di averci investito 100 ore e 40 euro.

Sono davvero curioso di vedere che cosa riserverà il futuro per questa serie. Per il momento, mi accontento di dirvi che sono felice di aver vissuto questa esperienza. Grazie di tutto ATLUS.