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Lagomorph

ha pubblicato un'immagine nell'album TOP 10 - 2018 riguardante Kingdom Come: Deliverance

#5 Kingdom Come: Deliverance(PS4)

Giunti a metà classifica, il centro della top se lo aggiudica Kingdom Come: Deliverance: un gioco che fin dai suoi primi annunci mi fece sbavare. asd
Adoro il setting storico in cui è ambientato il titolo, senza mezzi termini, che si parli di alto o -come in questo caso- basso medioevo non importa, è più che sufficiente per farmi lanciare istantaneamente tutte le banconote che servono contro lo schermo. Ed infatti KCD è uno dei pochi titoli che ho prenotato(Collector) quest'anno, e ciò già riassume il mio enorme hype considerato quanto poco sono predisposto a questa manovra.
E a quanto pare non ero l'unico visto che già la campagna Kickstarter con cui venne lanciato il gioco riuscì a raggiungere più o meno 7 volte tanto l'obiettivo prefissato(300k diventati 2 milioni) fino a raggiungere addirittura gli interessi di Deep Silver che diventò quindi publisher del gioco.

Ma basta con i preamboli e parliamo effettivamente del gioco, visto che siamo in una top direi che non c'è bisogno di specificare che mi sia piaciuto, la domanda quindi è: perché?
Il mio principale interesse era appunto il setting storico e qui si possono fare solo applausi, la Boemia del 1403 è stata ricreata con una cura eccezionale ed i ragazzi di Warhorse sono riusciti a rendere gloria al passato della loro terra studiando minuziosamente ciò che era e che, grazie ad alcune strutture sopravvissute al tempo, ancora è. Le città sono uno spettacolo per gli occhi ed i panorami sono mozzafiato, merito anche del motore grafico che in questo svolge un lavoro egregio, raramente si è visto un impiego di così alto livello del Cry Engine al di fuori di quelli di CryTek stessa.
La colonna sonora aiuta aumentando ulteriormente l'immersività grazie a brani composti ispirandosi ai stilemi musicali ed ai strumenti di quel periodo, suonati poi da un'orchestra che li ha saputi esprimere al meglio delle loro possibilità.

Nel gameplay invece tale eccellenza si vede molto più di rado, presentando un'alternanza continua di pregi e difetti. Tra i pro possiamo annoverare le tante caratteristiche del personaggio, che contano anche statistiche inusuali quali la pulizia o il carisma che influenzeranno il rapporto con gli NPC del mondo di gioco a seconda del loro status sociale. Per questo dovremo stare attenti alla manutenzione del nostro equipaggiamento ma anche allo stato di Henry, il nostro protagonista, che quasi come in un survival avrà una barra della fame alla quale stare attenti.
Avremo poi una moltitudine di skill passive legate praticamente ad ogni attività eseguibile dal nostro personaggio, ed avremo quindi livelli appositi per il dialogo, il combattimento, la caccia, il furto, l'alcolismo(sì, l'alcolismo) ecc...ecc.... che per un malato di rpg come me sono quasi un feticismo. rotfl
Il battle system dalla sua cerca di riprendere la scherma reale riuscendoci solo parzialmente, le possibilità di attacco e difesa sono piuttosto limitate e contro i nemici più forti sarà una bella sfida far entrare anche solo un colpo, ma comunque i duelli 1v1 divertono abbastanza, altra storia quando si è da soli contro più nemici dove prevalere è quasi impossibile a meno che non si usino strategie piuttosto noiose tipo mordi e fuggi. I tecnicismi poi si perdono completamente durante le battaglie campali, ma qui invece non l'ho trovato un vero difetto visto che dopotutto esprime bene il chaos di una battaglia tra eserciti ed in generale queste risultano davvero stimolanti.
Comunque, tutte queste cose all'inizio sono molto ostiche e richiederanno padronanza col tempo, così come con l'arceria che non ha puntatori, hitmark o altro per agevolare il giocatore, ed infatti nelle prime ore state sicuri che non riuscirete a prendere mai nulla. Questa va padroneggiata lentamente, scoprendo quali sono le distanze da prendere ed i modi giusti per mirare, a forza di provare aumenterete ovviamente anche l'abilità del personaggio ed avrete mani più ferme e colpi più precisi.
Ed in questo si riassume un po' tutto il gioco, è un titolo ostico che per imporsi nel realismo prefissato può risultare molto legnoso e sgradevole per chi non è disposto ad adattarsi, proprio per questo KCD non è sicuramente un titolo da consigliare a scatola chiusa a tutti ma solamente a coloro che cercano proprio questo tipo di esperienza, e per fortuna tra quest'ultimi rientro anch'io.
Un vero difetto da segnalare invece è il sistema di economia, il quale non è propriamente fatto male ed anzi può risultare divertente, però ci sono diversi modi per abusarne(ad esempio raccogliendo e rivendendo gli equipaggiamenti dei nemici sconfitti nelle battaglie campali) ed appena si avrà un po' di denaro sarà facile farne altro ed altro ancora fino a diventare presto esageratamente ricchi, al contrario delle prime ore dove sarà difficile anche solo permettersi del cibo.

Sulla storia invece non si può dire molto senza finire nello spoiIer, riassumendo posso giusto dire che mi è piaciuta benché sia piuttosto lenta e di alti nella narrazione ce ne sono pochi, ma scorre piacevolmente ed è sorretta da buoni personaggi, ed anche se non è auto-conclusiva visto che il gioco è stato pensato come una trilogia(poi ristretto in due capitoli) alla fine non lascia l'amaro in bocca come spesso accade con altre produzioni.
Anche le sub quest sono interessanti e in diversi casi offrono svariati approcci per essere completate, alcune si sviluppano poi in piccole storie parallele che approfondiscono le storie di qualche personaggio secondario e non. Il problema è che a volte può capitare che non funzionino benissimo per colpa dei...bug.
Ed eccoci a parlare dei bug, penso che tutti sappiano bene quanto questo gioco sia stato al centro dell'attenzione per colpa dei suoi tanti problemi tecnici, a volte con critiche sensate ed altre con campagne basate sull'ignoranza
(*coff*queiduesulserver*coff*). Effettivamente quando l'ho giocato, più o meno verso Aprile/Maggio, ce n'erano tanti ma diversi erano già stati risolti ed anche durante la mia run vi erano continuamente patch risolutive, personalmente comprendo benissimo perché ci siano, stiamo pur sempre parlando di uno studio praticamente indie che ha sviluppato un open world gigantesco pieno di meccaniche e contenuti, e visto che per la maggior parte erano difetti estetici ci sono passato tranquillamente sopra, anche perché case ben più grandi come Ubisoft o Bethesda non mi sembra che svolgano un lavoro molto migliore. asd
I lunghi e frequenti caricamenti invece mi hanno infastidito parecchio, soprattutto quelli dei """fast""" travel che tra l'altro raggiunta la destinazione facevano ripartire il gameplay mentre ero ancora in loading e mi è capitato che quasi mi ammazzassero mentre non vedo neanche cosa succedesse. rotfl

In conclusione è indubbio che Kingdom Come: Deliverance sia un gioco legnoso e con delle meccaniche scomode, ma tutto ciò è stato fatto per indirizzarsi ad un target molto più specifico di un The Elder Scrolls o di un The Witcher al quale fortunatamente io faccio parte, e proprio per questo il gioco mi ha appassionato.
Sono contento quindi che il gioco abbia venduto bene, anche per la professionalità che ci stanno mettendo i ragazzi di Warhorse nel continuare a patcharlo per migliorarlo giorno dopo giorno, ed aspetto il seguito sperando in un gioco ancora migliore. ahsisi