Loli Hanta ha scritto una recensione su Monument Valley 3
La campagna di Monument Valley 3 si compone di dieci capitoli più DLC. Bastano pochi minuti per comprendere che non ci troviamo di fronte a una mera iterazione cosmetica o a un esercizio di stile consolatorio: qui si respira un’autentica volontà di evoluzione.
Tecnicamente e artisticamente, laddove sembrava arduo spingersi oltre, la nuova avventura dispiega innovazioni significative, trasformandosi in un’esperienza ancora più avvolgente, sensoriale e totalizzante. Certo, il limite di una durata volutamente contenuta e di una rigiocabilità che resta, per sua stessa natura, sfuggente, rimane parte ineludibile del DNA della serie. Ma ciò che offre in cambio è di una densità quasi ipnotica.
Anche in questo terzo capitolo siamo chiamati a guidare una coppia di personaggi, con variazioni progressive lungo il cammino che testimoniano il costante affinamento dell’idea di dualità.
Sorprendentemente, gli scenari superano talvolta il confine della singola schermata verticale per rivelare sezioni nascoste che scorrono sotto i nostri occhi, sussurrando ambizioni esplorative che però restano subordinate alla purezza dell’enigma. Persino le sequenze in barca a vela, in cui si naviga liberamente tra acque placide alla ricerca di un approdo, si rivelano funzionali al tessuto narrativo ordito da ustwo: un racconto di coraggio e sacrificio espresso con maturità ed esplicitezza emotiva maggiore rispetto ai capitoli anteriori.
E poi ci sono loro, i puzzle in forma di diorama, che strizzano l’occhio con rinnovata intensità ai paradossi visivi di Escher. Si parte dalla consueta “ruota”, per poi inoltrarsi in soluzioni via via più ardite, rotazioni dell’intero scenario, tasselli scorrevoli e ora anche componibili, richiami al mondo analogico che stupiscono per originalità.
Il concetto di fusione tra grafica, sonoro e gameplay era già stato esposto con chiarezza nei capitoli precedenti, ma Monument Valley 3 lo eleva a un livello superiore, quasi ontologico. Qui i tre elementi risultano talmente intrecciati da non poter esistere l’uno senza l’altro: lo spettacolo che si para davanti agli occhi è esso stesso parte essenziale dell’esperienza, un tutt’uno sinestetico di rara potenza.
I controlli touch si confermano precisi e intuitivi, raramente fonte di frustrazione. Il sound design è ancora una volta clamoroso, un tappeto sonoro che avvolge e completa ogni singola illusione ottica.
Sul fronte grafico, le animazioni dei personaggi guadagnano in dettaglio senza tradire il minimalismo delle forme che da sempre definisce l’estetica della serie. I colori si fanno più audaci, più saturi per narrare un viaggio radicalmente diverso. Le geometrie e le simmetrie restano sovrane, ma alcuni livelli, su tutti quello ispirato al mondo analogico, osano percorsi ancora più coraggiosi e originali, sostenuti dall’intreccio sensoriale che rimane il marchio inconfondibile della serie.
In definitiva, Monument Valley 3 non rivoluziona la formula, ma la raffina fino a farla brillare di una luce nuova. È un’opera che sa di maturità artistica, di consapevolezza del proprio linguaggio e di una bellezza che, pur effimera, lascia un’impronta profonda. Un altro piccolo, prezioso monumento nell’universo ludico contemporaneo.
Voto assegnato da Loli Hanta
Media utenti: 9
