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lordfreedom93
Cover LEGO Batman: The Videogame per PSP

Luci e (troppe) ombre su Gotham City.

Era il 2008: la Bat-mania attanagliava il pianeta con l'uscita quell'estate di "The Dark Knight", si riscopriva il super cattivo Joker e pronto a catturare i giocatori c'era un nuovissimo capitolo "Lego" a tema.
"Lego Batman" è una pietra miliare, rappresenta infatti quel preciso anello di congiunzione tra i primissimi, sperimentali prodotti ("Lego Star Wars" per capirci) e la successiva generazione, meno legnosa e più standardizzata come contenuti.

Abbiamo qui due grossi gruppi di missioni, gli episodi. Il primo gruppo da giocare come supereroi e il secondo invece come super cattivi. Il punto di partenza sarà la Bat-caverna oppure il manicomio di Arkham, in cui sarà in corso una rivolta dei pazienti.
Le meccaniche di gioco saranno sempre le medesime, già apprezzate in tutti i capitoli del franchise: scopo della modalità "Storia" sarà quello di arrivare in fondo al livello e seguirne gli (scarni) sviluppi; nel gioco libero si potrà ripercorrere lo stage da capo con personaggi diversi per conquistare tutti gli obiettivi secondari, tra cui i famosi "Minikit". I personaggi diversi serviranno in quanto dotati di abilità e poteri unici, che permetteranno di raggiungere zone del livello diversamente inaccessibili.

Il gioco è tutto qui, il classico "Lego" cubettoso e leggero che regalerà tante ore di divertimento (ma anche tantissima ridondanza di azioni); la versione Playstation Portable ha qualche difetto tecnico, tradisce cali di frame rate di tanto in tanto e mostra una grafica al di sotto delle effettive potenzialità della piattaforma. Inoltre il level design mal si sposa con la console portatile: infatti la conversione 1:1 dalle console casalinghe, seppur apprezzabile, crea fatica al giocatore non troppo avvezzo. Con dei livelli più brevi ed un ritmo più sostenuto forse il risultato sarebbe stato più godibile. Invece ci si trova davanti a stage molto lunghi, complessi, con enigmi non così semplici (a volte un po' frustranti da risolvere e/o trovare) e una flessibilità di movimento estremamente limitata dei personaggi, non serviti bene dallo stick della Playstation Portable che sin da subito tenderà un po' a stancare.

L'universo è un po' quello di "Batman - The Animated Series" e un po' quello di "Tim Burton"; per i fan sarà quindi libidine pura.
Peccato per l'assenza di doppiaggio e per il bellissimo tema musicale di Danny Elfman riproposto in loop per tutto il gioco.

Luci, ma anche tantissime ombre su questa Gotham City di mattoncini.

6.5

Voto assegnato da lordfreedom93
Media utenti: 6.5

lordfreedom93
Cover Need for Speed Most Wanted 5-1-0 per PSP

Un gioco che non vuole che tu vinca. Non adatto ai deboli di cuore.

Era il 2005: un periodo fantastico per il mondo dei videogiochi. La saga di "Need For Speed" stava appena passando dalle atmosfere alla Vin Diesel a qualcosa di nuovo. Uscì in quel periodo "Most Wanted" che fu immediatamente acclamato come un capolavoro capace di mettere in ombra i due pur ottimi "Underground"; la perfetta commistione tra cinematic con veri attori, corse clandestine, tuning e (finalmente) il ritorno della polizia, realizzò un vero e proprio sogno proibito per i videogiocatori dell'epoca. "Most Wanted" fu convertito su parecchie piattaforme ed essendo uscito in un periodo ponte tra old gen (Playstation 2) e Next Gen (Xbox 360) esiste in diverse versioni. Tra cui quella per Playstation Portable: la famigerata.
Il seguente giudizio è espresso partendo dalle versioni per console casalinghe e Windows di "Most Wanted" in modo da mostrare rapidamente le differenze e lo stile di gioco che si può trovare in questa versione PSP.
Da un punto di vista tecnico il risultato è eccezionale: la resa grafica è superlativa e colpisce ancora oggi. Il pop-up è molto limitato, i modelli poligonali sono rifiniti, smussati e ricchi di effetti di luce. Fa impressione pensare che si sia riusciti ad ottenere un risultato del genere con un hardware tanto limitato (e pioneristico, considerando che la Playstation Portable è uscita solo l'anno prima di "Most Wanted"); il frame rate è costante ed accettabile, non farà fatica a rimanere stabile. Il comportamento delle vetture è assolutamente compatibile con la controparte casalinga. Il pad non è troppo preciso, ci si ritroverà spesso a dover correggere la vettura in strada, ma nel complesso la giocabilità è molto buona.
Come il precedente "Underground: Rivals" già recensito, è stata eliminata la modalità "Free Roaming" e la trama, lasciando solo la celebre "Blacklist" composta da una serie di gare (Eliminazione, Giro a tempo, Circuito etc.) da vincere obbligatoriamente per guadagnare rispetto: un certo numero di rispetto porterà allo scontro con il boss della "Blacklist" che, una volta sconfitto, cederà la posizione. E via così fino alla vetta.
Tutto bene quindi? Per nulla. Il grosso problema di questo gioco è l'intelligenza artificiale della Polizia. La corsa è strutturata per fare in modo che non si riesca mai a vincere. Si può avere l'auto più veloce ed ottimizzata per essere più performante e veloce possibile: non servirà a nulla. La Polizia sarà comunque più veloce, sempre presente, impossibile da seminare. Parte degli inseguimenti saranno a tempo: qualcosa del tipo "liberati della Polizia in 120 secondi"; la meccanica di gioco qui è molto confusa in quanto vi è una barra che indica la distanza tra il giocatore ed il poliziotto: a volte ci si allontana (pur avendo il poliziotto ancora alle calcagna) a volte si colora di rosso indicando l'immediato arresto. E guai a sbagliare, basta un colpo contro il muro per ritrovarsi di fronte le strisce chiodate e, una volta posizionate a terra, non si potrà più scappare da nessuna parte.
Il gioco dunque è in se e per se bello ma, rovinato irrimediabilmente da uno sbilanciamento osceno della difficoltà che pare comunicare a gran voce l'impossibilità di vincere contro di lui. Non sarà raro in caso di largo vantaggio contro la Polizia di assistere a dei terribili bug come la vettura che durante un salto si "incunea" a terra rendendola di fatto inguidabile e facendo perdere tempo oppure dei testacoda infiniti che rendono l'auto ingovernabile.
Dopo alcune ore subentra una terribile frustrazione e, per chi non vorrà darsi per vinto, ci sarà da sudare parecchio per completare il gioco. Un peccato, perché il parco auto, seppur ridotto rispetto alle controparti casalinghe, è molto bello. Il voto è una media tra 9 per il lato tecnico e 1 per la giocabilità. Si perderanno tantissime gare ad un mezzo miglio dal traguardo per uno speronamento improvviso, le probabilità di infierire sulla povera PSP sono molto alte. Adatto solo per gli irriducibili della saga. Non adatto ai deboli di cuore.
Come dire, uomo avvisato...

5

Voto assegnato da lordfreedom93
Media utenti: 7.2

lordfreedom93
Cover Need for Speed Underground Rivals per PSP

Si fa largo a sportellate nella vasta gamma di giochi di guida PSP.

Teoricamente è una riduzione su Playstation Portable di "Need for Speed Underground 2"; lo stile arcade è subito riconoscibile, così come le sfide. In vero c'è molto di più: l'eliminazione della modalità "Open World" presente sul gioco originale ha dato uno spin quasi folle al ritmo di gioco che, suddiviso in due distinte modalità, propone tutte le gare in difficoltà crescente e con diversi premi conquistabili. L'effetto è dunque quello dell'una tira l'altra, creando una forte dipendenza ed una sfida assolutamente continua e bilanciata.
Le "Sfide Rapide" includono un ricco catalogo di gare suddivise per specialità (Sparo, Street X etc.), le "Gare su circuito" invece includono tre campionati di difficoltà crescente più un quarto denominato "Auto Speciali", stimolante e divertente.
Molto bella anche tutta la parte tuning (nominata in modo molto carino "Poket Garage" per ricordarci la natura Handeld del gioco) completa di tutte le decalcomanie e personalizzazioni del caso per rendere le nostre vetture uniche.
Per chi non si accontenta è presente anche un pionieristico sistema di Trofei interno, con 8 obbiettivi da raggiungere extra gioco: segnalo già che per tre di questi bisognerà affrontare delle sfide online, quindi nel migliore degli scenari bisognerà organizzare qualcosa con un amico per conquistare anche questa parte di gioco.
Unico neo, l'IA: a livello basso è orribilmente deficitaria, mano a mano che si avanza sarà davvero complesso riuscire a vincere le gare. Se per disgrazia uno vi passa davanti, il recupero delle posizioni è un'impresa allucinante, anche perché il corridore davanti non sbaglierà quasi mai.
Un compromesso ragionevole per un gioiello che offre innumerevoli ore di gioco e che, contrariamente a tanti altri giochi di guida presenti in catalogo, centra in pieno la filosofia della piccola console Sony, proponendo rapidità e immediatezza. Era necessario fare un po' di sportellate per farsi notare, ma il risultato è ottimo.

8.5

Voto assegnato da lordfreedom93
Media utenti: 8.5

lordfreedom93

ha scritto una recensione su Gun Showdown

Cover Gun Showdown per PSP

Adattamento PSP di un grande classico: da riscoprire

Montana: Colton "Cole" White è un cacciatore e, insieme al padre, rifornisce di cibo i battelli che navigano il fiume Missouri. Un giorno uno di questi battelli viene attaccato, muoiono tutti. Si salva solo Cole, buttato in mare dal padre Ned che, prima di salvarlo, gli consegna un gettone per un bordello di Dodge City e svela di non essere realmente suo padre. Sul sentiero della vendetta incontrerà una serie di sinistri personaggi: un predicatore, una prostituta molto ben informata, uno strano sindaco. L'avventura ha inizio.

Basta solo leggerne i toponimi per sentire, forte, il profumo di Far West. L'aspetto incredibile di "Gun" è proprio nella scelta di individuare un luogo preciso e caratterizzarlo come solo nei Western di un tempo o nei fumetti di Tex Willer si potrebbe. La trama, inoltre, vira verso il grottesco con spensierata leggerezza mano a mano che si procede, regalando momenti alla "Selvaggio West" davvero unici.
Questo per quanto riguarda l'atmosfera. E il lato tecnico? La versione Playstation Portable, incredibilmente, conserva la sua struttura "Open World" al prezzo di un frame rate un po' discontinuo e un impoverimento grafico abbastanza notevole. Cifra adeguata da pagare, perché l'esperienza è, a distanza di quasi vent'anni, meravigliosa.
Occhio alla configurazione di tasti giusta: la migliore riscontrata, personalmente, fra quelle disponibili, è quella che prevede la gestione delle telecamere con la levetta analogica ed il movimento del personaggio con i tasti.
Paradossalmente una volta presa confidenza con questa configurazione, la sfida risulta ancora più appagante, sopratutto a livello di difficoltà alto.
Unico neo: l'intelligenza artificiale deficitaria dei nemici. Che dire? Altri tempi.

"Gun" è un'esperienza che si vive tutta d'un fiato; come un bel bicchiere di Whisky. E proprio come tale inebria e cattura, anche a distanza di tanti anni. Stupenda questa conversione su Playstation Portable, assolutamente da riscoprire.

9

Voto assegnato da lordfreedom93
Media utenti: 8.8

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