MastroComputer ha scritto una recensione su Daymare: 1994 Sandcastle
Basta un poco di ghiaccio e lo zombie va giù, lo zombie va giù...
Dopo aver ultimato due run consecutive mi appresto a scrivere questa recensione.
Vi ricordo che la serie Daymare nasce dagli Italiani Invader Studios, grandi appassionati della serie Horror per eccellenza di Capcom come Remake di RE2. Il primo capitolo mi era piaciuto parecchio pur con tutti i limiti del caso, primo tra tutti un budget davvero irrisorio. Qui su Ludo trovate la mia recensione del precedente sia in versione PS4 che One.
Tre anni dopo i ragazzi Romani ci riprovano con questo 1994 Sandcastle, prequel del precedente.
Quel che salta subito all'occhio oltre ad un comparto grafico migliorato è l'introduzione di un nuovo accessorio che farà da coprotagonista alla giovane Dalila Reyes e sarà la principale novità nel gameplay, il Frost Grip.
È una sorta di zaino in grado di sparare ghiaccio in varie maniere e ci sarà utile per rallentare o congelare i non morti per poi sparargli o fracassarli in mille pezzi a suon di pugni.
Senza di esso non usciremmo mai vivi dalla famosa Area 51 (luogo in cui si svolge tutto il gioco) e potremo potenziarlo tramite appositi terminali, in modo da fargli sparare mine, bombe o utilizzarlo come scudo, oltre a potenzarne le caratteristiche.
Per il resto avremo a disposizione due sole armi, anch'esse potenziabili, un mitra e un fucile a pompa.
Un pò pochine, come poco numerosi sono anche i nemici che ci troveremo d'innanzi.
Nemici tutto sommato abbastanza originali, non sono i soliti zombie lenti e claudicanti ma cadaveri rianimati da una strana sfera elettrica, molto veloci e letali.
Alcuni di essi di colore rosso saranno invulnerabili alle pallottole e andranno necessariamente congelati col Frost Grip per poi essere fatti a pezzi.
Insieme a loro troveremo anche zombie panciuti che ci lanceranno proiettli elettrici dalla distanza (anch'essi disponibili in due colorazioni differenti) e i ben più pericolosi Sparkers. Questi ultimi sono in grado di oneshootarci col loro abbraccio caloroso e rappresentano la minaccia maggiore che ci troveremo ad affrontare (Boss finale escluso).
Ho trovato molto piacevole l'innesto di questa nuova arma così come i nuovi nemici perché differenziano finalmente Daymare dalla sua fonte di ispirazione e gli donano un'identità tutta sua.
Non tutto funziona a dovere però. Perché se il gioco intrattiene fino alla fine (ho impiegato una dozzina di ore per finirlo la prima volta) con una storia tutto sommato intrigante (per quanto poteva essere meglio narrata), stessa cosa non si può dire del comparto tecnico o di una certa legnosità del gameplay.
Infatti tecnicamente per quanto migliori il precedente siamo ben lontani dagli standard attuali ma pure da quelli della generazione passata. Inoltre non so se sia un problema della versione da me giocata ma le texture pur giocando in modalità qualità caricavano in ritardo e sono ad una risoluzione davvero infima. Si ha la sensazione di star giocando su PC coi dettagli a livello patata per capirci, si fa perfino fatica a leggere le scritte sugli oggetti e tutto è molto slavato.
Peccato perché i modelli poligonali sono invece migliorati pur restando ancora molto indietro. Anche i caricamenti sono lunghissimi.
Queste due cose mi hanno perfino portato a controllare se per sbaglio non stessi giocando la versione One installata su HDD esterno invece che la versione maggiore.
Di contro devo dire di aver trovato un'esperienza decisamente più rifinita rispetto al primo capitolo e quasi del tutto esente da glitch e bug.
Cosa che però ho trovato negli achievement, tant'è che alcuni (oltretutto legati alla storia) non si sono sbloccati neanche dopo due run.
Riguardo al gameplay ho menzionato una certa legnosità di fondo. Vale soprattutto per i movimenti della protagonista che oltretutto son davvero troppo lenti per sfuggire ai nemici agguerriti che ci troveremo ad affrontare. Infatti il gioco è bello impegnativo già a livello normale e almeno una sorta di schivata sarebbe stata molto gradita. Spesso quando gli avversari saranno più di due non avremo vita facile e non capiterà di rado di morire per qualcuno che ci attacca alla spalle mentre siamo impegnati su altri fronti.
Inoltre le risorse a nostra disposizione saranno sempre centellinate al massimo.
Il feedback dei colpi è decisamente migliorato rispetto al passato e di rado ci capiterà di andare a vuoto anche con colpi andati a segno ed i nemici spugna sono scomparsi.
Peccato anche non avere una mappa a disposizione, perché per quanto si capisca sempre dove andare sarebbe stato molto utile poter vedere se si è lasciato qualcosa sia a livello di stanze che di risorse da raccogliere.
Sul fronte sonoro nulla da eccepire con effetti che svolgono il loro lavoro e con poche musiche ma d'atmosfera.
Parlando d'atmosfera al gioco non ne manca anche se tolti i soliti jump scare l'ho trovato meno terrorizzante del predecessore che in un paio di situazioni mi aveva procurato qualche brivido in più.
Son rimasto decisamente sorpreso invece dalla varietà di ambientazioni disponibili pur rimanendo sempre all'interno del famoso complesso nel deserto del Nevada.
Tornano anche gli enigmi in quantità anche se più basilari rispetto al 1998 e il minigioco per sbloccare le serreture di armadi e porte, questa volta più dinamico e decisamente migliorato.
Altra cosa che non poteva mancare sono i pupazzi da collezionare, trovandoli e sparandogli nel corso dell'avvenuta.
Questa volta hanno le sembianze di alieni e faranno il verso a quelli più famosi della filmografia e cultura pop in generale.
Tra l'altro proprio come il capostipite anche questo capitolo è farcito di Ester eggs di tutti i tipi che non mancheranno di esaltare il nerd che è in noi.
Tirando le somme questo Sandcastle si rivela un buon prodotto così come il precedente. Ben lontano da una produzione tripla A e dagli standard attuali ma fatto con passione e amore.
L'aria che si respira è quella giusta del survival horror di fine anni '90 e finalmente il franchise trova una sua identità, discostandosi in buona parte dalla sua fonte d'ispirazione.
Per il prossimo capitolo però è ora di fare un salto di qualità perché siamo rimasti davvero troppo indietro agli standard tecnici odierni.
Voto assegnato da MastroComputer
Media utenti: 7.7
