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Mastrocomputer

ha scritto una recensione su Deep Fear

Cover Deep Fear per Saturn

In fondo all'oceano la paura non può che essere profonda

Orfano ormai da troppo tempo di un bel survival horror in stile Resident Evil classici mi sono approcciato volentieri a questo Deep Fear, indicato ovunque come un clone della famosa serie Capcom.
In effetti le similitudini sono indiscutibili, fondali prerenderizzati, telecamere fisse e sistema di controllo (anche se col pad analogico basterà premere lo stick nella direzione desiderata per voltarsi). Però devo ammettere di esserne rimasto piacevolmente colpito perché oltre ciò il titolo spicca di una sua personalità. L'ambientazione peculiare all'interno di una base sul fondo dell'oceano, ha fatto si che gli sviluppatori potessero aggiungere idee interessanti. Nello specifico stanze allagate da oltrepassare muovendosi sott'acqua con l'ausilio di un apposito reapiratore dall'autonomia limitata, ed una percentuale di ossigeno anche per le stanze normali da ripristinare mediante apposite macchine o in caso di bisogno granate d'aria oppure se proprio non si riesce da attraversare sempre col respiratore di poc'anzi. Insomma le abberrazioni mutanti non saranno l'unica cosa da tenere d'occhio e questo aggiunge indubbiamente un ulteriore fattore di tensione. Per il resto non ci saranno grosse sorprese (a parte una sessione sul fondo dell'oceano all'interno di una tecnologica armatura da palombaro dal nome peculiare) e se siete fan dei giochi horror Capcom saprete cosa aspettarvi, storia compresa, con i soliti "colpi di scena" e Japponeserie varie narrate da belli ma brevi filmati in CG. Singolare la scelta di rendere le munizioni per le varie armi a disposizione praticamente infinite (stessa cosa per i medikit di livello più infimo) in quanto basta andare a ricaricarle in apposite stanze, va detto però che non potremo portarcele tutte appresso e tolte la pistola e il fucile subacqueo dovremo sceglierne una tra vari tipi di fucili a pompa e mitragliatori. L'aspetto tecnico segna un passo avanti rispetto al primo RE visto su Saturn e l'unica nota dolente è secondo me rappresentata dal design dei mostri, spesso poco spaventosi e fin troppo variopinti. Il sonoro fa il suo dovere con musichette inquietanti e alcune tracce più suggestive durante la narrazione però quasi sempre solo accennate mentre i dialoghi sono un po' troppo compressi e complice la mancanza dei sottotitoli durante le sequenze animate a volte risultano di difficile comprensione. La longevità nonostante i due CD si attesta attorno sette ore per la prima run, ora più ora meno a seconda di quanto siate abili a risolvere i vari enigmi (tutti piuttosto elementari) e capire dove andare. Come menzionato più su è possibile utilizzare il controller 3D ma se in un primo momento la possibilità di cambiare immediatamente direzione tramite lo stick, invece di dover ruotare il personaggio pare una manna, diventa una condanna non appena ci si rende conto che cambiando inquadratura e continuando a mantenere lo stick in una posizione invece di proseguire ci si trova a tornare indietro per via della differente posizione della camera fissa. Un implementazione un po' così insomma, magari aggiunta in fretta e furia in corso d'opera, tant'è che gli ho preferito di gran lunga il pad tradizionale.
Concludendo mi sento sicuramente di premiare il gioco ed elevarlo a più di semplice clone, tant'è che mi piacerebbe rivederne utilizzate varie idee. Se avete un Saturn è sicuramente un esclusiva da avere e da giocare.
Ricordate però che sul fondo dell'oceano nessuno può sentirvi urlare...

8.4

Voto assegnato da Mastrocomputer
Media utenti: 8.5

Mastrocomputer

ha scritto una recensione su Star Fox Guard

Cover Star Fox Guard per Wii U

Il Grande Ranocchio

Dopo avervi parlato di StarFox Zero vale la pena menzionare lo spin off Guard, venduto in bundle con la prima edizione del gioco o anche a se stante in versione fisica seppur solo con codice download. Si tratta di un giochino simpatico dove nei panni di un guardiano ci troveremo a controllare un avanzato sistema di telecamere creato da Slippy per difendere una centrale di estrazione mineraria dai robot nemici invasori. Una sorta di tower defense in salsa StarFox insomma. Sul pad avremo una panoramica delle varie telecamere e toccandole passeremo da una all'altra mentre sullo schermo avremo la visuale della telecamera selezionata al momento. Più andremo avanti e più le cose si faranno difficili, con nuovi nemici e con nuovi tipi di camere a disposizione del giocatore. Anche qui come per il fratello maggiore però il difetto principale risiede nella difficoltà nel gestire entrambi gli schermi nelle situazioni più concitate, finendo per perdere tempo prezioso mentre cerchiamo di raccappezzarci tra uno schermo e l'altro.
In conclusione forse come diceva una vecchia pubblicità, "two is megl che one" ma anche al tempo personalmente ho sempre preferito un buon cornetto ;-)

7.5

Voto assegnato da Mastrocomputer
Media utenti: 7.1 · Recensioni della critica: 7.5

Mastrocomputer

ha scritto una recensione su Star Fox Zero

Cover Star Fox Zero per Wii U

Si riparte da Zero

Con StarFox Zero chiudo la retrospettiva dedicata alla volpe stellare Nintendo iniziata alcuni mesi fa. Retrospettiva che mi ha visto (ri)giocare tutti i titoli ad essa dedicati uno dopo l'altro in modo da coglierne differenze e sfumature.
Una chiusura non facile dato l'episodio in questione, visto che parliamo indubbiamente del titolo più controverso della saga, un gioco in grado di spaccare in due i fan della serie, tra chi lo ama (pochi) e chi lo odia (tanti). Andiamo per gradi però.
Lo Zero del titolo ci porta d'innanzi ad una specie di Reboot della saga, che però si discosta ben poco dagli avvenimenti più volte raccontati nel Capostipite e soprattutto nel 64, risultando anche meno spettacolare e articolato rispetto a quest'ultimo.
Si poteva fare di più ma in fondo poco importa al giocatore di StarFox che giustamente vede nella trama poco più che un mero pretesto per lanciarsi nello spazio a bordo di un Airwing.
Le novità risiedono invece nei nuovi mezzi a disposizione, come il girowing (elicottero somigliante ad un drone, dotato a sua volta di un robottino estraibile in grado di oltrepassare piccoli pertugi e hackerare sistemi informatici) o il Walker (trasformazione terrestre bipede dell'Airwing che però abbiamo scoperto aver debuttato in StarFox 2). È presente anche uno speciale veicolo terrestre che potremo usare solo dopo averlo sbloccato in alcune missioni bonus. Ovviamente non manca all'appello il Landmaster che vanta stavolta pure una trasformazione volante.
Fin qui tutto bene, i veicoli sono ben diversificati tra loro ed hanno un loro specifico utilizzo. I problemi sopraggiungono però con l'altra novità di questo episodio, ovvero il doppio schermo TV/Paddone da guardare quasi contemporaneamente per tutto il gioco. L'idea non sarebbe stata male e vi dirò che dopo un periodo di spiazzamento iniziale e tanta pratica funziona anche discretamente ma il tutto è veramente troppo complicato. Lo switch continuo tra uno schermo e l'altro è snervante e spesso non si sa dove guardare anche perché in alcune occasioni avreste veramente bisogno di guardare entrambi gli schermi contemporaneamente. Senza contare che il sistema di controllo complice questa cosa risulta molto complesso. Si deve guidare, mirare coi sensori di movimento del pad e compiere varie acrobazie, manovre che impiegheranno tutte le dita che avete a disposizione. Senza contare che col Landmaster vi troverete ad utilizzare insieme entrambi gli stick analogici più il sensore di movimento, per un totale di 12 assi (24 se contiamo le diagonali) da controllare contemporaneamente. Okay le analogie con Star Wars ma questa è veramente una roba da Jedi, non da comuni mortali.
Per tutto il gioco mi è veramente scocciato perdermi ciò ce accadeva sulla TV Perché impegnato a mirare sul paddone e viceversa non mirare bene se ero impegnato a guardare la TV. Soprattutto mi sono chiesto se non fosse possibile utilizzare i doppi schermi in modo differente, ad esempio mostrando sul Pad la plancia dell'Airwing con vari indicatori, pulsanti rapidi o le video comunicazioni coi membri della squadra mentre l'azione avveniva sulla TV. Per poi magari usare l'alternanza dei due schermi con alcuni veicoli, come il Girowing, utilizzando il pad per avere il punto di vista del piccolo robot mentre sul tv si continua ad avere la visuale del mezzo, in modo anche da vedere cosa sta accadendo attorno a noi (un po' come avveniva in Deus Ex quando si utilizzava un terminale). Pare chiaro che la Grande N abbia voluto sperimentare con questo titolo (ma se ci pensate bene lo ha sempre fatto col povero Fox, basti pensare a Command, Assault o Adventures) e che abbia voluto creare una nuova ragion d'essere per il doppio schermo della sua console ma ha calcato un po' troppo la mano perdendo ciò che da sempre la distingue, ovvero divertimento e immediatezza. Oltretutto anche l'aspetto grafico per quanto gradevole risente del dover contemporaneamente produrre immagini diverse si entrambi gli schermi.
Intendiamoci, questo Zero non mi è dispiaciuto e si tratta sicuramente di un buon gioco ma si poteva sicuramente fare meglio, calcando un po' meno la mano sul doppio schermo. Vanta anche una modalità per due giocatori dove ognuno controlla uno schermo e che rende più gestibile il tutto ma anche qui non è facile mirare se non siamo noi a controllare direttamente il mezzo, e molti colpi vanno a vuoto.
Infine vale la pena menzionare lo spin off Guard, venduto in bundle con la prima edizione del gioco o anche a se stante, seppur only digital. Si tratta di un giochino simpatico dove ci troveremo a controllare un sistema di telecamere per difendere la nostra base dai nemici invasori. Una sorta di tower defense in salsa StarFox. Sul pad avremo una panoramica delle varie telecamere e toccandole passeremo da una all'altra mentre sullo schermo avremo la visuale della telecamera selezionata al momento. Più andremo avanti e più le cose si faranno difficili, con nuovi nemici e con nuovi tipi di camere a disposizione del giocatore. Anche qui però il difetto principale risiede nella difficoltà nel gestire entrambi gli schermi nelle situazioni più concitate, finendo per perdere tempo prezioso mentre cerchiamo di raccappezzarci tra uno schermo e l'altro.
In conclusione forse come diceva una vecchia pubblicità, "two is megl che one" ma anche al tempo personalmente ho sempre preferito un buon cornetto ;-)

8

Voto assegnato da Mastrocomputer
Media utenti: 7.1 · Recensioni della critica: 7.7

Mastrocomputer

ha scritto una recensione su Star Fox Adventures

Cover Star Fox Adventures per GameCube

Il pianeta dei dinosauri

La squadra di piloti spaziali approdò pure sulla cubica console Nintendo e con ben due diverse incarnazioni. A ben vedere però nessuna delle due rispecchia le caratteristiche classiche della serie e sono pure molto diverse tra loro. In buona parte lo si deve ai due team di sviluppo esterni, Rare e Namco ma anche alla storia dei singoli titoli. Per quanto riguarda il lavoro Inglese ben conosciamo la sua genesi, si trattava in origine di quel Dinosaur Planet che avrebbe dovuto rappresentare il canto del cigno della compagnia Britannica sul Nintendone, per poi approdare in corsa sul suo successore infilandoci per giunta la volpe in mezzo. Bello, bellissimo, non un Capolavoro forse ma comunque un gran gioco, con Fox che scende dal suo airwing per la prima volta e si lancia in un'avventura di Zeldiana memoria indimenticabile per chiunque l'abbia vissuta. Come dimenticarsi infatti quella grafica meravigliosa, il pelo di Fox riprodotto grazie alla nuova tecnica del fur shading, la resa degli specchi d'acqua, i fiocchi di neve. Per non parlare dei mitici personaggi che s'incontreranno durante l'avventura (chi ha detto il mercante?). Però come dicevo oltre i personaggi, di StarFox c'è veramente poco. Ci sono le fasi di avvicinamento ai vari pianeti è vero ma nulla che possa competere con i capitoli canonici.
In conclusione una volpe strana quella cubica quindi, un po' un pesce fuor d'acqua (o fuor d'airwing) costretta a girovagare a piedi e districarsi tra bastoni e bazooka. Che il caro petrolio avesse colpito anche il sistema Lylat?

9

Voto assegnato da Mastrocomputer
Media utenti: 8.5

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