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Myggdrasil

ha scritto una recensione su Celeste

Cover Celeste per Xbox One

Terapia

Credo che tutti abbiate sentito parlare almeno una volta di Celeste. Si tratta, del resto, di un piccolo titolo indie che si è conteso il premio di gioco dell'anno ai The Game Awards assieme a kolossal come Red Dead Redemption 2 e God of War.
Celeste è un gioco che incarna tutte le migliori qualità che generalmente offrono i prodotti di questo tipo: un gameplay ed un'estetica che si rifanno ai classici del passato, una sensibilità narrativa decisamente consona ai gusti moderni e tanta, tanta passione nella costruzione di ogni singolo aspetto del gioco.
Di base, Celeste è un platform. Anzi, direi che il suo gameplay, per quanto divertente ed impegnativo, è stata la componente che meno mi ha colpito, anche perché il platform è un genere che non mi piace particolarmente.
Si salta, si usano delle abilità speciali, si procede nei vari stage (tutti molto vari e ben congegnati) e si raccolgono dei collezionabili. Niente di innovativo, appunto. Quello che ho apprezzato, invece, è il modo in cui il gameplay si interseca perfettamente alla narrativa.
Madeline, la giovane protagonista del gioco, è una ragazza affetta da depressione che decide di scalare il monte Celeste per mettersi alla prova e superare il proprio disagio. La montagna, tuttavia, nasconde alcuni strani poteri magici, i quali fanno riaffiorare in superficie un'entità maligna, particolarmente simile a Madeline.
Non è difficile immaginare che essa rappresenti proprio tutte le ansie e le insicurezze che attanagliano la giovane alpinista improvvisata.
Fra un salto e l'altro, a colpire il giocatore, in Celeste, è la splendida qualità dei dialoghi. Madeline incontrerà diversi personaggi che hanno deciso di affrontare, per un motivo o per l'altro, la scalata verso la cima. Le loro storie serviranno a Madeline per maturare e stringere nuovi legami, in quella che si prefigura come un'allegoria semplice ma delicata di crescita personale e accettazione di se stessi.
A spiccare fra tutti è proprio la protagonista: indecisa, un po' timida, ma dotata di una certa forza di volontà, Madeline si guadagna subito la simpatia del giocatore, diventando un'eroina capace di incarnare tutte le ansie della nostra generazione convogliandole in una direzione nuova e piena di speranza.
Perché Celeste, alla fine, lascia soprattutto tanta speranza. Sia la speranza di andare avanti e raggiungere la cima (ed in questo il gameplay rivela il senso della sua difficoltà), sia quella di guardarsi indietro per accettare i propri errori e migliorarsi sempre di più.
Ad un livello più intimo e personale, Celeste è il gioco di cui avevo bisogno nel momento in cui più mi era mancata la voglia di andare avanti.
Tutti abbiamo le nostre montagne da scalare, e forse un videogioco non sarà in grado di cambiarci la vita, ma sono fermamente convinto che questi prodotti elettronici possano darci una piccola spinta nella direzione giusta, almeno in casi come questo, che rappresentano la dimostrazione più concreta di quanto il media sia ormai diventato un veicolo di storie importanti e pregne di una poetica decisamente personale e avulsa dal cinema e dalla letteratura.
Fatevi un favore e provatelo. Soprattutto se state male.

9

Voto assegnato da Myggdrasil
Media utenti: 9 · Recensioni della critica: 8.6