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Myggdrasil

ha scritto una recensione su Resident Evil 2

Cover Resident Evil 2 per Xbox One

Maledetti procioni

Introdurre un brand come quello di Resident Evil in un sito come questo non avrebbe molto senso, per cui eviterò di spiegarvi perché la serie Capcom è stata importante e mi concentrerò, invece, sul perché lo è ancora.
Vorrei innanzitutto precisare che non ho mai portato a termine la versione originale per PlayStation di Resident Evil 2. Ho uno dei due dischi (quello di Claire), ma non una memory card adatta, quindi non sono proprio nella possibilità di fare un paragone accurato con questo remake.
Quello che posso dire, tuttavia, è che Capcom ha finalmente capito quello che i giocatori volevano, e cioè un titolo che non rinnegasse il passato horror della saga senza per questo rinunciare a qualche elemento di novità.
L'atmosfera c'è tutta, grazie ad un motore grafico che raggiunge vette di eccellenza inaudite e che rappresenta davvero una delle punte di diamante della produzione.
Effetti di luce, texture, modelli dei personaggi e animazioni sono allo stato dell'arte. Forse solo nei pochi spazi aperti si assiste a qualche superficie spalmata malamente, ma è una situazione così rara che si può tranquillamente chiudere un occhio.
Il nuovo motore grafico (in realtà già utilizzato nel precedente Resident Evil VII), tuttavia, permette anche una rinnovata verve narrativa.
La trama di Resident Evil 2 è molto semplice e non si discosta dal classico canovaccio dell'invasione zombi causata dal solito virus sviluppato dalla solita multinazionale kattiva. Tuttavia, la tensione è trasmessa magistralmente proprio grazie ai modelli dei personaggi, capaci di esprimere emozioni e stati d'animo in maniera efficace e credibile, coadiuvati anche dall'ottimo doppiaggio (ho giocato in inglese, ma anche quello italiano non sembra male). In questo remake tutto è trattato con grande serietà, e persino le situazioni da b movie cui la serie ci ha sempre abituato riescono a non fare brutta figura. Insomma, non si scade mai nel kitsch o nel trash. Tutto è in perfetto equilibrio, e i pochi personaggi presenti sono tutti ben caratterizzati e hanno un ruolo importante nella vicenda. Quindi, da questo punto di vista, possiamo dire che Capcom ha svolto un ottimo lavoro, anche migliore del già più che discreto risultato ottenuto con Resident Evil VII.
Il nuovo motore grafico, tuttavia, ha anche dato una sferzata di innovazione all'impianto ludico, soprattutto per quanto riguarda il level design: la stazione di polizia di Racoon City, con i suoi improbabili passaggi segreti, guadagna un bel po' di profondità grazie alla struttura tridimensionale, che riesce a restituire un senso delle proporzioni decisamente più completo rispetto a quello che potevano restituire degli affascinanti, ma pur sempre statici, sfondi prerenderizzati.
L'impressione è quello di viaggiare per delle ambientazioni interconnesse, ma interconnesse per davvero, in cui è possibile spostarsi senza tempi di caricamento infiniti e in cui i nemici possono fare altrettanto (e uno degli avversari più riusciti, infatti, sfrutterà a pieno questa possibilità asd).
Alla fine, per svecchiare la formula, bastava questo: prendere il tutto e trasportarlo nelle tre dimensioni. In questo remake non c'è traccia di sparatorie incessanti, esplosioni al cardiopalma, sezioni a bordo di moto e altre amenità simili. Tutto è claustrofobico e lento, i nemici sono pochi ma coriacei, le munizioni avranno la tendenza a scarseggiare e l'inventario non sarà mai abbastanza capiente.
È davvero Resident Evil, ma fatto nel 2019.
Un prodotto bello, anzi, splendido da vedere e da ascoltare (rigorosamente in cuffia: l'audio binaurale raggiunge i livelli di Hellblade, o forse li supera, visto che in questo caso diventa anche un elemento di gameplay), stimolante da giocare e ricco di contenuti, fra due campagne distinte, un new game plus che dà la possibilità di scoprire un finale segreto (devo ancora provarlo), un sistema di punteggio, collezionabili e costumi da sbloccare e qualcosa che sicuramente mi è sfuggito.
Il gioco è praticamente perfetto, anche se non mi ha fatto paura praticamente mai.
In questo, nella sensazione di trasmettere disagio e tensione, trovo che Resident Evil VII sia ancora insuperato. In quel gioco gli avversari erano malati e disturbanti, e la visuale in prima persona esasperava i momenti cruenti e splatter.
Resident Evil 2, invece, è solo un ottimo gioco horror, anzi, un ottimo gioco in generale, ma non presenta guizzi di genio. La sua natura di remake, tuttavia, non gli richiedeva certo di essere geniale, quindi va più che bene così.
P.S. Claire ❤

8.5

Voto assegnato da Myggdrasil
Media utenti: 9 · Recensioni della critica: 9