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Nappone il Saggio

ha scritto una recensione su Catherine

Cover Catherine per Xbox 360

Scrivo questa breve riflessione per conciliare un sonno che proprio non vuole arrivare.

Ritengo Mozart uno degli artisti più importanti nella storia. A Mozart, al di là di ogni genialità prettamente musicale che per quanto ci provino a spiegarmi continuo a capire solo a metà visto che di teoria musicale ne capisco ben poco, va riconosciuto il merito di aver "umanizzato" l'arte. Con Mozart si smette di parlare di Didone ed Enea, di Orfeo, di Giasone, con Mozart si inizia a parlare di Figaro e le sue nozze, di corna, di sesso e di masturbazione nella maniera più elegante possibile:
"E se non ho chi m'oda,
parlo d'amor con me"
L'arte smette di esser borghese (senza che neanche una classe borghese esista) e diventa popolare, senza più inni ed elogi alla classe sovrana, ma con parole semplici e dirette che puntano al cuore dello spettatore. Si parla dunque di uomini, non di eroi, uomini cui tutti possono impersonarsi e che vivono i drammi di tutti i giorni rappresentati da Mozart con uno spettacolare velo di ironia. L'importanza di questo artista è dunque (non solo, ma a parer mio soprattutto) nell'aver eliminato lo spazio tra pubblico e palco che non permetteva all'ultimo degli uomini medi di immedesimarsi.

L'arte è soprattutto questo: immedesimazione; empatia esercitata nel riuscire a percepire le emozioni che l'artista mette in scena su un palco... O su un videogioco.

Catherine è questo.
O meglio, Vincent è questo.
Vincent, il protagonista di Catherine, è un uomo medio, un qualunque, un personaggio cui chiunque può identificarsi e sentirne il disagio. Chi come Vincent non sente il peso della propria vita, Non si è mai sentito intrappolato in una relazione? Chi ha il coraggio di alzare la mano e dire "no, non mi sono identificato con Vincent, è troppo inetto"?

È proprio qui il problema, tutti noi abbiamo un po' di Zeno e tutti noi abbiamo un po' di Vincent. Siamo tutti uomini con le stesse paure e l'arte, sebbene possa farcele dimenticare per un attimo, ha anche il compito di fornirci, oltre ovviamente le famigerate emozioni, anche diverse chiavi di lettura.

L'avventura di Vincent è un genuino quanto ironico ritratto dell'amore ai tempi del XXI secolo e il protagonista è un personaggio semplicemente perfetto che non a caso, represso com'è, riesce a sfogare tutto solo coi sogni, senza però portare nulla di concreto alla propria vita.

Proprio come noi.
O no?
No.

9

Voto assegnato da Nappone il Saggio
Media utenti: 8.8 · Recensioni della critica: 8.6