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Nappone il Saggio

ha scritto una recensione su Banjo-Kazooie

Cover Banjo-Kazooie per Nintendo 64

Come primo gioco della serie "Ludomedia Consiglia" ho deciso di iniziare Banjo-Kazooie consigliatomi da Fedechief (scusa LeEbinMene se non ho giocato Viaggio al Centro di Bowser, ma ho preferito svolgere il "ludomedia consiglia" in maniera diversa).

Ho finito questo gioco l'altroieri, quindi la recensione la scrivo abbastanza a caldo, ma non credo che questo calore mistifichi l'opinione che ho di questo gioco, considerato generalmente un capolavoro. "Una rivisitazione in chiave Rare dei concetti di Super Mario 64", così FedeChief definisce questo gioco ed io non posso che essere d'accordo con lui. In Banjo Kazooie troviamo tutti gli elementi del platform in 3D costruiti da Super Mario 64 (ovviamente non solo, ma l'influenza maggiore è chiara), ma costruiti in chiave diversa.

Ora, come Crash Bandicoot e tanti altri, non credo di poter spendere parole su questo capolavoro (perché qui di capolavoro si parla) che non siano già state dette e stradette, posso però di certo scrivere dell'aspetto che più mi ha colpito di questa avventura targata Rare: il perfetto Level Design.

La tendenza del momento è quella di creare mappe enormi. Mappe enormi che in molti definiscono "vuote", ma sinceramente non ho mai giocato un gioco davvero "vuoto", finanche il mondo di quella cagatina di Fallout 4 non riesco a definirlo vuoto, tuttalpiù noioso, ma vuoto no. Il problema sta nel fatto che l'enormità della mappa tende a distanziare i vari segnalini della mappa e, per carità, quando tutti i punti interrogativi nella mappa del Velen di The Witcher 3 sono finalmente rimossi la scarica di endorfine è enorme, ma il problema di fondo rimane, ho passato molto tempo, forse troppo, a camminare per le lande desolate senza che accadesse davvero qualcosa. E questo cosa comporta? Che mentre gioco penso "mh, forse dovrei fare altro, forse dovrei studiare per l'università... Ma mi importa davvero? No, a me piace altro, l'università è un impiccio per me, non posso dedicarmi per bene alle mie passioni perché a diciotto anni ero depresso e ho fatto la scelta sbagliata. Ho fatto tanti, troppi errori cui probabilmente non posso rimediare. Bene, benissimo, ho fallito la mia vita ed ho solo 23 an... EHY IN QUELLO SCRIGNO C'È L'ARMATURA DEL LUPO!" e giù di endorfine.

Se il level design dell'open world mi porta ad avere costanti alti e bassi tra crisi esistenziale ed endorfine, il level design di Banjo Kazooie invece mi porta solo a pensare "non riesco a fare questo cazzo di salto son tre ore che ci provo".

Definirei Banjo Kazooie un "anti open world"; le mappe in fin dei conti piccolissime sono una palestra di platforming ed enigmi (devo dire spesso abbastanza sciocchi, ma assai divertenti) la cui risoluzione di una serie di salti porta ad un premio, ossia un piccolo pezzo di puzzle che servirà per andare avanti ai livelli successivi, per intendersi sarebbe l'equivalente della stella in super mario 64. Non ci sono momenti morti, il gioco è tutto lì, una costante e frenetica scalata del castello della strega Grutilda fino alla sorprendentemente stupenda battaglia contro il boss finale, croce di molti videogiochi, ma non di Banjo.

Gioco davvero stupendo, consigliatissimo soprattutto a chi in questo periodo ha un po' di scazzo videoludico e non riesce a trovare nulla che lo aggradi. L'atmosfera coloratissima e il carisma dei protagonisti non potrà non farvi innamorare subito del gioco e reinnamorare del videogioco in generale (se riuscite a superare l'abbastanza noioso tutorial).

Giocatelo, davvero.

(Tutto ciò che ho detto non vale per il livello "Clanker's Cavern" che è una merda e una remastered degna dovrebbe eliminare).

9.1

Voto assegnato da Nappone il Saggio
Media utenti: 9.4