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Assassin's Creed 3

Recensione

Con un colpevole ritardo di quasi un anno dovuto alla carenza di pecunia mi appresto a "recensire" (anche se lo potremmo definire semplicemente un "talking about") uno dei giochi più attesi dello scorso anno, ovvero Assassin's Creed 3, terzo capitolo del franchise Ubisoft che tanto ha venduto e tanto ha appassionato i giocatori in questa generazione.



Non so davvero da dove cominciare per descrivere quest'opera immensa.
E con "immensa" non intendo "bellissima", ma proprio immensa.
Le cose da fare sono davvero molte, l'area di gioco esplorabile è molto vasta e in generale, forse per la prima volta nella serie, si ha la sensazione di vivere finalmente all'interno di un "mondo" con delle sue precise regole e le sue atmosfere.



Per dovere di cronaca, ad ogni modo, comincerò a descrivere Assassin's Creed 3 partendo dalla trama che, come al solito, si sviluppa su due archi narrativi: quello di Desmond e quello di Connor.



Il giovane assassino a noi contemporaneo continua la sua lotta con i templari e cerca di salvare il mondo da una catastrofe naturale che minaccia di sconvolgere le sorti dell'umanità.
Arrivato in un tempio costruito dalla popolazione che prima di noi abitò la terra, dovrà tornare nell'Animus e scavare nei ricordi del suo antenato per trovare il modo di oltrepassare la "barriera" che blocca il passaggio dell'edificio.



L'antenato di Desmond, appunto, è Connor, un nativo americano che suo malgrado vedrà il proprio villaggio natio distrutto proprio dagli uomini di suo padre (Haytham Kenway, udite udite, un templare).
Si metterà dunque alla ricerca di Achille Davenport, un vecchio assassino che lo istruirà nell'arte del combattimento.
A questo punto entreranno in gioco gli eventi storici del periodo, con la Rivoluzione Americana che farà da sfondo ad una storia di vendetta e crescita personale davvero interessante.



La trama si rivela sin da subito uno dei punti forti dell'opera: Connor è un personaggio che cresce assieme a noi, e i temi trattati sono finalmente più maturi del solito, pur non raggiungendo la perfezione narrativa che è propria solo del primo episodio.



Anche Desmond è protagonista di avvenimenti interessanti, e finalmente trova anche lui un po' di spazio nel gioco, dato che potremo controllarlo non solamente all'interno del Tempio, ma anche in alcune missioni vere e proprie.



In ogni caso Connor sarà al centro della scena per la maggior parte delle ore di gioco, come è giusto che sia.



Le sfaccettature del gameplay sono davvero tante.
Tecnicamente l'ossatura è rimasta quella di sempre: controlleremo il nostro agilissimo personaggio all'interno di ambienti cittadini vasti e abitati da parecchi NPC, i quali reagiranno attivamente alle nostre azioni, chiamando le guardie, ad esempio, oppure scappando lontano.
A dire il vero ci si potrà anche nascondere nella folla per non essere notati.
Nulla di nuovo sotto il sole, insomma.
Anche i combattimenti, nonostante la riprogrammazione dei comandi di gioco, rimangono sostanzialmente invariati, pur risultando più spettacolari e dinamici che in passato.
I nemici attaccheranno sempre uno alla volta,salvo rari casi, ma la scarsa difficoltà è comunque ripagata dalla forte spettacolarità che ci farà dimenticare questo annoso problema che la serie si porta avanti sin dal primo capitolo.



La campagna principale si rivela così davvero affascinante, seppur non molto originale, pur presentando delle situazioni varie e mai ripetitive, anche se forse un po' "vecchie" e ancorate al passato della serie.
Le novità risiedono, però, tutte, o quasi, nelle missioni secondarie.



Queste ultime sono delle più disparate.
Oltre ai classici contratti di assassinio e alla raccolta di svariati oggetti presenti ormai sin dal secondo episodio, ci sono delle nuove aggiunte.



Partiamo dalle missioni dedicate alla Tenuta di Davenport, attraverso la quale si potranno gestire dei carichi di merci da spedire ai vari commercianti in modo da trarre profitto dalle vendite.
Ogni missione sarà atta a trovare artigiani disposti ad unirsi a noi: avremo un fabbro, una cacciatrice, una sarta e così via (ci sarà addirittura il Prete, inutile, a dire il vero, per quanto riguarda il gameplay).
Man mano che completeremo le quest gli artigiani si "potenzieranno", e potranno fabbricare per noi oggetti sempre più costosi da rivendere ad un prezzo ovviamente più alto.
Arrivati alla fine, potremo guadagnare un fior di quattrini, a patto di dedicare diverso tempo alla tenuta.



A questo proposito si ricollegano le missioni di caccia.
Nella Frontiera, la terra che funge da "Terra di nessuno", ci si potrà dedicare alla caccia e ottenere le pelli di diversi animali, fra i quali figurano le semplici lepri come i temibili orsi.
Il ricavato, cioè la pelle e la carne della preda, potrà essere venduto o usato, appunto, per fabbricare nuovi oggetti.
Ci saranno anche delle quest affidateci dai cacciatori, che ci chiederanno solitamente di trovare e abbattere un animale ritenuto pericoloso.
Cacciare sarà davvero divertente: potremo usare delle trappole per catturare gli animali più piccoli, oppure usare il classico arco (vera e unica new entry nell'arsenale), oppure ancora attirare la fauna con delle "esche", per poi ucciderli rapidamente con un coltello.



Anche le missioni degli esploratori risultano interessanti, seppure un po' più canoniche.
Ci verrà chiesto di trovare oggetti, scoprire luoghi e così via.
Niente di troppo innovativo, insomma.



E' però con le battaglie navali che si raggiunge l'apice del divertimento in questo gioco.
Le sezioni a bordo dell'Aquila, la nostra nave, sono infatti fra le meglio riuscite di sempre.
Potremo impartire ordini alla nostra truppa, ad esempio aumentare o diminuire la velocità, oppure fare fuoco con i cannoni.
Le battaglie risultano, come al solito, molto facili, ma la soddisfazione che si riceve nell'abbattere un vascello avversario è davvero alta.
Peccato che a volte risultino un po' ripetitive, un difetto a cui , si spera, il prossimo episodio porrà rimedio.
Si potrà anche potenziare il nostro gioiellino di mare, ma a dire il vero le possibilità non sono poi moltissime, anzi, a volte si ha la sensazione che si potesse fare un po' di più.



Fin qui, bene o male, abbiamo elogiato il gioco che risulta divertente e appassionante, e che risulta carente solo nei difetti che la serie si porta dietro sin dall'inizio.



I veri dolori, se così si possono chiamare, cominciano con il comparto tecnico.
Ci si aspettava di più, indubbiamente.
Il gioco si attesta comunque su buoni livelli, ma risulta carente nei dettagli.
Tanto per cominciare la resa delle ombre rivela la sua inefficenza soprattutto nei filmati, dove sono frequenti i primi piani e dove sarà possibile notare l'eccessivo numero di pixel utilizzati per rappresentarla.
Poi, sono numerosi gli episodi di pop-up, con intere strutture che a volte appaiono all'improvviso e addirittura abitanti che di punto in bianco scompaiono dalla mappa.
Difetti che negli altri capitoli non erano presenti e che qui risultano inaccettabili.
Diamo a Cesare quel che è di Cesare, però: l'acqua, la neve e gli effetti atmosferici sono davvero ben riprodotti, così come le varie superfici degli edifici e del terreno.
Ci sono degli scorci artistici notevoli, soprattutto nella Frontiera, e le musiche risultano di buon livello.
Nota negativa per il doppiaggio italiano, un po' troppo altalenante, ma si sa, in Italia ancora vedono i videogiochi come qualcosa destinato ai "bambini" (con un Pegi 18+ ci credo...) e quindi perché sforzarsi per fare un doppiaggio degno di tale nome?
Pazienza.



Non c'è più molto da dire su questo Assassin's Creed 3.
Sicuramente siamo di fronte ad un gioco ottimo, fra i migliori capitoli della serie, che fungerà da canto del Cigno per gli assassini di questa generazione.
Chi lo ha sempre amato continuerà ad amarlo, chi lo ha sempre odiato continuerà ad odiarlo.
Resta il fatto che l'impegno messo dietro a questo gioco è notevole, e alla fine si raggiungono risultati ragguardevoli, con una trama ben scritta, un gameplay vario e soprattutto tantissime cose da fare.
Certo, qualche magagna a livello tecnico rimane, e la serie merita una svecchiata nel gameplay, che risulta comunque divertentissimo anche oggi, ma alla fine, se i giochi sono arte, non vanno solo valutati freddamente come se fossimo di fronte ad un prodotto di mercato.
Cosa che, comunque, Assassin's Creed 3 indubbiamente è.
Fossero tutti così, i giochi commerciali...

pubblicato alle 17:55 del 23/08/2013