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Obs Snow
Cover Broken Sword: The Sleeping Dragon per PS2

Broke Sword: The Sleeping Player

Nell'immaginario collettivo conserviamo sempre un posto d'onore per quelle saghe che negli anni passati sono state piccole capostipite di un genere, a prescindere dal fatto che possa essere rimasto o meno nel cuore degli appassionati. Sicuramente gli anni '90 sono stati caratterizzati dall'esplosione di un genere in particolare. Il punta e clicca. Capolavori come Maniac Mansion, Monkey Island, Sam e Max e via discorrendo hanno allietato molti dei nostri pomeriggi uggiosi con le loro avventure colorate e impegnative, salvo poi svanire un po' nei meandri di quel business senza sosta che è l'industria videoludica. Tra gli altri, possiamo ricordare sicuramente una saga più che degna di nota, Broken Sword. I primi due capitoli tra PC e PS1 erano riusciti a colpire i giocatori, seppur non portando molte modifiche tra loro, donando alla saga un successo tutt'altro che irrilevante. Preso dalla nostalgia e dalla voglia di continuare le avventure di George e Nico ho provato a giocare il terzo capitolo, pubblicato all'alba del millennio. Qui le conclusioni ad oggi, appena dopo averlo finito:

Innanzitutto il titolo ostenta un coraggio non indifferente, dopo il 2D classico dei primi due capitoli infatti, si passa ad un 3D per certi versi più dinamico, ma che farà risaltare all'occhio moltissimi problemi. Innanzitutto tantissime ambientazioni risultano clamorosamente estese, ma allo stesso tempo dannatamente vuote. Zero passanti, zero oggetti con cui interagire, niente, neanche le macchine di passaggio per le strade. Solo grandi edifici senza contorno, il che farà sembrare le ambientazioni davvero scarse e "fredde" da esplorare. Frustantissime le 50, o forse più, porte nel gioco che saranno analizzabili, ma che porteranno il personaggio a ripetere sempre le stesse frasi "solo un'altra porta chiusa a chiave", ma allora che senso ha metterne cosi tante? rotfl Nel complesso invece tutto lascia con una scia di confusione netta. Si parte con situazioni davvero poco credibili, tipo fronteggiare la morte con humour e comportamenti infantili, cosa che fa perdere credito al lato investigativo del gioco, fino ad arrivare a un finale che boh, cerca di colpire emotivamente, ma allo stesso tempo continua a farti ripetere... MA PERCHE'? L'interfaccia è uno dei problemi che più salterà all'occhio durante le ore di gioco, davvero scomoda. Alcuni oggetti vengono raccolti nelle prime battute del gioco e rimangono lì per tutte le ore restanti, creando scompiglio oltre a essere ambigui, perché una lente d'ingrandimento alla fine può essere usata ovunque, ma risulterà utile solo in un'occasione. Altri oggetti verranno raccolti, ma mai usati, tra questi carbone, pezzo di corda, rossetto e non ricordo cos'altro. Senza parole dato che ho addirittura controllato su internet e non risultano utili nemmeno nelle guide. La camera ci metterà anche del suo con angolature panoramiche che faranno perdere il focus su quei pochi oggetti rilevanti, come quelli da raccogliere o su cui appendersi. Gli enigmi sono numericamente insufficienti, compensati da situazioni (TROPPE, TROPPE, TROPPE) in cui bisogna spostare delle scatole, comunque adatte più al QI di una scimmia o un delfino, con tutto il rispetto. Ciliegina sulla torta l'enigma del lago con lupo, cavolfiore e pecora, spacciato per nuovo con nuovi soggetti, ma che immagino in molti sappiano già a memoria. C'ho messo tre secondi. I personaggi sono ancora meno che in precedenza, tre quarti sono riciclati e gli altri nemmeno degni di nota, o comunque conoscenze di vecchi amici. Adesso ditemi se è normale, viaggiare per il mondo intero, incrociare 10 persone, e scoprire che 3 o 4 sono parenti o amici di altra gente conosciuta anni prima in un'altra parte del mondo. Quante possibilità possono esserci? Boh. Il doppiaggio ovviamente ridicolo e a tratti osceno, spazia tra conversazioni sparate a suon di botta e risposta insano tipo Gilmore Girls a monologhi lentissimi che farebbero invidia alla messa del papa Wojtyla al tramonto dei suoi anni, naturalmente senza un minimo di pathos. Piccola novità le fasi stealth, scomode e frustanti dato che una volta scoperto scatterà il game over e partirà un lunghissimo caricamento. Infine mettiamoci anche qualche glitch e bug spaventoso che ogni tanto vi forzerà a riavviare la console.

Tirando le somme, più che rotta direi che la spada è povera, davvero povera narrativamente, emotivamente e tecnicamente. Il prestigio della saga e il fatto che comunque sia riuscito a finirlo basta a fargli strappare la sufficienza, il titolo però non va oltre perdendosi in un mare di errori da pivelli, scarsa qualità e pressapochismo. Forse tutte cause del degrado del genere all'inizio dei duemila, ma chi è causa del suo mal, pianga 'sti swords.

6.5

Voto assegnato da Obs Snow
Media utenti: 7.4

Obs Snow

ha scritto una recensione su Oddworld: Abe's Exoddus

Cover Oddworld: Abe's Exoddus per PSX

Odissea alla seconda.

Il mondo videoludico è vasto, ed ogni giocatore di vecchia data non potrà esimersi dal dover ammettere che almeno una volta nella sua vita sua si sia imbattuto, suo malgrado, in discorsi pseudo-nostalgici del genere "non ci sono più i vecchi bei giochi di una volta" spesso poveri di argomentazioni, ma ricchi di rimpianti e luoghi comuni. Evitando inutili giri di parole melodrammatici mi piacerebbe classificare Oddworld come una delle colonne portanti di questa nicchia di giochi che va a dare un fondamento alla teoria nostalgica. Videogiochi colpevoli di aver creato qualcosa di unico ed a tratti irripetibile, che con il passare del tempo e delle generazioni è andato pian piano affievolendosi fino quasi a sparire, per poi tornare prepotentemente con il fenomeno "indie". L'originalità e l'arte nel senso più stretto del termine legata al gaming. L'unico modo in cui posso immaginarmeli alla Oddworld Inhabitants è in uno studio buio con un secchiello di pop-corn pieno di funghi allucinogeni a disegnare ominidi verdi dalle voci strane in ambientazioni tra il George Orwell pensiero e il Gaston Vinas tratto artistico, dietro occhiali spessi e neri e piegati chini su tavole sbiadite e poco illuminate. E' da qui che nasce il primo e forse più grande colpo psicologico che la saga riesce a fornire, il forte contrasto tra i lineamenti, le voci, le movenze e il modo di fare a tratti scanzonato e contornato da gag, sempliciotto e buffo dei protagonisti contro la realtà che li circonda cruda, triste e malinconica. Questa forte opposizione ha il merito di andare ad amplificare in maniera devastante il messaggio finale che la storia vuole dare, politico e sociale che alla fine la saga ci lascerà in dono. Una guerra tra indios e conquistadores dei giorni nostri, con tanto di fauna locale e territori immensi da esplorare e liberare. Exoddus riesce a tenere testa al suo predecessore Oddysee e a non sfigurare,nonostante il compito tutt'altro che agevole. Nella prima parte ripercorre molto fedelmente le impronte lasciate dal primo capitolo, con la solita fuga dai recinti e la conseguente visita a paramiti e scrab. Nella seconda parte invece il titolo offre il suo lato migliore ponendo al giocatore davanti ad una vera e propria odissea intrinseca, tra l'esodo dei mudokon e dello stesso Abe, per arrivare ad un finale prevedibile, ma allo stesso tempo appagante. L'audio come al solito la fa da padrone, alcune OST risultano magnifiche ed aiutano il giocatore ad immergersi nelle ambientazioni altrettanto azzeccate, creando nel complesso un'atmosfera davvero coinvolgente. Il gameplay è ripreso dal prequel e arricchito da alcune piccole innovazioni sufficienti a non lasciar cadere il tutto nel limbo del ripetitività di fondo. Forse l'unica pecca in questo sequel è il fatto di non riuscire a replicare la stessa magia nel primo, da colpevolizzare ci sarebbero in parte un cambio di doppiaggio sorprendentemente qualitativamente al ribasso e in parte una scelta di fondo criticabile da parte degli autori nel rendere il secondo capitolo della saga un po' meno "serio" e un po' più "buffo" attraverso l'inserimento di gag non proprio di prima qualità, tanto per usare un eufemismo. Nel complesso tuttavia, ancora oggi e a distanza di 20 anni, Exoddus risulta un titolo godibilissimo.

8.2

Voto assegnato da Obs Snow
Media utenti: 9.1

Obs Snow

ha scritto una recensione su Pokkén Tournament DX

Cover Pokkén Tournament DX per Nintendo Switch

Yo c'è Pikachu wrestler.

Boh, non molto da dire per un titolo con una qualità sicuramente tendente al mediocre. La modalità storia, quella principale, è semplicemente composta da 4 leghe da scalare. Da subito si nota una ripetività non indifferente che, nonostante possa essere attenuata dalla possibilità di cambiare pokemon, comunque risulta parecchio pesante. Le prime due leghe inoltre hanno una difficoltà inesistente, nella primissima gli avversari non attaccano proprio, ma le scalate vi porteranno via comunque un paio di ore di noia. Dalla terza lega c'è un minimo di sfida, ma il tutto culmina in un match scriptatissimo contro mew two, che una volta completato a me personalmente ha fatto passare la voglia di giocare tralasciando la quarta lega finale. Sicuramente si poteva far meglio. Nota a margine, a quanti pokemon sono arrivati nel brand? 700? 850? 1000? Beh, i pokemon giocabili nel gioco credo siano meno di 25, ovviamente nessuno li pretendeva tutti, però sticazzi mi fai 20 char di cui uno è Pikachu versione wrestler, roba da ritardati. Buona grafica, buon comparto tecnico, ma anche tanto blabla inutile prima di cominciare a giocare.

Obs Snow

ha scritto una recensione su Silent Hill: Downpour

Cover Silent Hill: Downpour per PS3

Goodbye to Silent Hill, l'horror nel lato tecnico.

Pochi giri di parole, Downpour non si può che catalogare come un gioco osceno dal punto di vista tecnico. Sono stato sempre poco esigente su questo fattore, ma questo titolo è riuscito a farmi lanciare il pad per gli errori madornali fatti in fase di sviluppo almeno un paio di volte. Chiunque avrà notato i cali di frame fino al freeze totale frequentissimi durante tutta la durata del gioco, che combinati a una telecamera non proprio user friendly e ad un sistema di combattimento che non ammette errori, regalerà sprazzi di frustrazione spesso e volentieri. Questo è sicuramente il problema principale. Come contorno invece bug pesantissimi che uccidono letteralmente l'esperienza di gioco. Immagino che a tutti sarà capitato, dato che a me è successo per 3 volte nella stessa run, che i mostri in città in preda ad un glitch smettano di attaccare indietreggiando ad oltranza. Tutti, senza eccezioni, nonostante siano di qualcosa come 4 generi diversi in tutto, roba abbastanza deludente. Obbligo di dover caricare un vecchio salvataggio, tristissimo perché i caricamenti son già frequentissimi e lunghi, e gli autosalvataggi funzionano a singhiozzo. Mi è capitato che un paio saltassero, magari dopo cut-scene (che ovviamente non si possono saltare in alcun modo, ma grazie) per la precisione quando si raggiunge la torre radio e dopo c'è la sezione con il void (?) che ti insegue e magari ti fa morire. Caricamento e di nuovo cut-scene di 8-9 minuti. Non è tutto purtroppo. L'interfaccia è troppo semplice, ci si ritrova spesso a raccogliere armi (insensatamente numerose anche in zone prive di nemici) che non servono, infatti queste non sono differenziate in alcun modo dai file o dagli oggetti utili per la storia sul percorso, con il comando che si limita a dirti vagamente "raccogli" quando sarebbe bastato aggiungerci una parola specificatrice. Vi ritroverete dunque a raccoglierle per lasciarle subito dopo, soprattutto all'inizio, quando sono ancora difficili da riconoscere. Stesso problema per la mappa, più di 40 appartamenti/negozi/luoghi di interesse da visitare, e doversi ricordare a memoria ogni volta cosa fosse e dove, ho dovuto scaricare una mappa da internet più approfondita per evitarmi ore di gioco condite da tutto ciò che è scritto sopra a vagare più o meno senza meta . Pistola: se sei spalle al muro molto spesso risulterà inutile dato che i nemici verranno colpiti, ma i proiettili non recheranno danno. Stesso problema quando si spara attraverso una finestra o una porta aperta. Tragicomico. Fucile: non è considerato un'arma da inventario, ma arma bianca. Se impugnato impedirà di usare altre armi bianche più efficaci a seconda del numero e dal tipo di nemico da affrontare. Bisognerà comunque portarsela dietro con cautela, ma le probabilità che cada e vada perso è altissima, dato che scivolerà spesso quando verrete attaccati, userete una sporgenza ecc. Ma una cazzo di fascia per metterlo in spalla, no? Chiusa questa parentesi che dovevo esternare per onestà intellettuale, passiamo ai pro e ai contro più veniali.

PRO:

Numerosissime citazioni, da film ad altri giochi ecc.
Fattore nostalgia con alcuni vecchi brani della serie molto ben riuscito.
Buone OST, seppur non ai livelli di Yamaoka, ovviamente.
Ottimi effetti sonori, vi capiterà di sobbalzare per i vostri stessi passi.
Free-roaming riuscito, nonostante gli evidenti limiti che non lo fanno apprezzare a pieno.
Side quest interessanti, seppur spesso mal strutturate o di difficile interpretazione.
Finali alternativi numerosi.
Ottima longevità.

CONTRO:

Sicuramente il peggior SH tra i canonici.
Personaggi secondari a questo giro deludenti.
Hanno eliminato i mini-boss che si potevano trovare in Homecoming e in altri SH, scelta discutibile.
4 tipi di nemici diversi.
Fattore scelte/karma accennato e per nulla sviluppato, solo 3 durante tutta la modalità storia.
Inventario scomodissimo e poco intuitivo, per usare un eufemismo.
Lato tecnico tra i peggiori nel panorama, inammissibile per un titolo che dovrebbe aspirare ad essere un tripla A.
I SH sono sempre stati famosi per situazioni inimmaginabili che lasciano a bocca aperta. Nonostante Downpour sia per distacco il SH che durà di più, manca di situazioni che rimangono impresse nella mente del giocatore ed entrano nella storia del panorama videoludico. Le strade nebbiose nel primo, Lisa Garland, Pyramid Head nel secondo, Il parco e le giostre nel 3, ma anche il coniglio rosa, Il faccione di Eileen in the Room e Seymour, il boss scarlatto nell Homecoming. Forse l'unica scena che rimarrà nella mente del videogiocatore alla fine della fiera sarà quella nella side quest del marito con l'ascia, nulla più, purtroppo.

Ahimè SH è uno dei primi amori e sarò largo con il voto, anche perché nonostante tutto mi ha portato via 25 ore. Occasione persa comunque, fosse stato più curato l'avrei persino paragonato, con i dovuti limiti, a un must nel suo genere come TEW2 che lo ricorda come strutturazione della città e libertà di movimento. Triste vedere una serie così famosa e affascinante chiudere prima così e poi con l'intoppo di SILENT HILLS.

Goodbye to Silent Hill.

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