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Su Paul Joestar

Classico giocatore con forte dipendenza dalle serie tv, fissato con JoJo, Dragon Ball, Evangelion e Captain Tsubasa, maestro di Final Fantasy, Gang-Star, amante (incapace) dello stealth e sfegatato tifoso della Juventus.

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GearBoy
Cover The Legend of Zelda: Breath of the Wild per Nintendo Switch

Nintendo dovrebbe darsi al mobile

Questo è oggettivamente il peggior zelda.
Sembra sviluppato dalla Hasbro, stessa marca che produce anche switch.
Ormai nintendo si focussa solo su un pubblico minorile.
Ci sono in tutto tipo 3 modelli di nemici che cambiano solo colore, come nei giochi del NES.
I dungeon sono per bimbi con disturbi dell' attenzione provocati da Clash Royale con degli enigmi da settimana enigmistica.
Il sistema di combattimento è meno profondo di quello di The Witcher.
L'open world fa cacare, si sarebbero dovuti ispirare a Skyrim.
Non ci sono subquest interessanti e gli NPC sono meno profondi di quelli di Dark Souls.
Non capisco tutti quei nutellari che frignano perchè vorrebbero che il gioco x di Nintendo abbia l' open world "alla breath of the wild", perchè sinceramente sarebbe da taglio nelle vene.
Spero che diano Metroid Prime in mano al team di Bethesda che ha fatto Doom, perchè nintendo sennò lo trasformerà in My little pony nello spazio.

Paul Joestar

ha scritto una recensione su Control

Cover Control per Xbox One

No, non è Quantum Break al femminile

Quando Remedy e Microsoft si sono staccate ci sono rimasto male, sia perchè ai tempi erano uno dei pochi studi di qualità che pubblicava per loro, sia perchè senza i soldi provenienti da Redmond sarebbero dovuti andare parecchio al risparmio.
Ed è così che è nato Control, un gioco probabilmente fatto con qualche milione di euro, probabilmente senza beta testing, dove mamma Sony è riuscita ad aggiudicarsi pure le patch in esclusiva temporale e con gravissimi problemi di performance sulle tre home console meno potenti.
Eppure il voto parla chiaro, per me Control è uno dei giochi migliori usciti in questa generazione.
Perchè?

Perchè Control utilizza il Northlight Engine, lo stesso motore che aveva fatto di Quantum Break un capolavoro grafico su Xbox One nonostante girasse a 720p.

Perchè Remedy è riuscita a fare di necessità virtù. Abbiamo pochi soldi? Cambiamo genere, rendiamolo un action/tps metroidvania.
Control è ambientato totalmente negli uffici della Oldest House, sede del Federal Bureau of Control. Le ambientazioni però non sono soltanto quelle che trovate nei grandi palazzi: uffici, hall sterminate e chi per loro... Ma ci sono diverse sorprese che non sto a svelarvi ed inoltre ha un bel level design.

Perchè Control è un gioco che premia l'esplorazione ed il backtracking, che vi permettono di svelare pezzi di storia importanti, luoghi nascosti e di prendere materiali utili per migliorare la vostra arma. Inoltre ha alcune missioni secondarie, poche e buonissime.

Perchè il gameplay è intuitivo, veloce e divertente. Dovrete muovermi molto, usare le abilità ed alternarle sapientemente allo shooting. Jesse Faden acquisirà sempre più poteri nel corso dell'avventura, potenziarli come si deve sarà fondamentale soprattutto nella prima metà del gioco e per riuscire a completare le secondarie.

Perchè Control è il miglior lavoro di Sam Lake. Lo scrittore Finlandese ha creato una storia ed una lore curatissime, ottimi personaggi ed ha veramente incastrato tutto alla perfezione, con una cura dei dettagli inverosimile. Abbiamo ancora un paio di avvenimenti secondari da contestualizzare, ma credo proprio che i dlc serviranno per quelli e per LUI.
Per chi non fosse avvezzo ai giochi Remedy comunque, vi avviso che ci sono tantissimi documenti da leggere e video da guardare ed ascoltare, senza i quali rimarreste all'oscuro di gran parte di quello che accade o è accaduto intorno a voi, comprese le varie storie dei tanti oggetti presenti nella Oldest house.
Tutto questo è insomma un lavoro mastodontico, molto più grande e curato anche dei principali concorrenti (colleghi nel prossimo futuro?) che lavorano in California...

Se non avete un PC o una Xbox One X, sperate nelle prossime patch, ma se riuscite a passare sopra ai problemi di performance, vi ritroverete un titolo curatissimo, divertente ed entusiasmante, che vi spingerà a voler arrivare il prima possibile al finale... Che se avete giocato i giochi Remedy potreste già immaginare di che tipo sarà.

Insomma giocatelo, anche se le pratiche commerciali di Sony e 505 Games meriterebbero solo sputi in piena faccia...
Il gioco è troppo bello per farlo cadere nel dimenticatoio

9.5

Voto assegnato da Paul Joestar
Media utenti: 8.1 · Recensioni della critica: 8.9

Paul Joestar
Cover What Remains of Edith Finch per Xbox One

Solo un diario?

Giant Sparrow mi colpì tantissimo con The Unfinished Swan, ma con What Remains of Edit Finch ha fatto ancora di più.
Stiamo parlando di un classico "Walking Simulator", dove interpreteremo l'ultima discendente della sfortunata famiglia Finch, Edith.
Una famiglia forse maledetta, perchè quasi ogni suo membro è morto prematuramente o in modi incredibilmente fantasiosi.
Parlando della storia: Edith ha ricevuto la casa di famiglia in eredità dalla madre e decide così di tornarci per poter finalmente capire come siano morti tutti i suoi parenti.
Inizia così un'avventura incredibile, nella quale ripercorreremo in prima persona tutte le morti della famiglia Finch, a cominciare dalla prozia materna di Edith.
Ognuno di questi flashback porterà una diversa sezione di gameplay, sempre molto basilare, che vi porterà spesso a far sì che voi stessi siate gli artefici della vostra morte... Una in particolare è stata molto difficile, emotivamente, da portare a termine...

What Remains of Edit Finch è un titolo breve, ma in quelle 2 ore vivrete un incredibile turbinio di emozioni, che vi porterà ad un finale che sicuramente vi rimarrà nel cuore.
Consiglio di giocare il titolo in un'unica sessione, in modo che possiate vivere totalmente tutto l'insieme delle piccole e grandi cose che Giant Sparrow ha voluto creare.
Un titolo narrativamente eccellente, emozionalmente potente e con tanto da dire. Non tecnicamente però, perchè il framerate è piuttosto altalenante e spesso porta a dei fastidiosi microscatti, ma sono cose che passeranno velocemente in secondo piano.
Fatevi un favore, mettetevi un paio di cuffie e supportate Giant Sparrow.

9

Voto assegnato da Paul Joestar
Media utenti: 8.9 · Recensioni della critica: 8.8

Paul Joestar
Cover Hellblade: Senua's Sacrifice per Xbox One

This feeling is not sadness, this feeling is not joy

Ho atteso qualche giorno per recensire Hellblade, a caldo probabilmente il voto sarebbe stato ancora più alto.
A mente fresca, posso comunque tranquillamente dire che questa è stata la mia migliore esperienza di questa generezione.
Descritto come un indie con valori produttivi da AAA, sarebbe più corretto parlare di comparto tecnico con valori produttivi da AAA. Perchè l'impianto sonoro è assolutamente fuori scala, così come la narrativa del gioco.
Il comparto visivo è quindi davvero clamoroso, soprattutto artisticamente. Ninja Theory ha creato un mondo norreno stupefacente, in ogni sua componente.
Ma passando al gioco, Hellblade ci mette letteralmente nei panni di una ragazza, Senua. Una guerriera, una donna che amava follemente il suo uomo, Dillion, morto durante l'incursione dei Norreni nel suo villaggio. Senua soffre, si incolpa di questo avvenimento e decide di affrontare un lungo viaggio per e dentro l'Helheim, il regno dei morti della mitologia norrena. Lo scopo è riportare indietro il suo amato, tenendo la sua testa sempre attaccata alla vita.
Ma Senua non è sola, non lo è mai. Ha evidenti problemi, ne soffre tremendamente. Sente delle voci, costantemente. Non solo quella di Druth, unico sopravvissuto alla tragedia, ma anche e soprattutto le sue.
Il gioco ci avvisa immediatamente sin dal suo primo avvio, Ninja Theory ha fatto tutto questo anche per sensibilizzare il pubblico sui problemi delle malattie mentali.
E sarà proprio la psicosi di Senua il suo principale nemico, non gli Dei Nordici, non la terrificante Hela. Le ascolterete? A volte vi aiuteranno persino, nella risoluzione degli enigmi ed in battaglia.
Tutto ciò è coadiuvato da un'interpretazione straordinaria di Melina Juergens, al suo primo lavoro da attrice. Giocando il gioco vi renderete conto del lavoro incredibile che ha fatto nell'interpretare Senua, guardando i dietro le quinte, ancora di più.
Vorrei inoltre parlarvi della meccanica del "permadeath", che in realtà nel gioco non esiste. Ascoltate però la sua descrizione, leggete attentamente i sottotitoli e teneteli a mente, noterete che tutto torna in un determinato punto del gioco.
Quindi è tutto oro qui? No, il gioco ha evidenti limiti ludici, ma non necessariamente diventano difetti data la struttura del titolo.
Stiamo parlando di un gioco assolutamente lineare, con pochissima interazione ambientale e senza alcunché che devii dalla sua struttura di base. Gli enigmi si basano esclusivamente sulla concentrazione e sullo scovare determinati simboli, il combat system è basilare e resta identico dall'inizio alla fine e la longevità si assesta, credo, tra le 6 e le 8 ore.
Dipenderà da come intenderete il gioco, potrebbe anche annoiarvi terribilmente.
Io, personalmente, lo considero come un'esperienza videoludica da fare, obbligatoriamente con le cuffie. Il viaggio di Senua è intenso, affascinante e maledettamente ben costruito.
Se non vi dispiacciono i giochi lineari, ma soprattutto se amate la mitologia norrena, dategli una possibilità, potrebbe davvero sorprendervi.

8.8

Voto assegnato da Paul Joestar
Media utenti: 7.4 · Recensioni della critica: 8.2

Paul Joestar

ha scritto una recensione su Halo 4

Cover Halo 4 per Xbox 360

Don't make a girl a promise you can't keep

Non sapevo cosa aspettarmi dal primo Halo di 343i, specialmente dopo quel capolavoro di Reach.
Ho avviato il gioco con un po' di timore, conscio che stavolta non ci sarebbe stato nemmeno Martin O'Donnell ad accompagnarmi durante la quarta epopea del più famoso degli Spartan.
Partire dal finale di Halo 3 è stato un colpo al cuore, davanti a Chief si parano immediatamente vecchie conoscenze, ma si capisce subito che stavolta sarebbero state, almeno inizialmente, di contorno.
Lo si intuisce dal nuovo rapporto tra Chief e Cortana, dai nuovi nemici e dalla direzione che prende dopo poco tempo la campagna, che non fatico a piazzare al secondo posto nelle mie preferenze per quanto riguarda tutto ciò che è inerente alla storia ed ai personaggi.
Strutturalmente la campagna di Halo 4 non differisce molto dai precedenti capitoli, anzi è fin troppo conservativa nel suo svolgimento, sia a livello di puro gameplay, sia di avanzamento generale. Ciononostante vanta un'art direction incredibile, un livello tecnico veramente assurdo per essere una semplice rimasterizzazione (ovviamente parlo della versione nella MCC), un'ottima regia ed anche una bella colonna sonora, che a tratti non fa rimpiangere gli straordinari lavori di O'Donnell.
Menzione speciale andrebbe fatta specificatamente ad alcuni dialoghi ed avvenimenti, che i ragazzi di 343i hanno reso davvero in maniera splendida, ma farei diversi spoile.r...

NON ho provato il multiplayer, lo metto in chiaro perchè so che 343i fece un disastro. Il voto rispetta esclusivamente ciò che mi ha lasciato la campagna.
Il mio consiglio è quindi di giocarlo senza preconcetti, perchè sarà pure conservativo, ma diamine se è emozionante!

8.9

Voto assegnato da Paul Joestar
Media utenti: 8.6 · Recensioni della critica: 9.2

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