Un grande Amore tossico e malato (di malaria).
È veramente faticoso per me inquadrare Far Cry 2. Ho scritto, cancellato e riscritto da capo questa recensione almeno 4 volte in diversi giorni.
Da un lato c'è una pesante lista di difetti che avevo elencato e spiegato nei dettagli; dagli asfissianti e famigerati posti di blocco al confuso e noioso sistema dei compagni; dalla pessima trama, per nulla coinvolgente con personaggi completamente piatti e insulsi (escluso l'antagonista), fino all'eccessivo realismo che permea tutto il gameplay a sfavore della sua fruibilità e scorrevolezza, e quindi del divertimento.
Questi difetti, complessivamente, rendono FC2 una gigantesca rottura di palle protrattasi per 50 ore (senza contare le 80 ore passate sul multiplayer per i trofei...) in maniera ripetitiva, monotona e per di più aggravata da noti bug che possono rendere impossibile arrivare ai titoli di coda (grazie Ubi...).
Ma in realtà, nonostante la suddetta mole di problemi, ho amato davvero quest'opera!
Tralasciando l'incredibile avanguardia tecnica e fisica del gioco, compresa l'ottima IA nemica che rende interessante e mai banale qualsiasi scontro a fuoco, il mondo e l'ambientazione di Far Cry 2 (ma ripeto, non la trama oscena) mi hanno immensamente conquistato e coinvolto. Mi sono sentito profondamente immerso in quel mondo di merda fatto di scontri e violenze continue, assalti incessanti senza respiro, tradimenti e doppi o tripli giochisti (noi in primis) senza pietà, pronti a tagliarsi la gola a vicenda per un po' di potere e un pugno di diamanti. Ma soprattutto mi sono sentito positivamente perso in quelle fitte foreste, nei suoi villaggi degradati e nei deserti torridi e ipnotici (e già FC1 era riuscito in questo). Complice soprattutto la scarsezza di viaggi rapidi (nel bene e nel male), ho dovuto impararne strade, scorciatoie e sentieri off-road più sicuri per evitare le assillanti pattuglie; a piedi o al volante, o tramite le rapide e affascinanti vie fluviali (tra i miei spostamenti preferiti), infatuandomi di quel mondo e delle sue costanti minacce.
E di fronte a tali pericoli ho apprezzato anche la possibilità di affrontarli con buona libertà di approccio e sfida. Non è The Phantom Pain, certo, ma è possibile scegliere tra approcci Stealth (ma non sempre) o assalti diretti e ignoranti armati di lanciamissili, granate e lanciafiamme; oppure arrivare a bordo di un veicolo con torretta a falcidiare ogni nemico si ponga davanti.
Far Cry 2 è un grande contrasto tra elementi che lo rendono un vero e proprio Capolavoro ed altri che rompono qualsiasi coinvolgimento e intrattenimento rendendolo faticosamente stressante e ripetitivo. Un Remake volto a sistemarne i più gravi difetti lo renderebbe un'opera incredibilmente carismatica, affascinante e travolgente. Fino ad allora, se mai succederà, credo non lo rigiocherò mai più, ma dubito che dimenticherò facilmente quest'avventura e le ore passate in quelle terre così inospitali eppure così magnetiche.