Color Guardians: ritenta, sarai più fortunato! - recensione
Oggi più che mai il mercato dei videogiochi indipendenti ricopre un'importante fetta dell'industria, tanto che ormai gli indie più promettenti vengono usati da "tappabuchi" per ovviare alla mancanza di produzioni tripla A. D'altro canto, negli ultimi anni sono le stesse Sony, Microsoft e Nintendo a cercare di accaparrarsi i prodotti più interessanti prima della concorrenza, anche se solo un'esclusiva temporanea.
L'ultimo in ordine di uscita è Color Guardians, sviluppato da Fair Play Labs e apparentemente indirizzato ad un pubblico molto giovane. Apparentemente, sì, perché in realtà nonostante la grafica colorata e i buffi protagonisti, Color Guardians si rivela essere un titolo indirizzato a giocatori armati di molta pazienza e soprattutto di un occhio di falco.
Ma andiamo con ordine. Lo scopo del gioco è molto semplice: raccogliere quante più bolle di vernice colorata correndo lungo su tre piani differenti, evitando altresì molteplici ostacoli di diversa natura come staccionate e piante. Tutto molto semplice sulla carta, peccato che per far scoppiare le bolle il nostro alter ego dev'essere dello stesso colore della bolla che si trova di fronte: gialla, blu, rossa. Premendo i tre tasti dedicati è possibile cambiare al volo l'aspetto di Rode e Lia (i due protagonisti), ma ben presto capiremo che gli sviluppatori costaricani in fondo sono dei simpatici masochisti.
