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The Swindle: stealth, azione e steampunk - recensione

Di solito non amo i giochi particolarmente difficili. Ho dato una possibilità a Bloodborne e non me ne sono pentito (anche se sono ancora ben lontano dal finirlo), ma i titoli che mi fanno totalmente perdere il lume della ragione sono quelli old-style. Tanto per dire, Ghosts 'n' Goblins e Metal Slug sono due capolavori, ma solo grazie agli emulatori sono riuscito a finirli senza spendere uno stipendio. Stesso discorso per una miriade di titoli "da sala giochi", primi tra tutti i picchiaduro a scorrimento griffati Capcom.



Più di recente, titoli più o meno indie come Super Meat Boy, Dustforce, N+, The Binding of Isaac, Castle Crashers e compagnia bella hanno rinverdito la moda dei giochi che fanno sudare sette camicie. A questa famiglia va ora aggiunto un nuovo membro, il qui presente The Swindle.



Se siete tra coloro che adorano gli inizi morbidi, di quelli che conducono per mano il giocatore spiegandogli tutto quello che deve fare e (spesso) come deve farlo... beh, meglio che lasciate perdere. In questo gioco si inizia subito, senza troppi preamboli e con un tutorial che definire basilare è poco.

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4 agosto 2015 alle 10:15