Arcania: The Complete Tale, a volte purtroppo ritornano - recensione
L'esponenziale, e preoccupante, propensione alle riedizioni in HD nasconde un bisogno che travalica le semplici, ovvie e comunque comprensibili motivazioni commerciali. I videogiochi hanno un congenito problema di riproducibilità che rende la fruizione di un'opera difficoltosa, aprioristicamente impossibile quando sprovvisti di console funzionanti e compatibili con il software prescelto.
Una premessa, questa, che tenta in tutti i modi di giustificare la mossa strategica di JoWooD Entertainment e Nordic Games, publisher di Arcania: The Complete Tale. Non ci possono essere altre motivazioni, del resto, all'infuori di un ingiustificato moto di benevolenza, di generosità, di pietà verso i nuovi acquirenti di PlayStation 4 e Xbox One i quali, in assenza di questa conversione, non avrebbero altrimenti potuto godere delle "gioie" del loro prodotto, fino a poco prima confinato, per non dire giustamente imprigionato, su PC, PlayStation 3 e Xbox 360.
Libero di fare sfoggio di tutti i suoi difetti e bug anche su sistemi ben più prestanti di quelli disponibili anni fa (l'originaria release è datata 2010), viene da chiedersi che bisogno di fosse di ricordare, a fan e non, la triste fine di una saga, quella di Gothic, che era partita col botto.
