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Volume: il nuovo re dello stealth? - recensione

Mike Bithell non è di certo uno dei primi arrivati nel panorama indie ma sviluppare un titolo appartenente a un genere completamente diverso, con ambizioni decisamente più importanti rispetto al proprio primo progetto, rappresenta una sfida non da poco anche per il talentuoso sviluppatore britannico. Per chi non lo conoscesse, Bithell è il creatore di Thomas Was Alone, un platform che sin dal debutto come browser game ha raccolto consensi, meritandosi una release completa nel 2012, recensioni più che positive e una buona dose di premi.



Come ogni creativo che si rispetti il buon Mike ha deciso di non fossilizzarsi sul proprio successo dando il via a un progetto che si basa sui primi Metal Gear Solid. Un progetto come detto più ambizioso soprattutto grazie al successo e ai guadagni garantiti da Thomas Was Alone e al sostegno di Just Add Water, software house che si occuperà delle versioni console del titolo (PS4 e PS Vita).



Volume si propone innanzitutto come un titolo stealth minimalista che utilizza una visuale a metà tra quella isometrica e quella a volo d'uccello, e che punta forte su un gameplay divertente e almeno sulla carta essenziale, nonché su un gran numero di livelli da completare (100 quelli legati alla sola modalità storia) ma che non disdegna la creazione di un buon background narrativo incentrato su una rivisitazione in chiave moderna della leggenda di Robin Hood.

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18 agosto 2015 alle 09:15