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Project Zero: Maidens of the Black Water - recensione

In passato era diffusa la credenza secondo cui fotografando una persona le si rubava l'anima. Una convinzione assurda, naturalmente, ma che in parte è servita a far nascere l'idea alla base della serie Project Zero.



Nella serie horror di Tecmo, infatti, usando una speciale macchina fotografica chiamata Camera Obscura i protagonisti dei vari episodi erano in grado non solo di vedere cose che l'occhio umano non era in grado di percepire, ma anche di esorcizzare i fantasmi "rubandone" la forza vitale.



Per molto tempo la saga di Project Zero è stata affiancata a Resident Evil e Silent Hill, in quanto a qualità dell'esperienza in ambito horror. Ora che Resident Evil è diventato uno sparatutto di modesta qualità e che Silent Hill è rimasto vittima delle bizzarre politiche di rinnovamento di Konami, l'uscita di un nuovo episodio di Fatal Frame (il nome con cui la serie Tecmo Koei è conosciuta in America) è una vera manna dal cielo per gli appassionati del genere.

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19 ottobre 2015 alle 17:10