Darksiders 2: Deathinitive Edition - analisi comparativa
Anche se un terzo capitolo della serie Darksiders deve ancora essere annunciato, Nordic Games sembra aver voluto sondare il terreno con la rimasterizzazione di Darksiders 2 su PS4 e Xbox One, sottotitolata Deathinitive Edition. La conversione è stata affidata a buone mani, visto che lo sviluppatore Gunfire Games annovera tra le sue fila molti ex-membri di Vigil Games che hanno lavorato in precedenza ai due Darksiders esistenti. La sensazione è che questa rimasterizzazione possa essere un punto di partenza per un qualche tipo di sequel: invece di convertire il titolo esistente, il team ha prodotto un modello d'illuminazione notevolmente migliorato, adatto alle piattaforme current-gen, oltre a texture di risoluzione più alta e geometrie rimodellate.
Nella Deathinitive Edition è stato chiaramente infuso molto lavoro, ma queste migliorie richiedono un prezzo da pagare, che consiste in un limite di 30fps in linea con le versioni originali per console. La prima edizione PC girava tranquillamente a 1080p60 con impostazioni massime anche su hardware grafico relativamente limitato: tenendolo presente, a che tipo di upgrade siamo di fronte? Il passo in avanti fatto nel comparto grafico dalla Deathinitive Edition è sufficiente a rendere l'esperienza migliore di quella già disponibile su PC, nonostante il frame-rate inferiore?
La qualità dell'immagine è sicuramente migliorata su PS4 e Xbox One. Entrambe le console renderizzano stavolta a 1080p nativi, e la precedente soluzione di rilevamento dei bordi e sfocatura è stata rimpiazzata da un anti-aliasing post-process più raffinato. Le scalettature non sono mai state un grosso problema nella versione PC originale, e il nuovo metodo utilizzato da Gunfire Games fa un buon lavoro nel fornire un'immagine pulita con pochi difetti, nonostante sia visibile una leggera sfocatura delle texture.
