Magic the Gathering: l'Italia è campione del mondo 2015
È stato un weekend trionfale per l'Italia, per tutto il Paese, perché non si vive solo di calcio, di basket o di MotoGP, ma anche di videogiochi e di giochi di carte collezionabili. Qualcuno lo ha scoperto soltanto ieri sera, qualcun altro lo sa da tempo: a sperarci da sempre, invece, sono stati Marco Camilluzzi, Andrea Mengucci, William Pizzi e Francesco Bifero, i quattro ragazzi che da ieri sera sono campioni del Mondo di Magic the Gathering, sotto il tricolore italiano.
Una squadra costituita da quattro giocatori provenienti da tutt'Italia, a partire dal capitano, Camilluzzi, originario di Roma, seguito da Bifero, originario di Napoli, nonché il più giovane del gruppo, Mengucci delle Marche e Pizzi, l'unico proveniente dal nord, dal Piemonte. Un segnale forte, che rappresenta una prima vittoria per il brand di Wizards of the Coast, da sempre pronto a propugnare l'importanza del gruppo, dell'unione, dell'incontro delle persone sotto la stessa egida, quella di Magic: d'altronde senza il gioco di carte collezionabili i quattro campioni del mondo non sarebbero mai venuti in contatto, non si sarebbero mai incontrati, non avrebbero mai condiviso la stessa passione e combattuto per un unico successo, quello della propria bandiera. Invece il percorso trionfale li ha portati a battere la Scozia ai quarti di finale, l'Austria in semifinale e la Thailandia, vendicandosi della sconfitta alla prima giornata, nella ostica finale, che ha permesso ai quattro vincitori di portare a casa un montepremi di 12.000 dollari a testa. Eppure il team, all'inizio della competizione, non era assolutamente dato per favorito, un po' come capitò, se volessimo fare un parallelismo citato anche da Mengucci, all'Italia di Marcello Lippi nel 2006: sempre Mengucci aveva già partecipato l'anno precedente alla competizione, nei panni di capitano, ma non era riuscito ad arrivare al Day 2. Stavolta però, accanto a Camilluzzi, l'altro giocatore più esperto del quartetto, entrambi con almeno una top 8 al Pro Tour nel palmares personale, ha avuto il proprio riscatto.
Ogni round, durante il Mondiale, prevedeva che tre membri giocassero e che il rimanente si occupasse del ruolo di coach, assistendo eventualmente gli altri tre giocatori impegnati a sfidare gli avversari, con consigli e pareri sulle giocate da compiere. Una sorta di angelo custode: è toccata a Bifero tale parte per tutta la top 8, stando al fianco di William Pizzi, il cui mazzo si temeva potesse rappresentare l'anello debole della catena. Così non è stato, perché in finale Pizzi ha vinto con facilità il suo match, con un secco 2 a 0, che ha spianato la strada agli altri membri del team, in particolar modo a Mengucci, chiamato alla vittoria decisiva per 2 a 1 contro il suo avversario. Già in semifinale, però, Pizzi era riuscito a ribaltare le attese vincendo il match decisivo, dopo la sconfitta di Camilluzzi e la vittoria di Mengucci. Con questa sinergia e con tanta abnegazione, l'Italia ha portato a casa il primo Mondiale nella storia di Magic the Gathering, diventando il 12esimo Paese a trionfare in 21 anni di competizione: prima di lei Stati Uniti, Giappone, Svizzera, Slovacchia, Cina, Taipei, Germania, Francia, Canada, Olanda e Danimarca, in ordine sparso. Proprio con i primi, gli Stati Uniti, e con il Canada, l'Italia si è allenata prima della competizione, passando anche dal testing con il team brasiliano, tra i favoriti per la vittoria finale: da questa fase di preparazione con i tre Paesi americani sono usciti i tre mazzi da portare a Barcellona, il palcoscenico del trionfo.
Erano 280 giocatori, da 70 Paesi diversi, per un evento mondiale che ha attirato l'attenzione di tutti e che ora ha fatto la storia di Magic in Italia, portando il nostro Paese sul tetto mondiale del gioco di carte collezionabili più giocato di sempre, disponibile da diversi anni anche nella sua controparte videoludica, sia per PC che per console, senza dimenticare i supporti iOS su iPad. Un prodotto che, però, non ha mai smesso di avere una mission particolare: aggregare tutti i giocatori attorno a un tavolo, nello stesso luogo a condividere la propria passione, che sia tu italiano o che sia tu thailandese. Con l'unica differenza che l'italiano, quest'anno, è stato il più forte di tutti.
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