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Cobalt - recensione

Cobalt può sembrare a prima vista un action shooter 2D in stile "metroidvania" come tanti, ma sotto la superficie cela una profondità degna di nota. Basti pensare che il gioco offre ben 6 modalità tra single-player e multiplayer competitivo e cooperativo. Vanta 80 mappe e ben 67 armi tra cui scegliere, un innovativo sistema di combattimento il cui punto focale è rappresentato dalla possibilità di deflettere i colpi eseguendo capriole in bullet time, ma anche meccaniche stealth, loot, puzzle, dialoghi a scelta multipla e persino un editor di livelli. Il piccolo studio indie Oxeye ci ha lavorato per ben 5 anni, e si vede.



Il menu iniziale ci permette di scegliere tra diverse modalità offline e online. Tra queste vi è un tutorial (caldamente consigliato) che consente di prendere confidenza con il battle system che, molto complesso, richiederà del tempo per essere metabolizzato. Iniziando la modalità storia vestiremo i panni di Cobalt, un robot membro dell'Unità Spedizione Boreale, inviato su un pianeta sconosciuto alla ricerca delle origini della sua specie. Questa modalità si potrà affrontare in solitario o in multiplayer locale. Se ne avete la possibilità, consigliamo questa seconda opzione: ne conseguirà un divertimento più che raddoppiato.



Nel corso del suo cammino Cobalt incontrerà svariati nemici che tenteranno di ostacolarlo con ogni tipo di arma. Per contrastare tali minacce potrà contare su tre classi di armi: corpo a corpo, da fuoco e da lancio. Ogni tipologia avrà una sua chiave tattica e sarà utile avere a disposizione un arsenale vario. Per quanto concerne la difesa, la meccanica principale ruota attorno alla deflessione dei proiettili: quando un colpo letale viene lanciato si attiverà automaticamente una modalità bullet time, il tempo rallenterà e saremo chiamati a volteggiare in aria per salvarci la pelle.

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10 febbraio 2016 alle 17:10