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Battleborn - prova

Londra - A giocare senza support si perde nella modalità Incursion di Battleborn: l'abbiamo imparato a Londra, invitati da 2K, durante un paio d'ore di accesissimi scontri 5 contro 5. L'impostazione è notevolmente simile a quella di un MOBA: una buona composizione della squadra è fondamentale per la buona riuscita della partita, e senza support non si va da nessuna parte. Il ruolo dei personaggi più difensivi, invece, non è sembrato così al centro dell'esperienza, ma è probabile che sia solo un'impressione iniziale e che non si possa fare a meno di qualcuno capace di attirare su di sé le attenzioni degli avversari, e soprattutto di minion, super minion e mercenari.



Già da queste prime frasi i giocatori appassionati di battle arena avranno già capito di che stiamo parlando. Battleborn infatti, o almeno questa sua specifica modalità, è esattamente un MOBA in prima persona, con tutte le meccaniche del caso. Se invece non vi siete mai avvicinati a DOTA 2, League of Legends o Heroes of the Storm ecco come funziona il tutto: due squadre di cinque giocatori (3 dps, un support e uno più difensivo) si scontrano in arene speculari con l'obiettivo di distruggere le due sentinelle avversarie (che equivalgono alle torri).



Per arrivare a bersaglio è fondamentale scortare i minion che vengono generati automaticamente nella nostra base e lasciare che assorbano il fuoco delle sentinelle nemiche permettendoci di attacarle incontrastati. Gli obiettivi sono due, il primo piuttosto facile da abbattere, il secondo più coriaceo. Ad aiutarci troviamo vari mercenari: creature che dopo essere sconfitte si uniscono alla nostra causa aiutando la spinta delle ondate di minion.

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10 marzo 2016 alle 14:10