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Steamroll – Recensione

Non capita spesso di trovarsi davanti un videogioco steampunk e, in tutta verità, non capita nemmeno questa volta. Steamroll infatti è un videogioco che presenta degli elementi steampunk ma che di fatto non lo è, né per concezione, né per elementi grafici e nemmeno sul lato storytelling. L'idea di per se è tutt'altro che malvagia, si tratta di un action puzzle in 3d dove il movimento esplorativo della nostra macchina, una sfera rotante a vapore, è incrociato con una sorta di minigolf, quando infatti incontriamo una stazione a vapore il veicolo si smonta diventando una specie di torretta in grado di lanciare sfere con diverse proprietà che servono alla risoluzione degli enigmi, i quali terminano tutti con l'apertura di una porta o di un corridoio che ci manda al livello successivo. Il grado di successo è tarato sulle risorse utilizzate, il tempo impiegato o sulla combinazione dei due.





INSEGUENDO LA SFERA
Ma le stazioni non sono tutte uguali ed è forse questa la peculiarità del gioco, alcune non contengono tutte le tipologie di sfere, altre sono a bassa pressione per cui gli artefatti non possono andare troppo lontano, a volte rischiano di esploderci addosso. Il tiro è abbastanza facilitato, la rotazione della stazione è infatti bloccata per angoli fissi per cui non ci troveremo a dover sfiorare i controller di pochi decimi di millimetro per indovinare la sponda perfetta, devo ammetterlo, centrare alcuni bersagli dà molta soddisfazione, così come vedere saltare in aria la scenografia, se utilizzate il massimo livello di dettaglio vedrete anche pezzi sparsi volare per l'aria. Differentemente da tanti altri puzzle in questo, grazie alla vena action di cui sopra, si può morire cadendo nel vuoto o semplicemente finendo il vapore che deve essere ricaricato presso le stazioni costringendoci a volte ad una veloce ritirata con metà del serbatoio vuoto senza sapere se rimarremo per strada o meno.



Steamroll è un videogioco che presenta degli elementi steampunk ma che di fatto non lo è
Il protagonista, nella migliore tradizione di Tesla e compagni, è un giovane ingegnere la cui storia inizia con una semplice missione di fine tirocinio e via via si complica con l'apparizione degli altri personaggi che intervengono in alcuni momenti del livello non tutti sono disegnati in stile e questo ricade pesantemente sulla possibilità di fondersi con il gioco che resta sempre abbastanza distante dandoci quasi l'idea di guardarlo da fuori, le telecamere la cui gestione non è sempre ottimale complicano la cosa ancora di più, una vista zenitale dall'alto, consultabile in qualsiasi momento, avrebbe sicuramente aiutato gli appassionati del genere che di solito si curano ben poco dell'aspetto grafico.





Quest'ultimo non è strutturato male con l'eccezione delle texture che si presentano ripetitive ed a volte non sono giuntate in maniera perfetta, i disegni contenuti all'interno delle schede consultabili invece sono decisamente fuori contesto, ma talmente tanto che ho avuto il dubbio che siano semplicemente provvisori- Anche il sonoro di Steamroll è minimale ma progettato bene. Ho potuto notare anche qualche piccolo bug per il quale la nostra sfera rimane incastrata e siamo costretti ad abortire la missione, questo avviene soprattutto sulle rampe e sulle passerelle ed è lo scotto da pagare per aver reso esplorabile parti della mappa che al fine del gioco sono assolutamente inutili.



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16 marzo 2016 alle 15:11