Ghostbusters: Max Landis parla del suo capitolo scartato e giudica il reboot
Max Landis, sceneggiatore di Chronicle e American Ultra, ha postato su Twitter alcuni suoi giudizi sul reboot di Ghostbusters, diretto da Paul Feig, rivelando alcuni retroscena su quando presentò alla Sony le sue idee per il terzo film ufficiale del franchise, poi scartato a favore del reboot di Paul Feig. Landis ha infatti dichiarato a Slashfilm:
“Il terzo atto è decisamente sciocco. Il personaggio stereotipato in maniera razzista è esattamente come lo avete visto negli spot. Ma ci sono alcuni momenti molto divertenti. Gli darei un 5 / 10. La parte veramente poco funzionale è dovuta al fatto che c'è zero consistenza interna su come funzionano i fantasmi. Hanno fatto un nuovo Ghostbusters che è abbastanza blando e che è a tratti divertente, anche se qualche volta non ha senso e a volte è vagamente razzista. Una parte di me voleva che fosse brutto per via del reboot come espediente superficiale, e una parte di me voleva che fosse un gran film per dare uno schiaffo a tutti i misogini. Alla fine non sono stato accontentato né in un senso né in un altro. Ho parlato con gente che lo ha odiato e con gente che lo ha adorato. Dopo averlo visto, sono colpito dal fatto che abbia generato ogni tipo di risposta forte.”
Landis ha poi continuato, parlando della sua visione del terzo capitolo:
“Circa due anni fa ho menzionato alla Sony che avrei voluto lavorare sul nuovo Ghostbusters, ma sapevo che avevano già uno script. Rimasi sorpreso dalla reazione positiva alla mia idea durante la riunione, e mi venne chiesto di tornare con una versione più completa. Volevo creare un Ghostbusters alla maniera di Brad Bird: un grosso, divertente e emozionante action movie estivo che potesse anche commuovere il pubblico. Tuttavia, il meeting con Reitman continuava a essere posticipato. Ero confuso. Prima una settimana, poi due, poi tre. Il mio agente continuava a dirmi di non andare nel panico. Poi ho ricevuto una specie di email di scuse dal dirigente che avevo contattato: ‘Non questa volta' diceva. ‘Che è successo?' chiesi io. ‘Paul Feig' fu la risposta. Il mio Ghostbusters non era un sequel di Ghostbusters 2, ma un vero e proprio sequel dell'intero franchise. Un po' come Aliens – Scontro Finale rispetto a Alien, Terminator 2 rispetto a Terminator. Era una grossa e divertente commedia con tanta azione, tanti fantasmi fuori di testa e un grande cuore.”
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