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3D Gunstar Heroes – Recensione

3D Gunstar Heroes
La punta di diamante della SEGA 3D Classics?



Sul finire del 2012 SEGA ha inaugurato la sua linea 3D Classics, con la quale si proponeva di dare nuova linfa vitale ai suoi classici dell'era Mega Drive (principalmente) con l'ausilio del 3D stereoscopico (ne ho parlato più approfonditamente nella recensione di 3D Streets of Rage, al paragrafo “Nintendo GigaDrive!”).



Mentre in Giappone escono continuamente titoli, seppure a cadenza irregolare, nei territori occidentali SEGA ha scelto una strategia diversa: la prima tranche si è consumata fra novembre e dicembre del 2013, mentre la seconda è stata “spalmata” lungo il 2015. 3D Gunstar Heroes rappresenta con tutta probabilità il penultimo gioco di questa ondata, che dovrebbe chiudersi in bellezza con Sonic the Hedgehog 2.



La leggenda
La frase fatta più comune in casi del genere è “questo gioco non ha bisogno di presentazioni”, ma, visto che è uscito più di vent'anni fa, quando buona parte dei videogiocatori moderni doveva ancora nascere, non ometteremo di presentare ai nostri lettori Gunstar Heroes.



Gunstar Heroes è l'opera prima di Treasure, software house entrata nell'Olimpo del videoludo grazie a molti altri cult-game, fra cui Radiant Silvergun, Ikaruga e Sin & Punishment. Debuttò nel 1993 su Mega Drive, ottenendo numerosi riconoscimenti dalla stampa specializzata, che continua regolarmente a inserirlo nelle varie liste dei migliori videogiochi di tutti i tempi. Il genere scelto da Treasure è quello dei run and gun, in quegli anni consacrato da serie come Contra; ciò detto, bisogna riconoscere a Gunstar Heroes una notevole freschezza, che gli ha consentito di avere un'identità propria, ben distante dagli stilemi di Konami, grazie anche ad alcune intelligenti variazioni su tema (come il bizzarro Dice Palace e il livello spaziale).




Quando c'era lui…
… i giochi erano più difficili! A cavallo fra Anni Ottanta e Anni Novanta, la difficoltà media dei videogiochi era piuttosto elevata, e Gunstar Heroes non è certo fra i titoli più indulgenti dell'epoca.



Sin dalle battute iniziali, il giocatore è posto dinanzi ad alcune scelte che impattano notevolmente sulla playthrough e che, ovviamente, sono irreversibili. La prima riguarda la modalità di fuoco: Red e Blue, i due protagonisti, possono sparare in corsa (free shot) oppure sparare nelle otto direzioni canoniche, ma solo da fermi (fixed shot). Successivamente, bisogna scegliere una fra le quattro armi primarie, dotate di caratteristiche ben diverse. I personaggi dispongono di due slot armi, il secondo dei quali è impiegato per quelle che vengono raccolte nei livelli; il giocatore, in questo modo, ha a disposizione uno sparo secondario e anche uno sparo combinato (primario + secondario), per un totale di quattordici diverse modalità di fuoco, alcune più utili di altre, vien da sé: bisogna sperimentare, oppure consultare qualche guida. Ulteriori possibilità di offesa giungono dalle mosse corpo a corpo, effettuate con lo stesso tasto dello sparo quando il nemico è vicinissimo. La scelta successiva, molto meno impegnativa, riguarda i primi quattro livelli: come avviene in Mega Man, essi possono essere affrontati nell'ordine preferito dal giocatore.



Dopo pochi istanti di gioco, risulta chiaro che Gunstar Heroes non è una passeggiata di salute, anche se alcuni aspetti – il semplice contatto con i nemici non danneggia i personaggi, che non muoiono dopo due o tre colpi, ma all'esaurimento dei punti vita – potrebbero farlo apparire più semplice rispetto ai colleghi. L'azione è rapida e caotica, a causa dell'ingentissimo numero di nemici presenti sullo schermo, che non cessano mai di accorrere. Boss e mid-boss sono frequenti e pericolosissimi, e non sempre i checkpoint sono posti come vorremmo (si pensi alla pestifera Underground Mine).



Per venire incontro ai neofiti, M2 ha pensato di aggiungere due agevolazioni, del tutto opzionali e cumulabili fra loro ad ogni livello di difficoltà: la prima è la Mega Life Mode, che raddoppia gli HP iniziali (da 100 a 200); la seconda è la Gunslinger Mode, che conferisce al giocatore tutte e quattro le modalità di sparo di base, oltre alla possibilità di switchare al volo tra free shot e fixed shot; di fatto, questa modalità elimina il fattore scelta della versione originale. Finendo il gioco si sblocca anche la Mega Shot Mode, alternativa alla Mega Life Mode, che raddoppia il danno delle armi. Secondo me si tratta di un ottimo modo per avvicinare ad un gioco piuttosto scorbutico anche quelle persone che hanno paura di sentirsi frustrate in un momento che dedicano allo svago. Combinando queste aggiunte alla selezione del livello di difficoltà, 3D Gunstar Heroes diviene un'esperienza accessibile a tutti, più o meno.




Quando si invecchia bene
Oltre alla componente ludica, anche quella audiovisiva è invecchiata piuttosto bene, a tal punto da non sfigurare nemmeno più di vent'anni dopo, soprattutto su una console portatile – nemmeno troppo potente – come Nintendo 3DS.



La grafica, coloratissima, pirotecnica e fluidissima, beneficia della maggior risoluzione (anche se non di molto), nonché delle dimensioni contenute dello schermo, che però incidono in parte sul gameplay: a mio modesto parere, è consigliabile giocare almeno su Nintendo 3DS XL, anche se pure su New Nintendo 3DS 3D Gunstar Heroes non è ingiocabile. La conversione fedelissima dona nuova brillantezza all'eccellente materiale originale, che ventidue anni dopo assume una gradevole coloritura retro, soprattutto in relazione al datato stile anime. L'aggiunta del 3D – come al solito disponibile in due modalità: “fall in” e “pop out” – si rivela gradita, ma non particolarmente incisiva, anche perché il gioco si presta poco all'effetto stereoscopico, a parere di chi scrive: alcuni passaggi godono di un'ottima resa (pensiamo alla battaglia spaziale), ma nel complesso ho preferito disattivare la feature. Ben più dimenticabile la modalità che simula la visione da TV a tubo catodico.



Il sonoro è fedelissimo alla versione originale per SEGA Mega Drive. Conformemente allo standard della linea SEGA 3D Classics, il giocatore può selezionare due diverse versioni emulate; si tratta di un'opzione non certo indispensabile, ma comunque gradita, in quanto conferma la cura che è stata riposta da M2 nella realizzazione di questi porting/remake. La colonna sonora, composta da Hanzawa, si mantiene su ottimi livelli per tutta la durata del gioco; inoltre, sempre in proporzione alla durata del gioco, è davvero corposa, con quasi un'ora di buona musica, vivace e melodica al tempo stesso.




Un'ora o una vita?
Quella della longevità è una vexata quaestio nell'ambito di giochi di questo genere, caratterizzati da una struttura smaccatamente arcade; quando questi titoli vengono riproposti, il problema è sempre lo stesso: quale parametro utilizzare per valutare la longevità? Preferisco evitare di sbilanciarmi, e presentare in modo il più “asettico” possibile i contenuti di 3D Gunstar Heroes.



Il gioco si compone di sette stage, completabili nella solita ora/ora e mezza da un giocatore smaliziato, il quale però ha a disposizione due livelli di difficoltà piuttosto elevati (Hard ed Expert). I comuni mortali si accontenteranno di giocare a Easy o a Normal, e non procederanno a passo così spedito. Una delle feature più interessanti è la modalità cooperativa, che non poteva certo mancare in questa riproposizione; tuttavia, essa funziona solo in locale e solo con due copie (digitali) del gioco. Non ci sono nemmeno le classifiche online. Tra gli extra è inclusa la versione giapponese del gioco, caratterizzata da una storyline diversa (mi dicono, visto che io non conosco il Giapponese, NdR).



Insomma, questi € 4,99 vanno sborsati oppure no? La risposta a questo quesito non può prescindere da un'ulteriore domanda: disponete già di un'altra buona versione (non quella iOS, ad esempio) di Gunstar Heroes? Se sì, l'acquisto di 3D Gunstar Heroes è assolutamente non necessario; in caso contrario, valutate in base alle piattaforme di gioco da voi possedute quale versione faccia al caso vostro. Io, personalmente, avrei preferito uno schermo di dimensioni più generose per questa avventura, ma, allo stesso tempo, ho beneficiato delle nuove modalità user friendly.



Quando uscì Gunstar Heroes, io non sapevo nemmeno leggere. Questa riproposizione su Nintendo 3DS è stata un'ottima occasione per colmare una lacuna imperdonabile nel mio curriculum di videogiocatore.

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27 settembre 2016 alle 09:10