Tales of Berseria – Recensione
Publisher: Bandai Namco Entertainment Developer: Bandai Namco Studios
Piattaforma: PS4/PS3 Genere: JRPG Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 69,99
Dopo le critiche piombate su Tales of Zestiria, colpevole secondo molti, di una narrativa abbastanza debole e personaggi privi di appeal, il progetto di un prequel poteva creare a Namco Bandai non pochi grattacapi.
Collegarsi agli avvenimenti del precedente capitolo o creare una storia completamente slegata, libera da costrizioni e collegamenti? Ecco che con Tales of Berseria, la software house è riuscita nell'intento di creare un capitolo nuovo, indipendente, almeno in parte, dalla narrativa di Zestiria. Nonostante l'universo di gioco sia il medesimo, la storia è ambientata circa 1000 anni prima, permettendo così di fare tabula rasa e creare un setting e una narrativa totalmente originale.
Berseria si distacca dai canoni storici della serie, in quanto offre, oltre alle solite tematiche (filosofia, morale e religione), personaggi maturi e una storia tanto avvincente quanto sanguinaria, in cui la parola principale è vendetta.
Sangue, antieroi e vendetta
Il capitolo ci cala subito nei panni di due bambini, Velvet e Laphicet, costretti alla fuga dall'attacco di alcuni demoni che hanno messo a ferro e fuoco il loro villaggio. I due rimangono nascosti fino a quando si eleva un urlo tanto agghiacciante quanto conosciuto; infatti, si tratta di Celica, loro sorella e compagna di Artorius, che ha perso la vita durante l'attacco.
Dopo questo incipit, accompagnato da filmati di intermezzo di ottima qualità prodotti da Ufotable, la narrazione si sposta qualche anno avanti. Velvet, ormai cresciuta, concentra le sue giornate nel prendersi cura del fratello e dello stesso Artorius. Fino a quando i suoi incubi si ripresentano puntuali. Un gruppo di demoni attaccano il villaggio, ma la giovane non riuscendo a trovare Laphicet, si reca nel posto dove era solito andare a nascondersi. Qui però, oltre al fratello, trova il cognato che sta compiendo un rito sacrificale proprio con Laphi. Artorius senza alcuna pietà e mosso dalla convinzione che questo serva per un bene superiore, uccide il bambino, che precipita in un portale. Senza pensarci un attimo, Velvet si lancia in soccorso del fratello, ma viene rigettata fuori dal fosso con un dono inaspettato. Ora la ragazza è un demone che si nutre di altri demoni. Artorius, a questo punto, dopo averla messa KO, la rinchiude in una prigione per diversi anni. Ed è qui che inizia l'avventura vera e propria.
Se negli altri capitoli, vestivamo i panni dell'eroe per eccellenza, mosso da sentimenti nobili e da una morale che difficilmente si distaccava dai binari della luce, in questo vestiremo invece i panni dell'antieroe per eccellenza, che a costo di ottenere la sua vendetta è disposto a qualunque cosa.
Velvet, infatti, cercherà la vendetta con ogni mezzo a sua disposizione, ma troverà sulla sua strada non poche difficoltà. Infatti, Artorius è divenuto capo dell'ordine degli esorcisti, umani che grazie ai malak riescono ad ottenere abilità uniche, e viene visto come una sorta di divinità salvatrice. Velvet dovrà quindi confrontarsi anche contro un popolo che vede i demoni come un male da debellare e che ha completa fiducia nelle istituzioni che li governano.
La procace giovane però non sarà sola in questo viaggio, tra samurai, malak e incantatrici, metterà su un gruppo di reietti che, per quanto abbiano obiettivi diversi, non esiteranno ad aiutarsi per raggiungere i loro scopi. Se all'inizio la nostra Velvet sarà molto fredda e rigida sulle sue idee, man mano che la storia procederà, diventerà sempre più “umana” e protettiva, in particolare con un malak estremamente assomigliante a Laphicet.
La narrazione procede fluida e convincente, nonostante alcuni intermezzi un po' prolissi ma a tratti divertenti, che non si esimerà da lanciare dei colpi di scena inaspettati che spingeranno il giocatore a proseguire velocemente, per poter conoscere i futuri avvenimenti.
