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Lego Worlds - recensione

La domanda che sorge spontanea giocando a LEGO Worlds è la seguente "Questo gioco è il Minceraft che ci saremmo meritati sin dall'inizio?" La risposta è NI, nel senso che LEGO Worlds presenta vari punti in comune con l'opera di Mojang, ma anche svariate differenze che lo rendono unico e, per molti versi, migliore. Dopo parecchie ore passate ad assemblare quintali di mattoncini siamo pronti a consegnarvi il nostro giudizio, continuate a leggere se volete saperne di più.



Partiamo subito col dirvi che il titolo ha una campagna. I primi tre mondi in cui veniamo catapultati fanno da tutorial e ci permettono di prendere confidenza coi vari strumenti di creazione messi a nostra disposizione dai ragazzi di TT Games. Il primo permette di scannerizzare tutto quello che è presente in game, come animali, mezzi di trasporto e modelli singoli, ovvero tutti quelli che di base non sono formati da mattoncini assemblati (ad esempio barili o ciuffi d'erba). Una volta entrati in possesso dello schema del modello possiamo riprodurlo senza limiti, indipendentemente dal fatto che si tratti di un animale, un mezzo di trasporto, una struttura o un personaggio.



Secondo potente tool è quello che consente la modifica del paesaggio, utilissimo per spianare un'area, ma anche per innalzare montagne, scavare profonde gole oppure eliminare con precisione determinate porzioni del creato. Il terzo marchingegno permette di costruire brick-by-brick, ovvero proprio come se avessimo una scorta infinita di pezzi fisici da assemblare a nostro gusto.

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17 marzo 2017 alle 13:40