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Yooka-Laylee - recensione

"Nostalgia, nostalgia canaglia, che ti prende quando proprio non vuoi, ti ritrovi con un cuore di paglia e un incendio che non spegni mai". Da oggi, grazie a Playtonic e al Team 17, anche voi potrete finalmente ritrovarvi con un cuore di paglia, come cantavano Al Bano e Romina Power. Vedete? Non sempre si fa un affare a ripescare i successi del passato.



Il cuore di paglia di cui sopra però non ce lo regala nessuno e non è affatto detto che alla fine tocchi anche a noi. Del resto non sappiamo nemmeno cosa sia questo cuore di paglia: sarà come il cuore di panna, ma più fibroso? E perché dovrebbe coglierci giocando a Yooka-Laylee? Forse perché è il seguito ideale (come dicono gli anglofoni 'spiritual successor') di Banjo-Kazooie, un famoso platform 3D per Nintendo 64 edito mille anni fa dalla Rare? Ideale, certo, non effettivo, perché quel titolo spetta a Banjo-Tooie e, visto che sia il primo sia il secondo sono stati anche ri-editati su Xbox 360 (Xbox Live Arcade) e su Xbox One (Rare Replay), qualcuno se li dovrà ben ricordare.



Ma non divaghiamo. Yooka-Laylee è una sorta di "nuovo Banjo" realizzato da un team che ha molto in comune con quello che quasi vent'anni fa tirò fuori uno dei giochi più apprezzati per l'antico Nintendo 64. Banjo-Kazooie rappresentava un po' la risposta inglese a Super Mario 64 e con il tempo è assurto allo status di 'classico'. E che cosa succede ultimamente per i grandi classici del passato? Se ne fa un remaster (già successo) o si mette in piedi una bella campagna Kickstarter che sbricioli qualche record, grazie a un team di artisti e sviluppatori provenienti proprio da "quella" Rare.

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4 aprile 2017 alle 16:10