MotoGP 17 – Recensione
MotoGP 17, ovvero un vistoso passo “indietro” per l'apparenza, un preciso passo avanti per la sostanza. L'apparenza è quella che attira il pubblico e che, nel caso di Valentino Rossi: The Game (il MotoGP 16 sotto mentite spoglie), si porta dietro anche una cospicua dose di contenuti a corredo. La sostanza è quella di MotoGP 17, un gioco che torna a vestirsi in maniera sobria, perché la moda, quando è di altissima qualità, trascende le epoche. Succede così che la pregevole serie motociclistica di Milestone torni a focalizzarsi sull'esperienza del correre, lasciando da parte quella dell'impersonare, ferma restando la licenza ufficiale per le piste, le moto e i piloti della stagione in corso di MotoGP, Moto2 e Moto3 (più quella del Red Bull Rookies Cup). E lasciatemelo dire… che stagione!
SIETE PIÙ PILOTI O PIÙ MANAGER?
Rinunciare all'altisonante nome di Valentino Rossi non significa ridurre le opzioni dedicate al divertimento. E infatti MotoGP 17 si presenta completo delle canoniche modalità per le garette veloci, per il campionato (affrontabile anche in cooperativa) e per tutto quanto fa multiplayer, grazie alle opzioni split-screen e online. Ma c'è di più! La carriera si sdoppia, perché oltre a quella dedicata al pilota, da quest'anno possiamo affrontare anche la carriera manageriale. La prima non ha bisogno di tante spiegazioni: dopo aver creato un pilota personalizzato, si deve correre partendo dalla categoria Red Bull Rookies per arrivare nell'olimpo della MotoGP.
Possiamo affrontare anche la carriera manageriale
Qui in buona sostanza bisogna andare forte, avere manico ed eventualmente dedicare un po' di attenzione ai contratti proposti. La carriera manageriale è invece una faccenda molto più articolata, nella quale si crea un team, si va a caccia di sponsor, si ingaggiano piloti ma anche professionisti a cui affidare i diversi reparti della squadra. Un esperto in comunicazione, per esempio, aumenterà la capacità del team di piacere ai fan, mettendo in moto (ops!) un meccanismo che attirerà l'interesse di sponsor sempre più ricchi. Con più soldi si potranno poi assumere tecnici di alto profilo per il reparto di ricerca & sviluppo, capaci di aumentare le prestazioni delle moto. Va detto che anche nella carriera manageriale è necessario gareggiare in prima persona, ma la profondità degli aspetti gestionali è tale per cui il lavoro prettamente agonistico passa quasi in secondo piano.
SESSANTA: NUMERO MAGICO!
Le opportunità per correre e basta non mancano di certo, sia in ottica competitiva, quindi in mezzo ad avversari inferociti (l'Intelligenza Artificiale dei piloti più famosi è liberamente ispirata al loro reale comportamento in pista), sia per mettere alla prova le proprie capacità in maniera pura e non semplice. Vi suggerisco di fare qualche giro su una pista che magari conoscete già dalle edizioni precedenti o che, se siete novizi, volete imparare a dominare. Non cambiate moto per un po' e studiate con precisione le traiettorie, i punti di staccata. Giocate con il set-up della moto fino a trovare quello ideale e poi gradualmente aumentate il livello di difficoltà passando dal cambio automatico a quello manuale, spingendo la fisica a livello Pro e limitando fino a disattivarlo l'aiuto del traction control.
E girate, girate, girate… lasciandovi ipnotizzare dalla fluidità assoluta dei 60 fps. Sessanta frame per secondo equivalgono a maggiore fluidità del modello di dinamico. Ed è qui che volevo arrivare, è qui il “preciso passo avanti per la sostanza”. Guidare a 60 fps significa avere un maggiore controllo sulle sfumature, poter parzializzare freno e gas in maniera molto più precisa rispetto al passato e quindi apportare correzioni minime, che però fanno tutta la differenza del mondo, o quanto meno quella tra restare su e andare giù per terra. Se nel contesto dell'accelerazione e della frenata i 60 fps di MotoGP 17 sono importanti, figuratevi cosa diventano nell'esecuzione della piega. Avvicinare gradualmente il ginocchio all'asfalto, e in alcuni casi anche il gomito, significa levare millesimi, centesimi e persino decimi di secondo dal cronometro. Ho provato a correre con Valentino Rossi al Mugello nel gioco dell'anno scorso (Valentino Rossi: The Game) e poi in MotoGP 17, e vi posso garantire che mi è sembrato di passare da un controllo digitale a uno veramente analogico. Zero movimenti bruschi, solo tanta leggera fluidità.
LE COSE CHE CONTANO
Ora, però, mi rendo conto che non tutti cercano in un gioco come questo la pura esecuzione dei gesti tecnici, perché MotoGP 17 rimane comunque un videogioco e in quanto tale deve intrattenere anche in termini di quantità e non solo di qualità. A tal proposito merita sottolineare che i ragazzi di Milestone hanno compiuto un importante passo avanti con la grafica, in particolare per quanto concerne la cornice dei circuiti. Eccellente è anche il lavoro di fino svolto sulle moto, al punto che le livree si adattano in maniera credibile ai loghi degli sponsor che siamo liberi di scegliere nella carriera, al punto che non si nota quasi la differenza di qualità tra le livree reali e quelle generate dalle nostre scelte.
Su esplicita indicazione dei fan, Milestone si è anche presa cura delle sequenze che precedono la gara (cose che succedono nel box) e che la seguono (cose che succedono sul podio). Il risultato è una cornice un po' più raffinata, che però rimane comunque una cornice slegata dal disegno d'insieme. Tuttavia, quello che conta è andare veloce avendo a disposizione i frame e quindi la precisione per farlo. Grazie Milestone!
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