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Micro Machines World Series - recensione

Se non ci fosse il calendario a ricordarci in che anno siamo, potremmo avere il dubbio di essere rimasti cristallizzati negli anni '90. Crash Bandicoot si appresta a diventare nuovamente numero uno delle classifiche di vendita, al cinema spopola Baywatch mentre in rete arriva il trailer del sequel di Jumanji. E come ciliegina sulla torta, ecco tornare le velocissime e Micro Machines.



Codemasters sale sul carrozzone della nostalgia e riporta in vita un franchise rimasto fermo per oltre 10 anni. Gli ingredienti sono sempre gli stessi: giocabilità ultra-immediata, sfida elevata e un po' di sano caos che non guasta mai. Questo nuovo capitolo è spiccatamente orientato verso il multiplayer, come dimostrano le opzioni di gioco disponibili dall'inizio. Nella modalità Schermaglia è possibile sfidare in multiplayer locale altri giocatori umani o in alternativa una manciata di piloti controllati da un'Intelligenza Artificiale decisamente combattiva, ai limiti del bastardo.



In alternativa potete partecipare a partite veloci contro avversari provenienti da tutto il mondo. Anche in questo caso per completare la griglia di partenza il gioco riempirà i vuoti con piloti controllati dal computer, ma nelle settimane post-lancio non dovreste avere i problemi di penuria di avversari riscontrati da noi poveri giornalisti nel periodo precedente all'uscita nei negozi.

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2 luglio 2017 alle 17:10