Tom Clancy's Rainbow Six: Siege - Reloaded
Per anni abbiamo recensito vagonate di titoli di Ubisoft destinati al successo in singleplayer, grazie a una cura per i franchise che pochi altri hanno saputo mostrare. Le serie Assassin's Creed e Far Cry sono il perfetto esempio di questo approccio al mercato che di fatto ha retto le sorti della compagnia francese nell'ultimo decennio.
Tuttavia, nel corso degli anni a Rennes avevano dato luce verde ad altrettante iterazioni delle loro migliori proprietà intellettuali come Splinter Cell e Ghost Recon, accomunate da un destino: avevano fallito nel creare community multiplayer competitive in grado di competere con l'egemonia di Call of Duty, complici, anche scelte commerciali che ne avevano impedito una diffusione in grado di affermarsi nel tempo, in particolare quella di lasciarli confinati all'ecosistema Uplay.
A spezzare questa tradizione negativa è stato l'unico titolo della serie dedicata a Ghost Recon a non presentare una campagna singleplayer, pensato espressamente per il multiplayer competitivo, ovvero Tom Clancy's Rainbow Six: Siege. Un gioco atipico che mette l'una contro l'altra due squadre antiterrorismo composte da diversi operatori tutti caratterizzati da abilità particolari.
