Biomutant – Hands On
Ormai da qualche giorno eravamo tutti rassegnati a veder scorrere via questa edizione della Gamescom sulla scia di quelle passate, riproponendo, un filo più approfonditi, gli annunci visti all'E3 e fungendo da palcoscenico per le uscite autunnali. Le nostre speranze di vedere qualche novità anche a Colonia, ridotte al lumicino dopo le dichiarate assenze di annunci importanti da parte dei pesci più grossi, si sono ravvivate un po' quando ci siamo tuffati nel mare magnum di publisher europei e mondiali. Qui, come in quelle storie romantiche a cui molti nell'industria non credono quasi più, ci si è presentata fra capo e collo una vera sorpresa, una potenziale bomba dotata di una carica innovativa che raramente vediamo espressa perfino a Los Angeles, figuriamoci nella fiera tedesca. Ci riferiamo, ovviamente, a Biomutant.
Il nostro primo approccio con l'open world del giovane studio svedese Experiment 101, fondato da ex sviluppatori della serie Just Cause, è stato a dir poco drammatico. Ci siamo avvicinati al titolo alla cieca, senza minimamente sapere di cosa si trattasse e con qualche perplessità dettata dalle prime informazioni rilasciate negli scorsi giorni, forse un po' fuorvianti e parzialmente errate nella sostanza. Dopo averlo provato, fortunatamente, abbiamo scambiato quattro chiacchiere chiarificatrici con il team di sviluppo nel booth business di THQ Nordic, che sono bastate a convincerci della bontà di un progetto che ha già qualche annetto sulle spalle e ancora un enorme “lavori in corso” cucito addosso, ma tanta, tantissima buona volontà.
A crazy world we're living in
L'ossatura di Biomutant è la solita degli action RPG open world, con zone da esplorare, quest da risolvere e boss da sconfiggere. Dove il gioco stupisce, però, non è tanto nel quadro generale quanto in alcuni aspetti della produzione che appaiono particolarmente significativi se amalgamati insieme. Il contesto narrativo che fa da sfondo all'avventura è piuttosto semplice, e tratta in chiave fantasy temi di interesse globale come l'inquinamento e la preservazione dell'ambiente naturale. Il mondo, di una bellezza verdeggiante e quasi narcisistica, è infestato da una terribile piaga che affligge l'Albero della Vita, un organismo che permette agli esseri viventi di sostenersi in armonia reciproca – in maniera simile, per intenderci, a quanto visto in Avatar – ed è minacciato da creature multiformi “nate” dalla pericolosa sostanza, che rischiano di sconquassarne il delicato ecosistema. I naturali abitanti di questo universo sono strani esseri ispirati a roditori, procioni o panda rossi, che possono “mutare” organicamente ed acquisire nel tempo nuove abilità, con conseguenti influssi più o meno marcati sul gameplay. Il protagonista è uno di loro: all'inizio della demo da noi provata era possibile modificarne l'aspetto in altezza, peso e “forma” degli arti e del corpo, andando di conseguenza ad influenzare le sue statistiche di base.
A detta degli sviluppatori, nel corso del suo viaggio il protagonista potrà incontrare ed interagire con numerose creature sue simili. Tali interazioni, però, non sono state mostrate: quel che invece è stato fatto vedere, seppur in forma ancora rudimentale, è la meccanica del karma, per ora – ma non sono esclusi possibili cambiamenti – gestita tramite una semplice somma o sottrazione di punti ogni volta che vengono compiute azioni positive o negative, perseguendo la via dell'eroe o dell'antieroe. Questo sistema regola ogni nostra scelta nel mondo di gioco, dalle risposte più banali alla decisione che influenzerà il finale e che ci vedrà risanare l'Albero della Vita o lasciarlo morire. Per giungere alla conclusione sarà necessario “guarire” tutte e cinque le radici dell'albero, che poi corrispondono alle principali aree della mappa. Sul finale, la demo lasciava trapelare la presenza di un sistema di crafting, sebbene appena accennato e con oggetti generati in maniera volutamente casuale, a sottolineare anche in questo caso uno stadio dei lavori ancora non ultimato.
Non chiamatelo Shifu
Prima di avviarci alle conclusioni, dobbiamo fermarci un attimo a parlare del combat system, ovvero l'elemento della produzione che è parso più incompleto e al contempo con maggiori potenzialità. Nel corso delle sue peregrinazioni, il piccolo protagonista può letteralmente dar vita ad una sinfonia in movimento, con un invidiabile sistema di combo, movimenti e salti da far invidia al miglior Neo di Matrix e trovate intelligenti come la possibilità di sgusciare sotto le gambe dei nemici più grossi per continuare a inanellare colpi su colpi. Oltre alle armi bianche è possibile fare uso di diverse bocche da fuoco, con una pletora di attacchi in salto da concatenare con le schivate e i colpi a terra. Un sistema già ora molto complesso, la cui effettiva validità andrà però testata in un numero maggiore di situazioni. Nella demo, infatti, era possibile combattere solamente contro gruppi di minion accompagnati da un miniboss, ma le cinematiche mostrate suggeriscono che nella versione finale del titolo la musica sia destinata a cambiare completamente. Fino a questo momento, però, anche sotto questo aspetto la scritta “work in progress” rimane evidente, nonostante le basi appaiano più che promettenti.
Biomutant si è rivelato esattamente il progetto che sognavamo di tornare a vedere anche alla Gamescom. Un titolo acerbo, molto acerbo (al momento, la produzione si trova ancora in fase alpha), ma ricchissimo di potenzialità, con un'art direction che ammalia e stupisce, una realizzazione di ambienti e modelli già ora sorprendentemente curata e un combat system che, se sviluppato a dovere e reso forse un filo meno tecnico e più versatile può regalare grandissime soddisfazioni. Noi, potete giurarci, continueremo a seguire con morbosa attenzione il progetto di Experiment 101, augurandoci che con la forza delle sue brillanti idee possa giungere ad occupare il posto che gli spetta di diritto: i giocatori di oggi, costantemente ingozzati a forza di prodotti riciclati o realizzati con poca attenzione, lo meritano.
L'articolo Biomutant – Hands On è estratto da GamesVillage.it.



