Il produttore esecutivo di PlayerUnknown's Battlegrounds spiega nel dettaglio i motivi della diatriba con Epic Game
PlayerUnknown's Battlegrounds è un titolo che non ha bisogno di presentazioni, dati i suoi continui record che continua ad accumulare. Alcuni giorni or sono, il titolo è salito alla ribalta della cronanca per motivi non particolarmente positivi, nel momento in cui il produttore esecutivo del titolo Chang Han Kim ha rivolto parole di fuoco nei confronti di Epic Games, rea a sua detta di aver copiato integralmente il gioco targato Bluehole per ciò che concerne l'inserimento della modalità Battle Royale in Fortnite.
L'executive producer è tornato oggi sull'argomento chiarendo (speriamo definitivamente) la questione, sottolineando al contempo come le sue dichiarazioni non siano state interpretate correttamente. Anzitutto, il developer ha ricordato che molti altri titoli sul mercato presentano una modalità “battle royale”, come GTA 5 o H1z1. Questo, stando a quanto dichiarato dallo sviluppatore, non è un problema ma, al contrario, crea competizione ed è uno stimolo ad un continuo miglioramento al fine di offrire un prodotto sempre migliore.
Il problema, secondo Kim, risiederebbe nel fatto che Epic, a cui BlueHole versa di già i diritti per l'utilizzo dell'Unreal Engine 4, ha intenzionalmente sfruttato il nome di PUBG senza nessuna autorizzazione, specie con un partner commerciale con cui ha degli accordi vivi e attualmente in corso. Ciò, inoltre, avrebbe portato a una “confusione” tale da indurre una fetta della community a ritenere erroneamente che Bluehole fosse coinvolta nello sviluppo della suddetta modalità per Fortnite, con un prevedibile rischio di danno di immagine per PlayerUnknown's Battlegrounds e, ovviamente, tanta pubblicità gratuita per un, a questo punto, rivale nello stesso settore.
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