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Forza Motorsport 7 – Road to Review

Il tempo, maledetto tempo. Quello che, per pochi secondi e pochi metri, ti separa dal primo posto, costringendoti a mangiare la polvere, meglio: la sabbia del deserto, del pilota che ti precede. Il tempo, maledetto tempo. Quello che, per poche ore e tanti giga, ti separa dalla versione completa di quello che, nelle premesse, appare come il messia dei simcade. E no, non si tratta, ancora, di sabbia negli occhi. Neppure di quella pioggia che, fragorosa, sbatte contro la visiera del casco. Pur lontani dal giudizio definitivo, Forza Motorsport 7, in download sulla fida Xbox One S collegata ad uno schermo 4K, si mostra, nelle sue fasi iniziali, come un titolo mastodontico, dagli elevati livelli produttivi.
I'M OUTTA TIME



Il tempo, si diceva. Maledetto per davvero. Il codice della versione deluxe di Forza 7 è arrivato troppo tardi perché si riuscisse a tirare giù un pacchetto monster da quasi 100 giga, di cui 67 e spiccioli necessari per accedere a tutte le modalità. Alle 23 di mercoledì sera, eravamo ancora bloccati al 30%. Troppo poco, in termini relativi, per accennare soltanto a quello che il titolo ha – avrebbe! – da offrire. Troppo poco, in termini assoluti, per approfondire un qualsiasi aspetto di gioco che non sia legato alle prime, ma importanti, sensazioni.



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Abbastanza, appunto, per avviare il gioco e lanciarsi in quella Forza Driver's Cup che, questo lo si può dire, è l'ossatura della struttura single player messa in piedi da Turn 10. Ci si arriva, però, solo dopo aver superato una più o meno breve introduzione, dove la necessità di mettere in piedi un tutorial poco invasivo si sposa con i suggestivi scenari scelti per l'inizio dell'avventura. Il prologo si dipana lungo tre circuiti per tre diverse classi e tre diverse, diversissime, sensazioni di guida. Una volta scelto il sesso del nostro drivatar e i colori di tuta e casco, è già tempo di scendere in pista, accantonando momentaneamente proprio il nostro alter ego appena creato. Le fasi iniziali della campagna, infatti, raccontano storie diverse. Storie di piloti, competizione e passione.
La 911 più potente e veloce della storia



La prima è quella di Michael Müller che, sul circuito completo di Dubai, ci spiega la meraviglia di guidare una Porsche 911 GT2 RS. La 911 più potente e veloce della storia, protagonista della conference Microsoft all'ultimo E3 e, poco sorprendentemente, auto da copertina dell'ultima fatica Turn 10. Le sensazioni di guida, una volta eliminati i classici aiuti alla guida di troppo dal menu impostazioni, sono quelle che ci si aspetterebbe da un qualsiasi Forza. Siamo lontani dalla simulazione pura e cruda, ma anche dagli eccessi volutamente arcade della serie gemella Horizon. Forza Motosport 7, come da tradizione per il brand, si aggira sui sentieri già battuti da Gran Turismo, pur sviluppando la sua anima, il suo carisma.



Lo fa, anche, rispetto al sesto capitolo della serie rivendicando una fisica più ricercata, maggiormente votata alla derapata controllata piuttosto che a quella rigidità in parte accantonata proprio nell'episodio precedente. Si tratta di concessioni che, al netto di una scalabilità comunque importante, vogliono venire incontro al divertimento invece che al realismo. Eppure, proprio sul circuito degli Emirati, emerge quell'attenzione certosina che differenzia le diverse superfici. L'asfalto, in alcuni punti, lascia spazio alla sabbia, ancora lei, che sporca la carreggiata e mette in discussione la traiettoria migliore.



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Insidie e opportunità che, poi, vengono trasmesse al giocatore tramite l'eccellente risposta in termini di vibrazioni in dote ai grilletti analogici del pad Xbox, capace di non far rimpiange, non troppo almeno, l'assenza di un volante. Di periferiche alternative torneremo a parlare in sede di review. Per ora basti sapere che Forza continua ad essere un gioco perfetto per gli amanti del pad. Una caratteristica, questa, che rimarca una volta di più la profondità di un gameplay studiato a fondo anche, e soprattutto, per l'utente occasionale. La seconda storia ce la racconta Maria Rossi che, a bordo di un camion Mercedes, sfreccia sul famigliare circuito del Mugello in un tranquillo primo pomeriggio di autunno.
Forza 7 amplia il bacino d'utenza



Qualche nube nel cielo non turba la nostra corsa che, incorniciata dai colorati mezzi pesanti avversari, si conclude senza particolari intoppi, rafforzando la convinzione di come, nonostante tutto, il settimo capitolo di Forza punti ad allargare il bacino di piloti virtuali offrendo, anche, esperienze poco canoniche e, magari, maggiormente votate allo spettacolo piuttosto che alla tecnica pura. La guida del truck non è esente da insidie, dovute principalmente ad un angolo di sterzata ridotto e alla mole del mezzo in dotazione. Un piccolo antipasto, quasi un break che spezza la tensione prima della terza storia. A fare da sfondo, è il circuito di Suzuka.



A raccontarcela, invece, è Ukyo Takagi alla guida di una Nissan GT-R, pronto a sfidare il maltempo per darci un primo e importante assaggio dell'entità degli effetti meteo sulla guida. La pioggia è battente, furiosa e, in soli due giri, capace di avvolgere l'asfalto di pozzanghere e chiazze estese. Ed ecco che anche un tracciato impresso nella memoria storica di ogni videogiocatore diventa, come per magia, foriero di ostacoli e pericoli improvvisi con cui fare i conti durante un sorpasso o una curva presa con eccessiva imperizia. Un assaggio di come il gameplay e, quindi, la fisica siano elementi plasmabili nel mondo di gioco, evidentemente piegato da una competizione esasperata. La fisicità degli impatti con gli altri mezzi viene esaltata dalle condizioni avverse che, pure, sottolineano quel sottile confine tra cosa, in termini di realismo, sia concesso al giocatore e cosa invece proprio no.
ROLL WITH IT



Il resto della nottata, a dispetto di quella percentuale ormai vicina al 50%, trascorre tra le curve ricreate tra il deserto e i grattacieli e la curiosità di scoprire cosa ci sia oltre, nascosto tra quelle linee di codice ancora tutte da esplorare. L'introduzione all'universo di Forza 7 anticipa, innanzitutto, quella che è la carriera in singolo vera a propria. La già citata Forza Driver's Cup vanta 6 competizioni diverse, a loro volta suddivise in serie. La nostra prova ci ha permesso di affrontare, nel campionato Cacciatore, la Corsa stradale storica a bordo di una Corvette ZR-1 d'annata sul circuito di Daytona e, successivamente, sul Virginia International Raceway.



Abbastanza per valutare positivamente l'introduzione del ciclo giorno notte e, appunto, assaporare la guida dettata, prima ancora che dalla velocità, dagli elementi illuminati dai fari della nostra prima vettura, gioiello da custodire gelosamente in un garage ancora vuoto. E ancora, pur limitati dallo scandire del tempo e dei server, abbiamo adocchiato il ritorno dei design da condividere e, pure, l'introduzione di un nuovo sistema di personalizzazione fondato sullo “sblocco” di casse premio, piccoli grandi forzieri da cui attingere nuove tute, nuovi stemmi e, più in generale, nuovi stimoli per avanzare nella carriera.



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In attesa di sviscerare a fondo le possibilità proprie del nuovo sistema di premialità e, quindi, di verificare la differenziazione in termini di gameplay in dote a auto e classi, si tratta, almeno sulla carta, di un'offerta particolarmente copiosa, studiata per esaltare le centinaia di licenze incastonate, a loro volta, in un'ulteriore sistema di “livellamento” del pilota o, meglio, del collezionista di auto. In futuro torneremo a parlare degli eventi Forzathon, e quindi del multiplayer, così come del track design e dell'intelligenza artificiale. In questa sede “on the road” è comunque opportuno rimarcare come visivamente Forza Motorsport si confermi solidissimo persino su una “normale” Xbox One. Pur ansiosi di provare il titolo su One X, le prime ore di gioco hanno chiaramente mostrato la solidità del frame rate, ancorato a 60 FPS, e un polygon count imponente.



A guadagnarne, la modellazione delle vetture e il disegno dei tracciati. Solido, pure, il sistema di illuminazione, ancora da analizzare a fondo in tutte le situazioni e variabili, e il sonoro che, alle schitarrate della soundtrack, unisce una riproduzione dei rombi assolutamente convincente, specie se goduta tramite cuffie adeguate. Meno convincente, invece, il filtro antialiasing che, a dispetto del supersampling offerto dal pannello 4K, sembra soffrire una persistente presenza di scalettature.
THE HINDU TIMES



Tutti aspetti da analizzare nei prossimi giorni e su cui, nonostante le considerazioni già rimarcate, non è possibile esprimere un giudizio definitivo. Forza Motorsport 7, già nelle prime ore di gioco, sembra però capace di raggiungere quantomeno gli alti standard qualitativi già fissati dal sesto capitolo e, in termini di livelli produttivi, dagli episodi della serie Horizon, da cui in realtà potrebbe aver ereditato alcuni elementi di gameplay da valutare, anche quelli, dopo una prova più approfondita. Quel che resta, per il momento, è la certezza di trovarci di fronte a un'importante esclusiva made in Redmond la cui qualità, pur promettente, sarà marchiata con un voto solo nei prossimi giorni. Questione di tempo, maledetto tempo.



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28 settembre 2017 alle 09:10