Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Cuphead - recensione

Ce n'è voluto di tempo, ma alla fine anche Cuphead è arrivato sulle Xbox One e i PC di tutto il mondo dopo tanto, forse troppo tempo dall'annuncio nell'ormai lontano 2014, quando sarebbe dovuto uscire verso la fine dell'anno. Invece ora ci troviamo alla fine del terzo anno successivo. Doveva essere tante cose Cuphead, addirittura in alcuni frangenti era visto come una delle IP che avrebbero risollevato le sorti di una console in netta difficoltà sul mercato, insieme a mostri come Forza, Halo e Tomb Raider. I ritardi continui e lunghi lo hanno fatto uscire ormai troppo tardi, ma ciò non toglie che la curiosità di poterci finalmente giocare sia ancora alta. Finalmente ci siamo ed è ora di tirare le somme.



Sarebbe meglio dire tirare i dadi, in realtà: Cuphead e Mugman vivono spensierati sulla loro isola e ogni tanto si concedono anche qualche serata al casinò per sfidare la sorte e vincere un bel gruzzolo. Proprio ai dadi la fortune gli sorride, ed è qui che riceveranno l'invito a scommettere direttamente dal proprietario del casinò. Peccato che si tratti del Diavolo in persona e che la posta in gioco sia decisamente alta: se vincono, i due fratelli dalla testa di tazza diventeranno i proprietari della casa da gioco d'azzardo, ma se perdono la loro anima cadrà nelle mani del re degli inferi.



Ovviamente, i due perdono. Prima di cedere il loro spirito hanno però una possibilità per salvarsi: recuperare le anime da tutti i debitori del Diavolo, che abitano su un'isola. Comincia così l'avventura in Cuphead, con sequenze divise in fotogrammi che ci mostrano quello che tutti ci aspettiamo dal gioco di MDHR studio: una grafica bidimensionale che ritrae personaggi e ambienti alla pari dei cartoon americani degli anni '30. Finite le sequenze registrate, appena il gioco passa al controllo del giocatore, è bellissimo vedere tutto questo in movimento, a partire dalle animazioni e dalla colorazione impeccabile, precisa e senza difetti.

Continua la lettura su www.eurogamer.it

29 settembre 2017 alle 09:10