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Fall of Light – Provato

Nel corso di questa nostra presentazione del panorama videoludico indie del nostro paese che abbiamo trovato dinanzi ai nostri occhi, o tra le mani mentre stringevamo i vai pad, abbiamo avuto occasione di ripetere quanto questo ambiente si sia diversificato nel corso del tempo. I titoli dei team di sviluppo indipendenti italiani, cogliendo le influenze provenienti da mercati molto più sviluppati, in termini di numeri, del nostro, sono stati in grado di rileggere le interpretazioni altrui e sono riusciti nella non facile impresa di proporre delle opere innovative che aiuteranno a definire l'identità dei prodotti provenienti dal nostro territorio.



L'effetto delle positive contaminazioni straniere risulta, tuttavia, più evidente in Fall of Light, dungeon crawler con visuale isometrica realizzato da Runeheads, un team di sviluppo nato quest'anno e formato da due veterani dell'industria del videogioco made in Italy. Il titolo in questione evidenzia dei forti legami con la tradizione orientale dell'opera videoludica e, in particolare, con le tematiche, sia a livello di narrazione che di gameplay, che possiamo trovare nella saga dei Souls di Miyazaki e nella trilogia iniziata con ICO e creata dal visionario Fumito Ueda. Fall of Light potrebbe essere definito come la proposta del nostro mercato per la fusione tra un nuovo capitolo di Dark Soul e il concetto di legame presente nel primo ICO.




Il coraggio può muovere le montagne



Fall of Light, è proprio il caso di dirlo, vuole offrire un nuovo punto di vista sui souls-like, un genere che per lungo tempo ha influenzato la scena internazionale e che ha diviso l'opinione pubblica tra ferventi sostenitori e detrattori integerrimi. Provare a calcare questo territorio da parte di un team indipendente è sicuramente encomiabile, sebbene, deve essere considerato che il coraggio può, delle volte, portare a compiere dei gesti più grandi delle proprie forze.



Il titolo di Runeheads trae a piene mani dall'esperienza di gioco offerta dai Souls, iniziando proprio dall'aspetto narrativo. La storyline principale, la quale non lesina su atmosfere cupe e dilemmi esistenziali propri di un mondo oscuro e corrotto, viene narrata secondo la classica tradizione di non linearità delle opere di Miyazaki. Il giocatore si troverà a vestire i panni di Nyx, l'epitomo del guerriero Souls, ovvero una figura silenziosa e malinconica, il quale dovrà affrontare un mondo che tenterà in ogni modo, dal più crudele a quello che vi farà saltare dalla sedia per la rabbia, di farlo fuori.



Nyx, in un evidente riferimento al primo capitolo della serie di Ueda, non sarà da solo in questo viaggio, bensì sarà accompagnato dalla figlia, Aether, la quale dovrà essere custodita e accompagnata mentre si prosegue alla ricerca dell'ultimo raggio di sole presente nel mondo di gioco e dell'iconica figura definita Luce. Il legame genitoriale, sia a livello di storia che di gameplay, è il secondo cardine principale di Fall of Lights. Il padre dovrà prendersi cura di Aether per evitare che quest'ultima venga rapita dalle ombre, mentre la ragazza si rivelerà utile per rafforzare le abilità di combattente del padre. La collaborazione tra i due, inoltre, verrà messa alla prova da diversi enigmi che costellano l'esperienza di gioco.



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L'Altare sarà la tua pira, guerriero!



Gli elementi souls ci sono e fanno, come sempre, la loro ottima figura. Il combat system di Fall of Light risulta complesso e richiama nei movimenti e negli attacchi la saga di Miyazaki. Nonostante la visuale isometrica, si potrà tranquillamente lockare il nostro nemico e combatterlo con la classica combinazione di schivate, parate e colpi. Il titolo di Runeheads propone otto differenti tipologie di armi che variano, in maniera significativa, l'approccio alle battaglie. I nemici, tranne l'unico boss presente nella versione demo e un custode di una delle arie secondarie del gioco, sono abbastanza gestibili, nonostante il posizionamento di Aether sia fondamentale per affrontare al meglio lo scontro.



Vale la pena citare inoltre, l'accurato lavoro svolto dal team di sviluppo per quanto riguarda il back tracking ed il level design che offre una sensazione di complessità e di libertà di gioco che non hanno nulla da invidiare alle produzioni più titolate. La tattica, nella follia dello scontro corpo a corpo e nella decisione di combattere o fuggire, diventa un elemento imprescindibile che ogni giocatore deve tenere sempre a mente. Essere abbattuti nel bel mezzo di un assembramento di nemici potrà mettere Nyx, e di conseguenza voi, in guai grossi, considerando che la fragile luce di Aether si spegnerà e il vostro compito sarà quello di andarla a recuperare e il salvataggio potrebbe essere una delle cose più difficili che vi sia mai capitato di fare.



Fall of Light, nonostante punti fortemente sulle meccaniche e sul gameplay, non dimentica l'aspetto emozionale, artistico e grafico. Vedere l'ingenua fanciulla correre spensierata da una parte all'altra, attratta dai cupi panorami del mondo di gioco e dai poetici scorci che non sono rari all'interno di ogni livello, riempie il cuore di una malinconia davvero interessante che riesce a trasmettere perfettamente le intenzioni degli sviluppatori per questa prima era della Tenebra. Il motore di gioco Unity, infine, riesce a tirare fuori il meglio di sé, nonostante i mezzi relativamente limitati, con effetti particellari molto curati, specialmente quelli legati al fuoco, e con animazioni che, seppur minuscole, risultano comprensibili e fluide. Fall of Light è un'opera sui cui sono stati impressi a fuoco gli stilemi di alcune delle migliori saghe del genere, la quale riesce a coinvolgere, commuovere e divertire.



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30 settembre 2017 alle 13:00