Kingdoms and Castles - recensione
Lo abbiamo imparato anche nei videogiochi, la vita del monarca non è tutta rose e fiori, e banchetti e giostre a cavallo. Tutto il regno dipende da voi che siete seduti sul trono e se qualcosa non va, è con voi che se la prenderanno. Bisogna assicurare cibo e lavoro ai sudditi, divertimenti, culto della religione e protezione dalle minacce nemiche, pena la detronizzazione o anche peggio, se li fate arrabbiare sul serio.
Così succedeva in vecchi grandi nomi come Age of Empires, Stronghold e Banished, e così succede anche in Kingdoms and Castles, neonato gestionale partorito dal crowdfunding di Fig.com, piattaforma che ha solitamente favorito gli sviluppatori che annoverano già un protfolio di un certo livello nel loro curriculum.
Nasce infatti dalla mente di Peter Angstadt e Michael Peddicord, due ragazzi che hanno lavorato a giochi come Journey, Spore e Abzu. Ora, indipendenti, si sono rivolti a Fig per portare avanti il loro progetto e ci sono riusciti eccome, accumulando ben più del goal posto inizialmente. Arrivato ora negli store digitali, Kingdoms and Castles si presenta come un simulatore di castello tradizionale nelle meccaniche e nuovo nella grafica e nell'atmosfera.
