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Darkwood - recensione

Il genere horror è una delle eredità che i videogiochi hanno ricevuto da un parente illustre, il cinema. Da tempo ormai immemore infatti i team di sviluppo cercano di mimare le atmosfere e le tensioni tipiche di questo genere cinematografico, facendo leva, al contempo, sull'interattività dei videogiochi. Il risultato non è mai scontato e si finisce spesso con il provare le emozioni dei film horror senza un gameplay che possa essere rubricato come brillante e longevo. Insomma, molte volte si finisce col trovarsi di fronte una sorta di 'casa delle streghe' (la classica attrazione dei luna park) con un pizzico di interazione.



A cercare di modificare questa triste tendenza sono recentemente arrivati titoli più interessanti che cercano di affidare direttamente alle meccaniche di gioco il ruolo di creare la tensione e la paura; Dead by Dayligh e Friday the 13th sono un esempio perfetto e di discreto successo (di critica e di pubblico).



Si tratta però di produzioni con budget importanti che possono fare affidamento su un comparto grafico di prim'ordine e che, anche per questo, sono molto appetibili al grande pubblico. Darkwood è un prodotto molto diverso. Si tratta infatti di un indie di un nuovo team di sviluppo polacco, gli Acid Wizards Studio, che, con una visione precisa e originale, portano sugli schermi dei nostri PC un'esperienza suvival/horror (con un pizzico di roguelike) che gli appassionati del genere dovrebbero tenere assolutamente in considerazione.

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13 ottobre 2017 alle 11:10