Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

AER Memories of Old - recensione

Quando in una sera di settembre vi parlammo di Sky, il nuovo progetto di thatgamecompany, alcuni giocatori potrebbero essere andati incontro a uno dei più classici dei déjà vu. Il gioco annunciato dai creatori di Flower e Journey ricorda inevitabilmente una produzione indie che ormai da una manciata di anni spunta in diverse fiere del settore e che si incentra anche e soprattutto sul volo.



Molti di coloro che seguono con attenzione il panorama indipendente potrebbero, infatti, aver pensato ad AER Memories of Old e a quelli che sembrano degli evidenti punti in comune. In attesa di scoprire più nel dettaglio la natura di uno Sky che rimane ancora piuttosto indecifrabile considerando il solo teaser trailer pubblicato, abbiamo deciso di provare con mano il suo "gemello". Un'occasione per tuffarci in un'avventura che ci farà volare nei cieli più limpidi ma che ci confinerà anche all'interno dei dungeon più oscuri e misteriosi. Un'avventura che in parole povere profuma di mitologia.



Per il popolo della giovane Auk partire per un pellegrinaggio attraverso le terre fluttuanti è la normalità, fa parte delle usanze essenziali di tutti, soprattutto di chi è in grado di trasformarsi in animale e in questo caso in un uccello. Una tradizione che non ha nulla di particolarmente speciale, che spinge una ragazza e il suo mentore verso le rovine di un tempio dedicato a Karah, una figura che ben presto diventerà più del semplice ricordo di un passato lontano scritto su pergamene impolverate e disegnato attraverso pitture rupestri sperdute.

Continua la lettura su www.eurogamer.it

23 ottobre 2017 alle 12:30