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Digital Foundry: Cuphead porta lo stile vintage alla sua massima espressione - articolo

Un gameplay retro incontra un'estetica vintage in quella che è, dal nostro punto di vista, una combinazione da sogno. Con uno stile mai visto prima, Cuphead riesce a mettere insieme, in un unico, eccezionale e favoloso pacchetto, delle caratteristiche audio-visive uniche tipiche dell'animazione con la classica azione da videogioco. La discussione si è concentrata principalmente su alcuni aspetti del gameplay, ma dopo averci giocato ci siamo convertiti: in un'epoca di software che emulano la concorrenza, Cuphead si distingue dalla massa. Abbiamo giocato il titolo su Xbox One e PC e, mentre con il codice del Windows Store abbiamo riscontrato dei problemi frustranti, le versioni console e Steam ve le consigliamo caldamente.



Abbiamo aspettato a lungo Cuphead. Prima d'iniziare a svilupparlo nel 2010, il team al lavoro sul titolo era composto soltanto da tre persone, per poi espandersi a quasi venti all'avvio del progetto. L'ispirazione è chiara: Cuphead è pensato per incarnare l'estetica dei cartoni americani classici degli anni '30. Ricreare però in forma digitale questo aspetto non avrebbe funzionato granché, perciò, tutto quello che si può vedere in Cuphead è stato animato e disegnato su carta utilizzando i metodi tradizionali, il risultato poi è stato digitalizzato per essere inserito in gioco. Solo la colorazione è stata realizzata in digitale, ma tutto il resto è interamente fatto a mano, e si vede.



Per finire, ciascuno sfondo del gioco è stato dipinto a mano con acquerelli e realizzato con diversi livelli separati che scorrono in modo indipendente, creando così quell'effetto parallax. Nel complesso, l'aspetto del titolo è coerente, ricco di animazioni e incredibilmente poco comune. Il ritorno di Wonder Boy: The Dragon's Trap è l'unico esempio attuale che ci viene in mente pensando ad un'idea simile dal punto di vista grafico, ma con Cuphead siamo ad un altro livello.

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31 ottobre 2017 alle 13:40