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Come un intraprendente appassionato ha riportato Demon's Souls in vita - articolo

Lo scorso mese Demon's Souls di From Software ha sofferto il destino più crudele di tutti: i suoi server sono stati spenti dopo circa nove anni dall'uscita del gioco. I giocatori non potevano più invadere i mondi degli altri o aiutare gli spaesati neofiti a superare i famosi ostacoli del regno di Boletaria. E mentre tutti stavano preparando i loro scalpelli per incidere l'epitaffio sulla lapide del gioco, un appassionato stava mettendo a punto gli ultimi ritocchi del proprio tentativo di resuscitarlo.



Solo due giorni dopo che i server sono stati spenti, una discussione nel subreddit di Demon's Souls ha dettagliato il progetto del preservatore videoludico che si fa chiamare "ymgve". La sua ambizione era semplice se non audace: impostare un server privato con le stesse funzionalità dell'equivalente ufficiale. Un progetto tanto audace, ma che incredibilmente funziona: avendo dimostrato l'idea, ymgve ha pubblicato il codice sorgente in formato libero a disposizione del resto della comunità e un altro membro, "Yuvi", ci ha messo poco tempo per arrivare a una soluzione più definitiva. Ora semplicemente sistemando le impostazioni dei DNS della vostra PS3, potete godere dell'esperienza completa del caro, vecchio Demon's Souls con tanto di duelli, della gioiosa cooperazione e dell'enigmatico sistema di "World Tendency", sebbene limitato nel numero di giocatori, almeno per il momento.



Da parte sua, ymgve spiega che il processo di ingegneria inversa per comprendere la tecnologia alla base del server è stato incredibilmente semplice. "Il progetto è iniziato lo scorso anno, poco dopo che From ha annunciato che i server sarebbero stati chiusi", dice. "Uno o due giorni dopo, mi è sembrato subito molto chiaro che fosse fattibile, ma la creazione di un server pienamente funzionante non è diventata realtà prima della settimana in cui era previsto lo spegnimento. Il primo passo è stato giocare al gioco e registrare tutto il traffico sulla rete che viene generato durante una sessione. A quanto pare tutte le comunicazioni usano il protocollo HTTP anziché il più sicuro HTTPS, quindi è stato facile arrivare ai dati."

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15 aprile 2018 alle 10:40