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The Banner Saga 2 – Recensione

Dopo il successo della campagna Kickstarter e l'uscita del primo (per certi versi) sorprendente Banner Saga nel 2014, Stoic Studio ripropose, a due anni di distanza, il seguito di quella che su queste pagine abbiamo definito una straordinaria visual novel con marcate componenti strategiche e rpg. Difficile quindi collocare il primo capitolo in un'area di genere ben precisa, altrettanto complesso poterlo fare per questo secondo capitolo, considerato che si tratta di un more of the same nella più classica delle sue accezioni. The Banner Saga 2 è un seguito a tutti gli effetti. Scordiamoci quindi la possibilità di poter giocare una storia a sé stante legata parzialmente al primo capitolo, come ci ha abituati l'industria moderna. In questo caso siamo di fronte ad una continuità degli eventi perfettamente cronologica che riprende addirittura la numerazione dei capitoli terminata con il primo The Banner Saga. Insomma: se avete l'intenzione, non si sa per quale astruso motivo, di giocarvi il secodo capitolo senza aver toccato il primo…beh…non fatelo! Da questo punto di vista, infatti, The Banner Saga 2 risulta più una seconda stagione di una serie televisiva, impressione confermata dalle pocchissime novità presenti in questo nuovo episodio.
La storia al centro di tutto

L'immedesimazione narrativa è tale da concedere al giocatore il caricameno del salvataggio del primo capitolo per poter plasmare la propria storia, un po' come già visto nella più celebre serie Mass Effect. Come nella precedente iterazione, le nostre scelte saranno fondamentali nel costruire il nostro cammino. Tranquilli, però: nel caso in cui il finale da voi creato non vi sia piaciuto, potete pur sempre iniziare una nuova partita senza caricare il vostro salvataggio. Considerando l'estrema vicinanza dell'uscita dei due capitoli su Nintendo Switch, eviteremo qualsiasi spoiler sulle vicende pregresse e ci limiteremo a dare un giudizio complessivo sulla qualità della narrazione: ancora una volta, Stoic Studio non soprende per la qualità eccelsa della narrazione, seppur ottima, ma soprattutto per i dettagli, la cura ed i ritmi imposti ad essa. Ed in questo, The Banner Saga 2 eguaglia, se non addirittura supera, il suo predecessore. Non si avverte mai pesantezza nei dialoghi, e anche chi mal digerisce un approccio al videogame improntato sulla narrativa, non farà troppa fatica a digerire questa struttura. Le conversazioni risultano snelle e piacevoli, pur avendo uno stampo quasi da rpg classico. A differenza di un Pillars of Eternity, però, non siamo sommersi da fiumi di parole ed i dialoghi sono accompagnati da un comparto artistico, ancora una volta, straordinario.

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Combat system a turni in stampo classico

L'arte visiva fatta videogioco

I disegni a mano restano di una qualità estrema, e risultano ancora più ricchi di dettagli, riempiti da una paletta cromatica sempre perfetta, in ogni occasione. A differenza del primo capitolo, alcuni scenari risultano più ampi e quindi ancora più belli da osservare, anche se, come nel precedente episodio, non sarà possibilie tornare sui luoghi già visitati. La mappa risulta sempre molto dettagliata e spunto esclusivo per ampliare il reparto narrativo. Continua, difatti, a non aver alcuno scopo ludico, se non quello di fornire alcune informazioni storiche sui luoghi visitati o che visiteremo. Tutto sommato, considerando la struttura lineare del gioco, è una scelta che ci sentiamo di condividere, tra l'altro in perfetta sintonia con il primo The Banner Saga. Le musiche continuano a tenere testa al comparto visivo, con una qualità francamente poco criticabile. Austin Wintory, da questo punto di vista, non sbaglia davvero mai un colpo.

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Lo straordinario dettaglio artistico del titolo

More of the same…

Come un buon more of the same che si rispetti, il combat system non ha subito praticamente alcuna variazione. Restano intatte le statistiche base, ovvero quella di attacco (e salute) e quella di difesa. Rimandiamo quindi alla nostra recensione del primo capitolo nel caso si volesse approfondire questo aspetto del gameplay. Rispetto al precedente episodio, tuttavia, sono state inserite nuove classi di combattenti, che aggiungono varietà e strategia al combat system. Lo schieramento iniziale ne risulta quindi arricchito da una componente strategica leggermente più profonda. Spesso ci troveremo sul campo di battaglia in inferiorità numerica e con nemici più potenti di noi, dovendo fare affidamento alla nostra abilità nel padroneggiare il combat system e, soprattutto, le affinità di gruppo. Da questo punto di visto, come già sottolineato per il precedente capitolo, The Banner Saga non inventa nulla di nuovo nel campo degli strategici a turni, pur fornendo un combat system comunque altamente soddisfacente. Restano, purtroppo, i problemi visivi: se il comparto artistico è ancora una volta poco criticabile, dal punto di vista pratico la stazza dei personaggi crea spesso un po' di confusione a schermo , considerando anche che i nemici abbattutti rimangono sul campo di battaglia.

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Gli splendidi fondali 2D per gli spostamenti della carovana

Insomma, The Banner Saga 2 conferma tutto ciò che c'era di buono nel suo predecessore e lo ripropone in maniera fedele, forse troppo. Se lo si vede nell'ottica di un vero e proprio secondo capitolo, questa ripetizione potrebbe anche risultare fastidiosa, ma è chiaro come, nella testa degli sviluppatori, si volesse riproporre la stessa identica esperienza per continuare a raccontare una storia appassionante. Insomma, se non eravate stati convinti dal primo capitolo, inutile dirvi che in The Banner Saga 2 non ci sarà nulla che vi farà cambiare idea, essendo di fronte ad un more of the same all'ennesima potenza. Al contrario, se avete apprezzato il primo capitolo e non vedevate l'ora di tornare nei freddi inverni di questa splendida visual novel, allora ne rimarrete profondamente soddisfatti. The Bannar Saga (parte) 2, insomma, non ci ha delusi neanche un po'.

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GameScore 8 giugno alle 16:40

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