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Strikers Edge – Recensione

Oggi qui sul blog GiocoZafferano prepareremo una ricetta decisamente particolare. Per prima cosa, prendete una PlayStation 4 e spalmate uno strato abbondante di dodgeball, la versione competitiva della classica palla avvelenata che si giocava nelle ore di educazione fisica a scuola. Aggiungete ora, uno alla volta, otto guerrieri di epoche e culture differenti che avrete messo preventivamente a insaporire in una breve biografia personale. Mescolate bene, in modo che ogni guerriero possa scontrarsi con gli altri sfruttando una meccanica di base condivisa e alcune mosse speciali uniche. Decorate il tutto con una modalità campagna, con un comparto online competitivo e con un set di trofei abbastanza lungo, ma facile, e che comprende il Platino. Se avete lavorato come si deve, evitando la formazione di bug, avrete realizzato un perfetto, caldo e fragrante Strikers Edge.



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“Arma avvelenata” in salsa retrò



Scherzi a parte, la formula di Strikers Edge è davvero molto semplice. Si tratta di un gioco dedicato a scontri a distanza tra guerrieri armati di strumenti da lancio che ricordano, per ammissione degli stessi sviluppatori, le meccaniche del dodgeball, declinandole in una versione bellica e in un contesto fanta-storico. Gli otto protagonisti selezionabili appartengono infatti a periodi storici e tradizioni diversi: si va dalla Valchiria allo Spartano, dal Cavaliere al Ninja, dall'Arciere alla Strega, dal Barbaro al Vichingo. Ognuno è corredato di una storia personale che lo inquadra nel contesto di gioco, ma soprattutto di un set di armi e abilità uniche.



Lo scontro vero e proprio avviene in arene dedicate. La struttura di base è sempre la stessa, con un campo di gioco diviso in due aree, una per ogni contendente, e alcuni elementi ambientali, come rocce, stalattiti, tronchi o barili, a fornire un riparo di fortuna dai lanci nemici. Le location sono quattro: Albero Sacro, Confine del Regno, Navi da Guerra e Bosco Morto, e ognuna presenta alcuni pericoli aggiuntivi da cui guardarsi mentre si schivano le armi avversarie. Così, ad esempio, tra i ghiacci di Confine del Regno rischieremo di essere colpiti dalla frequente caduta di stalattiti, che lasciano libera solo una piccola porzione del nostro campo di gioco; e sulle Navi da Guerra una fila di soldati alla nostra sinistra userà gli scudi per spintonarci senza troppi complimenti ogni volta che ci avvicineremo troppo.



Dal punto di vista grafico, Strikers Edge è decisamente retrò, al punto che lì per lì sembra di trovarsi di fronte a un titolo per Super Nintendo. La cosa non infastidisce, anche se nel corso delle battaglie è difficile distinguere i dettagli dei guerrieri, che in alcuni momenti diventano scattanti ammassi di pixel. Anche la mappa della modalità principale è troppo semplificata. La colonna sonora si abbina alla perfezione allo stile grafico, con musichette da sala giochi capaci di far venire voglia di voltarmi per verificare che non ci fosse qualcuno alle spalle a guardarmi, come quando mi perdevo davanti al cabinato di Street Fighter.



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12 giugno 2018 alle 19:10

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