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Moonlighter – Recensione Nintendo Switch

Mai momento storico, almeno nel settore videoludico, fu più saturo di esponenti meritevoli del genere roguelike. Sembra che il mondo degli sviluppatori sia stato rapito da dungeon generati proceduralmente e morti permanenti o semi permanenti con relativa perdita del bottino e aumento dello stress del videogiocatore.



Nell'affrontare Moonlighter di Digital Sun sembrerebbe quindi lecito pensare, vista la quantità di roguelike che ci circondano, di ritrovarsi di fronte a qualcosa di già visto: ebbene, vi state sbagliando di grosso.




La trama poggia le basi su qualcosa che tutti conosciamo e che spesso viene sottovalutata: i negozi nei videogame. Praticamente qualunque avventura che abbiate affrontato vi ha visto, a un certo punto, rivolgervi a un negozio, un mercante, una bancarella, un itinerante. Non importa il contesto né la motivazione: che vi spinga la necessità di cambiare equipaggiamento, comprare item, salire di livello o di riposare, prima o poi ogni gamer deve rivolgersi a un negoziante. Perché non creare un videogame che narri le gesta di un commerciante alle prese tanto con la quotidianità quanto con le imprese eroiche e pericolose volte a riempire gli scaffali?



O pensate forse che la mitica spada fiammeggiante o la temibile armatura maledetta arrivino da sole sugli scaffali?



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Nel piccolo villaggio che ci diede i natali, di punto in bianco ci ritroviamo a gestire il negozio di famiglia. Dopo un brevissimo tutorial sul mestiere del commerciante tenuto da un nonno fuori di testa, ci ritroviamo per le mani il nostro esercizio. Peccato che gli scaffali siano presto vuoti; se vogliamo intascare qualcosa, bisogna darsi da fare. Per fortuna i nostri avi hanno costruito l'attività di famiglia in un posto ideale: un villaggio a ridosso di un sito di portali magici in grado di trasportare migliaia di impavidi condottieri (e futuri clienti) in lande labirintiche desolate. Chiuso il negozio, il nostro impavido protagonista si arma di spada e scudo e si reca anch'egli ad affrontare i dungeon per recuperare materie prime, artefatti e armi da vendere.



All'inizio sarà disponibile un solo portale, composto da più livelli con un mini boss finale. Sconfitto quest'ultimo, si libererà l'accesso anche agli altri portali. Attenzione: esattamente come in tutti gli altri esponenti del genere, anche in Moonlighter la morte durante l'esplorazione del dungeon porterà all'inevitabile perdita di tutto quello che avrete raccolto; solo una piccola parte rimarrà a vostra disposizione, pochi oggetti tutti presenti all'interno delle vostre tasche, mentre il contenuto della borsa sarà inevitabilmente perduto.



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I dev hanno pensato a due feature importanti al fine di far procedere fluidamente il titolo evitando di sfociare in un farming poco intelligente e frustrante. La prima feature riguarda un amuleto rinvenuto nelle prime esplorazioni, un medaglione in grado di farvi uscire in fretta con tutto il bottino raccolto. Occhio, però, perché per attivarsi il medaglione richiede qualche secondo in cui sarete completamente alla mercé dei vostri nemici che non esiteranno a farvi fuori. Il secondo item in grado di aiutarvi non poco durante le vostre scorribande è uno specchio in grado di trasformare gli item trovati in moneta sonante: a dirla tutta è un po' taccagno quando si tratta di convertire ma si rivela essenziale per fare spazio nello zaino agli oggetti di maggior valore.



Ma non pensate che l'avventura si limiti alla semplice operazioni di collezionare item nei dungeon. La componente di vendita è davvero ben sviluppata e prevede di esporre, vendere e combinare gli oggetti; il tutto con un'esperienza diretta del giocatore stesso, che non sa di preciso che cosa ha per le mani. Osservare le reazioni dei clienti al prezzo che imporremmo ci servirà per decidere se alzarlo o abbassarlo al fine di trovare la giusta quadra tra guadagno e onestà. Inoltre, come ogni vero commerciante, dovrete intrattenere rapporti di buon vicinato, ampliare e curare il vostro negozio, scambiare materie prime in cambio di item finiti e, soprattutto, procurarvi merce interessante. E non dimenticate di tenere alla larga i disonesti dalle mani lunghe che inevitabilmente verranno attratti dai vostri item più rari e costosi: sguardo vigile e scaffali sempre pieni, ecco il segreto del successo.



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Il combat system è ridotto all'osso: sono sufficienti due tasti per attacco e difesa, uno per cambiare il set di armi tra i due disponibili, uno per l'inventario e uno per gli oggetti utilizzabili. In negozio poi ne servono ancora meno: uno per l'interazione e uno per la conferma: in questo caso i set di armi sono limitati solo al far fuggire i furfantelli.



Moonlighter propone una grafica finta retrò con stile pixelloso e animazioni fluide su fondali magnificamente colorati. Decisamente un ottimo lavoro, che ricorda fortemente i RPG di una volta, unito a un comparto sonoro all'altezza dell'indie. Il problema è che, nonostante le attenzioni riposte nella realizzazione dei livelli, essi diventano piuttosto monotematici e noiosi. La mancanza di spessore si riflette inoltre su tutte le altre caratteristiche del gioco.



Studiare le reazioni degli acquirenti, affrontare i dungeon, caricare materiale e espandere i vari negozi diventa purtroppo un'esperienza noiosa che riesce a coinvolgere solo gli appassionati del genere; peccato, perché le premesse erano notevoli. Un level design più complesso, unito a una cura maggiore della storia, avrebbe esaltato anche l'originalità della trama.



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Moonlighter, sviluppato da Digital Sun e prodotto da 11 bit studios, è un indie roguelike con elementi action e RPG che propone un'idea geniale e innovativa in un panorama saturo di esponenti simili. La trasposizione per Nintendo Switch ne esalta le qualità minimizzandone i difetti, che però purtroppo permangono e penalizzano un titolo che soffre per la scarsa profondità.



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12 novembre 2018 alle 12:10

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