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Dirt Rally 2.0 - recensione

Nell'ambito dei giochi di guida, lo sviluppatore inglese Codemasters, forte di una licenza F1 quasi decennale, ha confermato la sua posizione dominante su un mercato che da tempo si estende anche alle categorie rallistiche grazie al brand Dirt e Dirt Rally. Se il primo franchise è considerato il prodotto più orientato al mass market, con Dirt Rally la casa di Birmingham tre anni fa aveva riguadagnato il rispetto di molti appassionati sul fronte del realismo, con un gioco realizzato letteralmente, in collaborazione con la community grazie alla pubblicazione progressiva su Steam in Early Access.



Da allora, pur trattandosi di una contaminazione tra simulazione e arcade, Dirt Rally è rimasto il punto di riferimento per giochi di guida di questo genere e né la serie WRC di Kylotonn né la digressione Dirt 4 di Codemasters stessa sono riusciti a scalfire questo dominio. Anche se il gioco non ha fatto sfracelli di vendite, era logico pensare che i codies avrebbero dato spazio a un secondo capitolo della serie e così è stato. Dopo la nostra anteprima tenutasi a Londra, sono stati rispettati i tempi di sviluppo ed ecco arrivare su Xbox One, PS4 e PC Steam Dirt Rally 2.0.0.



Il gioco si presenta in modo molto simile al predecessore: con una corposa schermata delle opzioni che permette di scegliere la modalità di gioco con cui affrontare il titolo Codemasters. Il piatto forte è sicuramente la carriera con un proprio team costruito facendosi le ossa nelle categorie inferiori. Il sistema di progressione è quasi identico a quello del primo capitolo: occorre vincere gare o piazzarsi in posizioni di prestigio nelle varie prove o campionati a cui si decide di partecipare per accumulare il denaro necessario a migliorare l'auto o acquistarne di nuove.



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18 febbraio 2019 alle 10:10