L'affetto per i propri companion che unisce Red Dead Redemption 2 e XCOM 2 - editoriale
Urdnot Wrex, Clementine, Elizabeth, Claptrap, HK-47: tutti questi companion dei videogiochi evocano dei chiari ricordi per le persone che li hanno incontrati e hanno giocato al loro fianco. Il farcela per un soffio, i momenti divertenti e i salvataggi dell'ultimo minuto. Questi complessi pezzi di codice hanno trasceso la loro irrealtà attingendo alle nostre emozioni, da quelle più primordiali alle più complesse.
Questo ci porta direttamente ai giochi a cui sto pensando in questo momento. Per me, Red Dead Redemption 2 è la cosa che più si avvicina alla VR senza bisogno d'indossare un visore. Non l'ho soltanto “giocato”: il mondo e la narrazione di Arthur Morgan mi hanno completamente assorbito. Ma questo non è l'unico gioco da cui ora sono ossessionato. Così cinematografico e panoramico, Red Dead sembra contrastare molto con la finezza tattica dei turni di XCOM 2, il mio altro attuale titolo preferito, ma se inizialmente questi giochi possono sembrare molto diversi tra loro, man mano che li si conosce ci si rende conti che hanno una cosa in comune.
Sto parlando della famiglia. Dell'avere un compagno sempre accanto, dell'amicizia.
