E3 2019: The Outer Worlds - anteprima
Cominciamo con un disclaimer: amo Obsidian e il loro modo di scrivere storie. Questo nonostante spesso facciano di tutto per non farsi apprezzare. L'esempio più lampante è quello di Alpha Protocol: da una parte abbiamo un action con la dirompente capacità di consentire tre approcci diversi alla medesima storia. Dall'altra un gioco che non avrebbe passato nessun test qualitativo presso qualunque altro sviluppatore che non sia lo studio di Irvine, in California.
Per questo motivo quando ci siamo trovati davanti a The Outer Worlds, la loro prima opera che sarà pubblicata dopo l'acquisizione da parte di Microsoft, non abbiamo potuto fare a meno di esaltarci. Questo perché, semplificando il concetto, ci è sembrato di trovarci di fronte ad un Fallout New Vegas ambientato nello spazio.
I detrattori diranno che anche il motore grafico è lo stesso del capolavoro del 2010, ma questo non ci ha impedito di percepirne le grandi potenzialità. Però è vero che tutto, dalle animazioni legnose allo stile dell'architettura sembra essere stato costruito col Gamebryo, lo storico motore grafico che batte nel cuore delle produzioni di Bethesda sin dal lontano Morrowind, e non con l'Unreal Engine 4.
