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Sony, Microsoft, Nintendo e le loot box: i publisher dovranno svelare le probabilità di vincita se vorranno pubblic

La questione loot box è quanto mai delicata e i governi sembrano sempre più intenzionati a intervenire in prima persona per valutare questo particolare elemento dell'industria videoludica ed eventualmente inserire delle regole ben precise sulla loro presenza (o assenza). Detto questo anche l'industria stessa ha deciso di intervenire imponendo delle condizioni ai publisher che, in questo caso, vogliono pubblicare il gioco su console.



Le nuove misure in questione sono state annunciate dall'ESA (Entertainment Software Association), nel corso di un workshop della Federal Trade Commission che si poneva l'obiettivo di esaminare i problemi nella protezione dei consumatori in ambito loot box. In parole povere Sony, Microsoft e Nintendo fanno fronte comune richiedendo ai publisher che vogliono pubblicare un gioco caratterizzato da loot box su console di rivelare i drop rate, ovvero le probabilità di vincita.



La rarità di un certo oggetto virtuale dovrà quindi essere chiara quando ci si trova di fronte a delle loot box a pagamento. Un passo verso la trasparenza che sicuramente sarà importante e che secondo i piani dell'ESA dovrebbe essere implementato il prossimo anno. Diversi publisher di spicco tra cui: Activision Blizzard, Bandai Namco, Bethesda, Bungie, Electronic Arts, Microsoft, Nintendo, Sony, Take-Two, Ubisoft, Warner Bros e Wizards of the Coast hanno accettato questa decisione dell'ESA e dei produttori di console impegnandosi a rivelare i drop rate entro e non oltre la fine del 2020.



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8 agosto 2019 alle 09:00